Marco Mancini, addio ai Servizi segreti dopo l’incontro con Renzi in autogrill
Il vertice del Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza) ha comunicato al dirigente che se non andrà in pensione in anticipo chiederà all’Arma dei carabinieri di riprenderlo: la riconsegna al Corpo di appartenenza rappresenta, di fatto, un licenziamento dal Servizio
L’incontro pre-natalizio con l’ex premier Matteo Renzi, avvenuto sulla piazzola di un’autostrada, ripreso dal telefonino di una automobilista di passaggio e poi trasmesso in tv, è costato al dirigente del Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza) Marco Mancini il posto nei servizi segreti. Il vertice dell’istituzione, dove il presidente del Consiglio Mario Draghi ha impresso una svolta nominando poche settimane fa Elisabetta Belloni, gli ha comunicato che se non andrà in pensione anticipatamente, verrà chiesto all’Arma dei carabinieri di riprenderlo con sé.
E la riconsegna al Corpo di appartenenza rappresenta, di fatto, un licenziamento dal Servizio. Mancini avrebbe reagito per il momento mettendosi in ferie, e poi manifestando l’intenzione di presentare domanda di prepensionamento con decorrenza metà luglio. Finisce così l’esperienza tra gli 007 dell’ex maresciallo dell’Arma, oggi sessantenne, cresciuto alla scuola delle Sezioni antiterrorismo dei carabinieri e rimasto coinvolto nelle vicende del sequestro Abu Omar (per il quale fu arrestato e processato, finché l’apposizione del segreto di Stato da parte di più governi bloccò l’azione giudiziaria) e in quello di presunte intercettazioni illegali e dossieraggi nel «caso Telecom».




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