Il colmo di tutta la vicenda è che a tradire per primi sono stati proprio coloro che si sono sempre intestati i valori della resistenza e la festa della liberazione.
Non è un caso che si chiami festa della liberazione perchè, al di là di chi ha il merito di quella liberazione (gli alleati col supporto dei gruppi partigiani di resistenza locale), gli italiani hanno pagato a caro prezzo il costo della libertà che ne è seguita.
Per la prima volta l'intera Italia è stata chiamata al voto per votare quelli che decisero le regole dello stato italiano. Hanno potuto votare tutti, di qualsiasi idea fossero. E da quel momento in poi ognuno ha avuto i suoi rappresentanti in Parlamento, perfino gli artefici del disastro e quelli che, da quel momento, hanno voluto dare alla resistenza e alla libertà una connotazione comunista.
E si, il costo della libertà e i valori della resistenza sono stati buttati nel cesso alla prima occasione proprio da coloro che più di altri ne avevano fatto un dogma assoluto.
Così hanno negato la resistenza all'Ucraina, le hanno negato il diritto all'autodeterminazione esplicitata ampiamente nel referendum del 91. Le hanno negato gli aiuti che noi stessi abbiamo avuto e senza i quali non saremmo qui a dire ognuno la sua.
E hanno fatto tutto in nome della falsa pace che sbandiera ogni imperialismo, ogni guerrafondaio e ogni despota del pianeta.
Ma va detto che è positivo che finalmente si sia chiarito da che parte stanno i valori della resistenza, di sicuro non stanno in quella sinistra che si è prontamente messa al servizio dell'imperialista Putin.




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