"Solo nella comunità diventa dunque possibile la libertà personale" Marx-Engels

Società e Movimento



di Eugenio Orso

La nostra è già, irreversibilmente, una società di mercato prodotta dalle dinamiche neoliberiste e dai processi di globalizzazione, oppure la transizione dai vecchi assetti sociali ai nuovi è ancora in corso e il periodo che stiamo vivendo è un tormentato e in incerto interregno, in cui l’affermazione del nuovo ordine può ancora essere messa seriamente in discussione, attraverso la resistenza propositiva della classe povera del terzo millennio?

Per quanto non sia facile rispondere a questa domanda, chi scrive propende con decisione per la seconda ipotesi, ed infatti le resistenze, gli scioperi contro la rischiavizzazione del lavoro, i blocchi nei rifornimenti energetici, le conseguenti repressioni, si estendono dalla Grecia alla Francia, dalla Spagna all’Italia, con un’estensione delle proteste fino in Nuova Zelanda.

E’ ancora d’attualità ciò che disse, a suo tempo, Karl Marx, e cioè che «la crisi farà entrare la rivoluzione anche nelle teste di legno», perché esistono dei limiti fisici e psicologici alla compressione in termini materiali dei subordinati e alla loro manipolazione, delle soglie invalicabili di esproprio che neppure questo capitalismo, il quale sta raggiungendo l’apice della propria potenza e il culmine della propria trasformazione storica, potrà superare restando indenne.

Ed è di una certa attualità, particolarmente per quando riguarda il caso italiano, ciò che scrisse nel 1922 su Ordine Nuovo Amedeo Bordiga: «Quando si dimostrerà che anche l’esperienza di un governo di sinistra della macchina statale borghese non fa fare un passo alla soluzione di quei problemi vitali per i lavoratori, allora l’azione di grandi masse sulla rete di lavoro e di organizzazione da noi tracciata, si svolgerà efficacemente sulle vie rivoluzionarie [...]»

Se ad Atene si occupa l’Acropoli, simbolo remoto di tutta la civiltà occidentale, nella Francia di Sarközy si bloccano i rifornimenti di carburante, minacciando di lasciare l’intero paese all’asciutto, mentre in Italia la vera opposizione politica e sociale inizia a radunarsi sotto le bandiere di un sindacato, la Fiom, ed elementi insurrezionali si insinuano nella protesta di popolo, alle pendici del Vesuvio e nei paesi prossimi al parco naturale, contro le discariche di rifiuti brutalmente imposte alle comunità.

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