
Originariamente Scritto da
Mike
Apro questo topic perché sento la necessità di ricordare a tutti di quella volta in cui abbiamo rischiato seriamente di ritrovarci a buttare decine di miliardi nella spazzatura quando, circa 10 anni fa, per colpa del nano di Arcore e del suo compagno di merende Sarkozy stavamo per acquistare svariate centrali nucleari-fregatura EPR che ci venivano propinate come "sicure, efficienti, economiche, rispettose dell'ambiente ed assolutamente necessarie per assicurare all'Italia un approvvigionamento energetico a prezzi competitivi".
Fin qui le bugie che ci venivano raccontate da Berlusconi e da tutti i pro-nucleare che si prodigavano in elogi sperticati a questa tecnologia; la cosa più triste di tutta questa faccenda è che, grazie alla propaganda mediatica e alla grancassa delle tivù Mediaset, il nano era anche riuscito a fare il lavaggio del cervello a molti italiani e a convincerli della bontà di questa decisione.
Per puro caso ci fù proprio in quel periodo l'incidente nucleare di Fukushima che servì a risvegliare le coscenze sopite che avevano dimenticato cosa fosse successo a Chernobyl nel 1986, così si fece IL SECONDO REFERENDUM sempre sullo stesso tema e, perlomeno sulla questione ritorno al nucleare, riuscimmo a dare un bel calcio nel sedere ai due nani criminali.
Cosa sarebbe successo se invece non avessimo messo nuovamente una pietra sulla questione del nucleare? Bene, adesso ci ritroveremmo ad aver butta MILIARDI dentro un pozzo senza fondo, un baratro da cui ancora non se ne vede una via di uscita, una fregatura talmente grossa da aver richiesto la nazionalizzazione di EDF e areva per evitarne il fallimento (pensate quanti miliardi è costata questa vicenda al popolo francese, alla faccia di chi dice che il nucleare è economico).
IL FIASCO DELL'INDUSTRIA NUCLEARE FRANCESE
"Doveva essere il fiore all'occhiello del settore nucleare francese. Il nuovo reattore di Flamanville si sta invece trasformando in un pozzo senza fondo.
Iniziato nel 2006, il cantiere per la costruzione del nuovo reattore di Flamanville si sarebbe dovuto concludere quattro anni e mezzo più tardi. Nel 2019 si è ancora in alto mare.
Sin dagli anni '50 del secolo scorso, la Francia ha puntato tutto o quasi sul nucleare per il suo approvvigionamento energetico. Oggi il 70% dell'elettricità francese è di origine atomica e in Francia sono attive 19 centrali per un totale di 59 reattori.
A questo parco nucleare dovrebbe prima o poi aggiungersi anche il nuovo reattore di Flamanville, in Normandia. Il condizionale è però d'obbligo visti i problemi registrati in questi anni. Avviata nel 2006, la costruzione avrebbe dovuto concludersi quattro anni e mezzo dopo, secondo le stime di Electricité de France, la società parastatale all'origine del progetto. E il costo avrebbe dovuto essere di tre miliardi di euro. Un prezzo moltiplicato per quattro
Tredici anni dopo il reattore non è ancora entrato in funzione (dovrebbe essere attivato nel 2022) e i costi sono lievitati sino a raggiungere 12,4 miliardi di euro."
Meditate gente, meditate... E non dimenticate le malefatte del Nano