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    Predefinito La polemica « Pensano solo a froci e zingari»

    La polemica «Pensano solo a froci e zingari»

    La polemica «Pensano solo a froci e zingari» - Genova - ilGiornale.it del 22-05-2009


    Sì, lo so. Sono politicamente scorretto, ma questa storia che vi racconto, e quella frase, non è proprio tutta roba mia. Anzi, è di una delle fonti più politicamente corrette esistenti in natura. E cioè la Liberazione diretta da Piero Sansonetti, quella vera, non quella di oggi. Insomma, l’organo ufficiale degli allora gruppi parlamentari di Rifondazione comunista.
    Quel titolo, quella frase, è tratta da un famoso reportage di Maurizio Pagliassotti realizzato davanti alla porta due dello stabilimento di Mirafiori all’indomani della vittoria elettorale di Berlusconi e della scomparsa della Sinistra Arcobaleno dal panorama politico. E si riferisce a un commento medio degli operai. Per la precisione, a quello di Luca, quarantenne che lavora alle carrozzerie di Mirafiori da undici anni: «Pensano solo a froci e zingari, dei lavoratori se ne sono sbattuti fino all’altro giorno». E Roberto, rincarava, sempre su Liberazione: «Un partito che difende i ladri rumeni che rubano nelle nostre case, incapace di farci aumentare gli stipendi che da anni sono sempre uguali». Concetti un po’ rozzi. Forse mal espressi per gli esteti del linguaggio. Ma chiari per capire lo stato d’animo di tanta parte del popolo tradito dalla sinistra. Che si è rifugiato nell’astensione o ha votato Lega. In parte, addirittura, Pdl. Come ha dimostrato anche il recente sondaggio pubblicato sul Sole-24 ore, altra fonte insospettabile di cripto-berlusconismo.
    Tutto questo veniva pubblicato il 16 aprile 2008. Più di un anno fa. Ma - a Genova e in Liguria - siamo qui a parlare del patrocinio al Gay Pride e degli opuscoli destinati inopportunamente ai bimbi, delle lettere del Comune in cui si rivendica il patrocinio, delle giustificazioni in Regione, degli imbarazzi in Provincia. E la legge toscana che ipotizza la sanità gratis anche per i clandestini (non l’intervento del pronto soccorso, ci mancherebbe, l’umanità viene prima di ogni altra cosa), di cui tanto si è discusso in questi giorni, qui è già realtà.Non ce l’ho assolutamente con i gay. Ho amici gay, li rispetto e spesso riscontro in loro una sensibilità e una dolcezza sconosciuta a tanti etero. Ma questo non mi sembra un buon motivo per insegnare ai bambini il sesso gay.
    Allo stesso modo, non ce l’ho con i clandestini. Anzi, personalmente, appena posso, appoggio in ogni modo le campagne di Medici Senza Frontiere tese a dare un livello di assistenza degno di tal nome anche a tanti lavoratori in nero, ad esempio nelle campagne della Puglia. Ma non per questo penso che la Regione debba fare leggi che assicurino ai clandestini prestazioni specialistiche spesso negate a coloro che sono in regola.
    Magari, dovrei essere felice vedendo la sinistra che va a sbattere da sola e rincorre i suoi errori.
    Ma non ce la faccio, non riesco ad essere felice. Preferirei vederla governare bene e fare, ogni giorno, una Genova e una Liguria migliori.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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  2. #2
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    Predefinito Riferimento: La polemica « Pensano solo a froci e zingari»

    Operai: L'Arcobaleno: «Pensa solo a froci e zingari, non a noi»

    Solo i più anziani lo hanno votato, fra i giovani disillusione e destra
    Mirafiori ha bocciato

    Maurizio Pagliassotti

    Torino
    «Un partito che pensa solo agli omosessuali e agli zingari, mentre dei lavoratori se ne è sbattuto fino all'altro giorno» E' il commento lapidario di Luca, quaranta anni, operaio Fiat alle carrozzerie Mirafiori da undici. Tira un vento gelido in corso Settembrini mentre uno sciame di operai entra dalla mitica porta due dentro lo stabilimento metalmeccanico più importante d'Italia. Pochi metri più in là c'è la cinque, quella nel 1980 fa era chiamata "porta Karl Marx."
    Venti giorni fa Franco Giordano era venuto a volantinare proprio tra questa gente e l'accoglienza era stata fredda ma non rabbiosa, come invece era capitato qualche mese prima ai capi dei sindacati.
    La sensazione è che gli operai di Mirafiori abbiano assistito alle elezioni come si assiste alla finale di coppa del mondo tra Brasile e Germania: in qualcosa di interessante sì, ma lontano.
    Poi è arrivata il ceffone della disfatta inaspettata della Sinistra Arcobaleno, che ha assunto un valore molto superiore rispetto alla vittoria della destra.
    Se venti giorni fa nessuno aveva voglia di parlare ieri invece le lingue erano più sciolte, un profluvio di commenti duri e spietati.
    Roberto: «Un partito che difende i ladri (rumeni, ndr) che rubano nelle nostre case, incapace di farci aumentare gli stipendi che sono da anni sempre uguali. Ho votato Lega».
    Giovanni: «Batosta necessaria, anche se troppo violenta. Ci speravo che la Sinistra Arcobaleno perdesse duro, ma non così tanto. Io ho votato Pd non per convinzione ma proprio per far perdere Rifondazione. Fino all'ultimo ero indeciso se votare Lega. Mi sembra infatti quest'ultima quella che in questo momento è più vicina ai lavoratori».
    Francesco: «Quando parlano alla televisione quelli di sinistra io non capisco un cazzo di quello che dicono. Usano paroloni... la globalizzazione... il movimento... Tutte menate, a noi interessa lo stipendio, vivere un po' meglio, avere due soldi in più in tasca. Basta. Rifondazione dice che è stata una vittoria aver ritirato le truppe dall'Iraq e io rispondo: e a me cosa ne viene in tasca?».
    Roberto: «Ma noi cosa c'entriamo con Pecoraro Scanio? L'ambiente? Sì è importante ma io voglio sentire suonare altre corde, quelle che mi toccano direttamente. Mi dispiace, sono deluso ma dopo molti anni ci voleva».
    Annamaria: «In Fiat hanno votato in massa la destra. Sono degli irresponsabili... venerdì c'era un sacco di gente che sghignazzava sulla vittoria di Berlusconi, diceva che era giunto il momento di far rubare un po' anche lui... La classe operaia non esiste più, gli operai sono persone il cui unico sogno è cambiare lavoro, fare un po' di soldi e sbattersene di tutto il resto».
    Gianni: «Questa notte non ho dormito. Sono incazzato e deluso. Ho votato Sinistra Arcobaleno e così tanti come me dentro questa fabbrica. Moltissimi che sostengono di essersi astenuti in realtà hanno scelto la Lega. Soprattutto i giovani sono di destra, quando li sento parlare mi sembra di avere davanti Calderoli».
    Il discorso generazionale appare importante. I più anziani sembrano aver preso almeno in considerazione l'ipotesi di votare Sinistra Arcobaleno, forse per ragioni storiche. I giovani invece paiono essere semplicemente disillusi o di destra. Commenti a caso tra i volti poco più che imberbi che entrano in fabbrica: «Non me ne frega niente», «Bertinotti veste il cachemire io guadagno mille euro al mese. Una volta ho visto Ferrero arrivare con la Renault 5 tutta scassata. Lui mi piace invece. Sono cose importanti per noi queste...», qualcuno parafrasa anche Trotzkj: "prima distruggere, poi costruire".
    Gli operai con i capelli bianchi sono attoniti, la loro analisi racconta di un mondo operaio che non riconoscono più, arrabbiato con tutti, siano essi padroni o sindacati. «Davanti a questa porta ventotto anni fa volevamo cambiare il lavoro in Italia... Penso che quello che è successo ieri sia l'ennesimo frutto avvelenato di quella sconfitta».
    E per il futuro? Il domani non esiste anche se vi è un diffuso timore che la mancanza della sinistra in parlamento apra le porte alle peggio situazioni: «Veltroni farà l'opposizione? Siamo a posto...»
    Riguardo la sinistra e le sue scelte prossime venture mancano i suggerimenti: gli operai sono preoccupati dal crollo delle vendite di auto in Europa, Fiat compresa. Il destino della sinistra interessa quei pochi iscritti alla Fiom che resistono dentro la fabbrica, gli altri pensano che domani sarà un altro giorno, uguale a ieri.

    LIBERAZIONE
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    Der Wehrwolf

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: La polemica « Pensano solo a froci e zingari»

    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: La polemica « Pensano solo a froci e zingari»

    davvero non ci capisce xchè la sinistra abbia deciso il suicidio politico... di questo spasso scomparirà anche il pd dal parlamento

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: La polemica « Pensano solo a froci e zingari»

    Si tratta solo dell'epilogo della tragedia rappresentata dalle teorie anti europee e anti identitarie di Kiessel Mordechai.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: La polemica « Pensano solo a froci e zingari»

    Gli stessi commenti che sentivo dopo il voto alle politiche: proprio le stesse parole. Non mi piace, però, il fatto che se uno vota Lega poi deve dire "astensione" sul posto di lavoro: se la situazione è questa, vuol dire che la sinistra ha ancora un regime.

 

 

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