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Discussione: Una foto del 1938

  1. #1
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    Predefinito Una foto del 1938

    Il bambino più piccolo in questa foto è Borya (al centro), durante la Grande Guerra Patriottica un soldato tedesco impicchiera' sulla propria sciarpa, ma sua madre riuscirà a salvarlo all'ultimo momento.



    Dopo la guerra fara' l'operaio e lavorerà in una fabbrica di lampade radio. I due più grandi (ai lati) saranno portati dai tedeschi in Germania, ma riusciranno a scappare lungo la strada e ad unirsi alle unità dell'Armata Rossa. Valentin diventerà un falegname e la ragazza Zoya finirà i corsi di infermiera e lavorerà in un ospedale pediatrico nella città di Gzhatsk.

    E il ragazzo seduto sulla sedia, il loro fratello, una mattina del 12 aprile 1961 dirà: "Poyehali!" si iscivera' nella storia. Per sempre.

    Villaggio di Klusino. 1938. Valentin, Boris, Zoya e Yuri Gagarin.
    https://youtu.be/3gCvRrF5SA4?si=KS8Vb2K6jZhZfl_g
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  2. #2
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    Predefinito Re: Una foto del 1938

    È davvero sconvolgente pensare a quanto prestigio abbia perso la Russia da allora.
    Dalle stelle alle stalle.

  3. #3
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    Predefinito Re: Una foto del 1938

    Citazione Originariamente Scritto da anguilla Visualizza Messaggio
    È davvero sconvolgente pensare a quanto prestigio abbia perso la Russia da allora.
    Dalle stelle alle stalle.
    Ecco, un thread senza una cazzata russofoba non e' un thread valido.
    Ora e' tutto a posto.
    https://youtu.be/3gCvRrF5SA4?si=KS8Vb2K6jZhZfl_g
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  4. #4
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    Predefinito Re: Una foto del 1938

    Citazione Originariamente Scritto da anguilla Visualizza Messaggio
    È davvero sconvolgente pensare a quanto prestigio abbia perso la Russia da allora.
    Dalle stelle alle stalle.
    prestigio perso per chi?
    Ultima modifica di blobb; 12-05-23 alle 07:40
    clash bankrobber

  5. #5
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    Predefinito Re: Una foto del 1938

    Citazione Originariamente Scritto da Shiiva Visualizza Messaggio
    Ecco, un thread senza una cazzata russofoba non e' un thread valido.
    Ora e' tutto a posto.
    Io invece devo ancora trovare un tuo post che non sia smaccatamente apologetico nei confronti della Russia, antica e moderna.

  6. #6
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    Predefinito Re: Una foto del 1938

    un rettangolino del 1938


  7. #7
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    Predefinito Re: Una foto del 1938

    Citazione Originariamente Scritto da anguilla Visualizza Messaggio
    Io invece devo ancora trovare un tuo post che non sia smaccatamente apologetico nei confronti della Russia, antica e moderna.
    Sono russo quindi e' normale.

    Tu invece sei un russofobo e questo va' curato.
    https://youtu.be/3gCvRrF5SA4?si=KS8Vb2K6jZhZfl_g
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  8. #8
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    Predefinito Re: Una foto del 1938

    Un giornalista americano nella Russia dei Soviet

    Un giornalista americano nella Russia dei Soviet L'atmosfera di Mosca mentre continua la cosiddetta "epurazione,, staliniana: non si trova un funzionario che dica una parola sola a proposito di chicchessia , i a e a a i a a e a . a e o o e o o si ti e ti Cosa è la Russia dall'inìzio della * epurazione » staliniana? Quale è stato l'effetto delle fucilazioni di tanti generali sulla organizzazione e la efficienza dell'armata sovietica? Come va la -produzione? Come procedono i « piani »? Qual'è la situazione materiale e morale degli operai e dei contadini? Cosa si pensa di Stalin? Per rispondere a questi interrogativi, il giornalista americano John T. Whitaker ha compiuto un lungo viaggio nella U.R.S.S. che già aveva visitato attentamente negli scorsi- anni. Ne è risultata una serie di corrispoudenze di eccezionale interesse. « La. Stampa» ne ha acquistato i diritti per l'Italia. I lettori vi troveranno notizie e giudizi inattesi, tutta una serie di episodi e di dati che si' ignoravano, una voce nuova e spregiudicata, una testimonianza limpida e viva della Russia di Stalin, tanto più notevole in quanto lo scrittore vuole mantenersi su un tono di imparziale obiettività.


    MOSCA, febbraio. L'« epurazione » vi appare palese appena siete giunto a Mosca. « Desidererei vedere il signor Blank del Commissariato degli Affari Esteri, — dite ad un collega; — egli è stato assai gentile con me quando son passato l'ultima volta da Mosca ». Il funzionario sa che nella sua stanza è installato un microfono... Il collega inarca lé sopracciglia: « Glank non c'è più », risponde: Andate voi stesso al Commissariato degli Esteri; parlate al funzionario addetto alla stampa di comuni amici, diplomatici russi attualmente in missione, che vi hanno incaricato di portargli i loro saluti. Il funzionario non risponde' e attende con impazienza che cambiate discorso. A Mosca non si trova un funzionario che dica una parola sola a proposito di chicchessia. Il funzionario, addetto alla stampa sa che nella sua stanza è installato un microfono: se egli si esprime in termini calo rosi nei riguardi di un russo, e questo russo diventasse poi sospetto, potrebbe essere arrestato anche lui. Sedici diplomatici con rango di ambasciatori, ministri o direttori generali al Commissariato degli Esteri, sono già stati spazzati dall'epurazione... Cercate un segretario, un interprete, qualcuno insomma che possa tradurvi i giornali e guidarvi per la città. Non trovate un cane. Questo non è 'momento per i russi di mettersi in relazione con degli stranieri: non c'è un uomo o una donna che voglia correre il rischio d'esse re arrestato e magari fucilato per guadagnare per qualche settimana un po' di danaro.
    Siete invitato a un grande ri cevimento diplomatico. Tra il fruscio delle sete e lo scintillio dei cristalli, vi riesce di scorgere una persona di vostra conoscenza: vi affrettate verso di lei e le chiedete se potreste avere il piacere di farle visita durante il vostro soggiorno a Mosca.- « Credo sarebbe meglio che... ve-ne asteniate », vi risponde. E' una risposta che vuol dire molte cose. Per inavvertenza, dimenticando per un istante il luogo dove vi trovate, vi accade di esprimervi un po' vivacemente alrlnturist: spiegate che avete bisogno che vi si restituisca il vostro passaporto al più tardi all'indomani mattina alle 7 « o se no —: dite alla giovine impiegata — io vi... ammazzo ». Avete evidentemente celiato, ma appena avete pronunciato la frase, vorreste morsicarvi la lingua perchè la povera ragazza è divenuta dapprima indicibilmente pallida, poi parlotta.
    Ci sono delle paiole che a Mosca non si devono pronunciare. «Non chiedete notizie di nessuno; non andate a trovare nessuno » Uno dei! vostri più cari amici, un giornalista russo, è scomparso dalla circolazione. Credete sia possibile chiedere se sia stato fucilato o esiliato in Siberia ? Credete di potere almeno far visita a sua moglie? . « Sarebbe- meglio non farlo — vi dicono gli amici cui avete chiesto consiglio. — Non chiedete notizia di nessuno ; non andate a trovare nessuno ». Cominciate) la lettura dei giornali: « Dieci traditori fascisti trotzkisti .scoperti e fucilati a Sukkumi sul Mar Nero - Nove altri fucilal'.i a Baku sul Caspio ». E' l'infornata del giorno. Conversate con dei colleghi: « Il più abile- disegnatore dell'armata dell'ansia sovietica è scomparso » - << Ho controllato la notizia, ma la- censura non la lascia ancora pubblicare », dice uno. « Si direbbe, — dice un altro — che vogliano cominciare l'epurazione anche nella Marina: due ammiragli sono scomparsi, ma non si sa ancora nulla di preciso sulla loro sorte ».

    Elttfm4qdddcdpuvgcrtsdgsrlpstcs , e ? — e i i . : è o a e n . Ed aggiunge che il censore ora lascia passare la storia di Natalia Satz, la' direttrice del Teatro dei fanciulli. « Secondo i miei calcoli — afferma un terzo giornalista — la media delle fucilazioni, ora è di 400 al mese ». ■ A sentirli sembrerebbe che questi eccellenti collegbì parlino della produzione razionalizzata dei trattori. Nella rivista ufficiale dell'industria tessile, leggete che il declino della produzione è colpa degli operai. Ingegneri, capi réparto ed operai « devono capire una volta per tutte, dice la rivista, che questi fatti, prevengano essi da negligenza, da incuria o da mancanza di senso di responsabilità verso la proprietà dello Stato, meritano di essere considerati come tentativi di sabotaggio». E per conseguenza, voi l'avete già compreso, suscettibili di portare all'arresto e, se del caso, alla fucilazione dei colpevoli.
    Se questa epurazione vi si presenta in una forma grottesca e paradossale, non manca talora di aspetti umoristici, anche se di un umorismo tutto speciale. « Sapete- che è stato epurato anche il giardino zoologico? — vi racconta un amico. — Si è scoperto che i guardiani uccidevano gli animali; per esempio, che gettavano dei chiodi nella gabbia degli scoiattoli ». « Questo poi —. interviene la moglie dell'amico — mi rifiuto a crederlo. Se vi sono dei chiodi in Russia, vorrei sapere dove questi guardiani' li hanno acquistati. Io non ne ho mai potuti trovare ». Un piccolo equivoco: tre giorni nelle fetide celle della Lubianka Un altro amic.0, un giornali sta manda un falegname di cui si era servito, a un diplomatico che aveva bisogno di far fare qualche lavoro, e scrive su un foglietto di carta l'indirizzo del diplomatico aggiungendovi poche parole : « Vi mando l'uomo di cui vi ho parlato ». E il falegname ha passato tre giorni nelle fetide celle della Lubianka ove talvolta si ripercuotono gli echi delle fucilazioni. « Bah ! — dichiara filosoficamente il' disgraziato — sapevo bene che non avrebbero trattenuto per molto tempo un pover uomo co sdggdltcfsmcpncggsmncbcsl9ss«epbasiredttdslsme me: ed era così interessanteJparlare con la gente colta e iistruita che c'è là dentro. E co¬ me sono piene le celle in questo momento e quanto daffare essi hanno. Credeva persino che mi dimenticassero ».•
    Ma di umorismo non riuscireste a trovarne nemmeno un briciolo in queste confessioni d'una donna: « Non posso più dormire di notte. Resto continuamente sveglia, in attesa di sentire bussare alla porta. Non ho niente da rimproverarmi, ma hanno arrestato tanta gente che non aveva fatto nulla! E perciò aspetto, di notte, che gli uomini della Ghepeù vengano a bussare... ». E neppure in quello che più audacemente vi dice un uomo: « Tutte le sere metto il rasoio e lo spazzolino da denti sotto il guanciale. Se essi venissero a cercarmi, salterei dalla finestra. O una palla nella schiena o riuscirei a scappare, ma non voglio affrontare le loro torture... Cominciate così a capire che cosa vi è dietro questa epurazione. Io ho degli «amici i cui figliuoli, ragazzetti di sei sette anni, i — e r sono a scuola insieme ai ragazzi di operai russi : essi li accompagnano e li vanno a prendere ogni giorno alla scuola ed in tal modo entrano in relazione con del-! la brava gente aperta, confidente, infantilmente gioiosa allorché i loro figli Bono, invitati a fare un giro nella vettura d'uno stranièro. Questi operai non immaginano neppure che è pràticamente' interdetto ai russi di parlare con gli stranieri. Essi non hannVo coscienza del terrore che regna nel Iofo paese. Leggono nei giornali che Stalin vigila e' che i traditori sono smascherati: e se ne felicitano. I miei amici sono quindi d'opinio- ne che l'attuale epurazione'non colpisce che gli intellettuali e la burocrazia, due classi appunto con le quali gli stranieri sono spesso in contatto.
    Viceversa tra le masse che costituiscono il 90r" della popolazione nessuno si risente del terrore che grava sul paese. «Ma pensate davvero che Tukacewshy e gli altri generali fossero colpevoli?» Certi stranieri chje vivono da parecchio tempo in Russia, sembrano dello stesso avviso. Essi ammettono che forse v'è un cospicuo numero di innocenti tra i colpiti, ma che, in linea generale, i bolscevichi'sonò nel vero e che quelli che essi hanno condannati erano colpevoli. — E le epurazioni nelle fattorie collettive? ' — Erano degli agenti-corrotti della Ghepeu, — mi rispondono —. Essi avevano commesso degli abusi di potere... . — E che pensate delle fucilazioni di ferrovieri ? Ho sentito dire che solo nelle ferrovie tìell'Estremo Oriente in sei mesi sono stati fucilati 311 ferrovieri. — E' vero, ma èssi erano colpevoli... v E vi si cita il caso d'un commerciante nemico del regime che aveva trovato un posto alla manovra degli scambi. Attese l'occasione per ben due anni, e provocò il deviamento di un treno... —
    Ma pensate davvero che il Maresciallo Tukacevski e gli altri sette generali fucilati fossero colpevoli? Credete davvero che fossero in rapporti con i tedeschi per tradire il loro paese in caso di guerra? Un ingegnere straniero, che eJn°n. ha preso partito ne prò ne e icontro 11 comunismo, ma che co-, ¬ o i i a e o n ò i ù : e l a . o e i, comunismo, ma che conosce la Russia da subito dopo la guerra, mi risponde: — Ne sono persuaso! — Perchè ? .— La manìa del complottare è insita nel carattere russo. Dato che erano contrari alla politica di Stalin, perchè non avrebbero congiurato contro di lui? —Va bene : ma anche se tengo in buon conto le voci che hanno circolato dovunque, ciò non dimostra che Tukacevski fosse colpevole, come è statò proclamato nel processo. — Voi non capite niente ! — mj si risponde in coro. Essi invece credono di- comprendere. Essi conoscono la Russia meglio di chiunque al di là delle frontiere, ed io non-metto in dubbio la loro onestà; ma vi è un abisso tra la mentalità di chi vive in Russia e di chi vi arriva dal di fuori. Quando avrete compreso questa differenza, allora potrete cominciare a fare l'analisi della epurazione. John T. Whitaker (Proprietà, de «La Stampa» per l'Italia e di «Opera Mundi» per gli altri Paesi. Riproduzione vietata)

  9. #9
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    Predefinito Re: Una foto del 1938

    Un americano nella Russia di Stalin L'abisso della paura

    Se l'arrestato non è alla Lubianka, si può sperare che sìa a Butirki oppure in Siberia; se non si sa dove sia, probabilmente è morto

    MOSCA E' difficile colmare l'abisso che separa la mentalità dell'uomo che vive in Russia da quella del viaggiatore che l'attraversa, perchè quest'abisso è la paura. E' la paura che interrompe un modesto pranzo americano di memore anniversario, è la paura che nella notte non lascia chiudere occhio ai russi, è la paura che fa preferire là morte all'angoscia.

    Un gruppo dì americani a pranzo: arriva la Ghepeù
    Nella ricorrenza del « Thankgiving Day » qualche americano di Mosca decise di festeggiare secondo la tradizione. la festa nazionale. Si riuscì a snidare un tacchino, delle patate e dei mirtilli : le donne si vestirono a festa e gli uomini andarono a fare un giretto nella campagna coperta di. neve. Finalmente l'allegra compagnia si riunì nell'appartamento d'un compatriota posto in un grattacielo delle cooperative operaie, decisa a passare la serata festosamente ed a proscrivere per l'occasione tutte le parole che suonassero « epurazione », « arresto », « fucilazione »... Il tacchino era ben tenero e il pranzo si j preannunziava assai bene, ma, alla frutta, il servizio si interruppe. Si aspettò pazientemente per parecchio tempo, poi uno dei convitati sì mosse per andare a vedere che accadesse nelle cucine. Trovò tutti i vicini in lacrime riuniti nell'atrio insieme alla domestica' che era in preda a una. crisi di nervi.
    — Sta per venire la Ghepeù! — gridavano gli inquilini. — Si deve fare una perquisizione in tutta la casa e gli innocenti saranno arrestati insieme agli altri! Io, francamente, non riuscivo a capire. Infine mi si disse che per i russi è inammissibile che~un certo numero di persone si riunisca in un appartamento sehza che ciò dissimuli delle intenzioni politiche tenebrose. Ogni sforzo fu vano per far comprendere ai vicini, che cosa è il « Thankgiving Day » e il significato sentimentale che vi annettono gli americani:
    — Sarà benissimo — concluse un operaio rUsso — ma' la gente parlerà di questa riunione e si finirà per raccontare che si trattava d'una riunione politica. Non è meglio prevenire gli avvenimenti e- avvertire senz'altro la Ghepeù?... Il russo ebbe un momento di esitazione, e confessò: — Noi abbiamo paura...

    Non arrestate la mamma! Non portatemi via la mamma!
    Ho un altro amico in un'altra cooperativa operaia. Mi ha raccontato che l'intero casamento ha vissuto per ben due settimane in un vero terrore. Sei mesi prima, era stato arrestato uno degli inquilini; la moglie e il suo figliuolo quattordicenne avevano dimostrato molto coraggio: la donna andava una volta alla settimana a visitare il marito nella prigione della Lubianka. La Ghepeù non si degna di informare le donne di condizione così modesta della sorte riservata ai loro mariti, ma l'epurazione ha insegnato molte cose ai russi. Queste disgraziate' vanno alla Lubianka per portare- un po' di danaro affinone il marito possa comprare delle sigarette e qualche supplemento al vitto. Se il danaro è ricevuto, la donna sa che il marito è ancora vivo: ma viene un giorno in cui il guar- dtrudactlnlbesdsfdissipiar e a i i a , o a o e e a - diano della prigione scrolla la testa e respinge il denaro...
    In questo caso resta una speranza..Nei dintorni di Mosca c'è una vasta prigione, la prigione di Butirki. Se il vostro denaro a Butirki è accettato, è segno che vostro marito vi si trova tuttora vivente. Se' poi anche laggiù trovate un rifiuto, rimane un'estrema illusione, che l'infelice sia stato esiliato in Siberia: ma pensate che quando era stato arrestato era vestito solo d'un camiciotto e d'un paio di calzoni, e vi chiedete, se non sarebbe meglio che il poveretto fosse morto. Quando a Butirki la vicina del mio amico si vjde respinto il denaro, perdette un po' la testa. Supplicò che almeno venisse accettato un soprabito perchè il marito dovesse sopportare un po' meglio il freddo e poiché si incontro in un altro rifiuto, si abbandonò forse, a qualche- parola spiacevole. Fatto è che due settimane dopo venne arrestata ed il figliuolo ruppe in grida e in singulti che svegliarono tutta là casa. Erano le quattro del mattino e il ragazzo supplicava urlando : « Non arrestate la mamma! Non portatemi via la mamma!,.. ».

    Salvacondotti e passaporti per visitare un'officina
    Non è un racconto questo cui io abbia- aggiunto ricami di fantasia ed ho presenti venti fatti identici che ho saputi per' testimonianze dirette, ma il rivelarle in queste pagine non ■ servirebbe che'ad ingrossare la falange delle donne nei parlatori stipati della- Lubianka o di Butirki, oppure a far arrestare dei ragazzi, poiché anche questo accade, che essi sieno tolti ai loro parenti a titolo di ostaggio. Non v'è del resto bisogno di racconti del genere per sentire la paura che regna in Russia.
    A Mosca ho visitato una grande manifattura, accompagnato da due alti.funzionari del Commissariato degli esteri e dall'ingegnere capo dello stabilimento. Non.ostante questa scorta, ogni cento metri, attraverso a questa vasta officina che occupa trentamila operai,, ci. toccava esibire i lasciapassare, e bisognava mostrare le nostre carte non solo ai sorveglianti d'officina ma anche ai poliziotti e agli agenti dell'Esercito rosso che ci fermavano ad ogni istante per raffrontare i nostri' salvacondotti coi nostri passaporti.
    Un giornalista è sempre con siderato cóme un indiscreto, ma l'ingegnere capo era sospetto non meno di me. Gli stranieri cui tocca maggiórmente soffrire di questa psicosi di paura, sono i consoli.
    Tutti i consoli 'dei principali paesi sono assediati da ex-arac ricani, ex-inglesi, ex-tedéschi, ex-messicani, ex-francesi che un giorno restituirono i loro, passaporti per . -diventare comunisti ed ora hanno paura di essere arrestati. I disgraziati, consoli devono inoltre dare ascolto alle vedove di coloro che sono già stati giustiziati.

    Storia di Ike e di Abe la Russia è come un aeroplano..
    Negli ambienti stranieri di Mosca ho sentito raccontare un aneddoto assai significativo. Nel 1933, due americani, Ike e Abe, erano stati duramente colpiti dalla crisi che allóra infieriva a New York. Avendo inteso dire che in Russia non esisteva disoccupazione, decisero, Ike, di partire per l'U.R.S.S., Abe, di rassegnarsi ad aspettare un miglioramento delle condzioni di lavoro in America in attesa che Ike gli mandasse notizia del suo tentativo. La'crisi a New York diminuì e quando Abe ebbe raggranellato un po' di danaro, parti per la Russia dove trovò Ike che era diventato comunista e cittadino sovietico. I due amici furono felici di ritrovarsi ma Abe ebbe la sorpresa di ' constatare che Ike opponeva un silenzio ostina-; to alle domande che egli moltiplicava sulla Russia. Finalmente una sera che i due passeggiavano per. la campagna, Ike, di improvviso, mormorò con voce strozzata:
    — Sei mai stato in aeroplano? — Sì, rispose meravigliato Abe. —
    Ebbene: la Russia è un po' come un aeroplano. Si scoprono dei magnifici paesaggi, ma il cuore è oppresso e andarsene non si può... John T. Whitaker (Proprietà de «La Stampa > per' l'Italia e di «Opera Mundi > per gli altri PaeBi.. Riproduzione vietata).

  10. #10
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    Predefinito Re: Una foto del 1938

    E tu cosa aspettavi da un giornalista americano?
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