Così si dà un colpo al cerchio e uno alla botte: si alleggerisce il numero di disoccupati in Italia e si realizzano i lavori e le opere che si dovrebbero sempre fare ma che non sono mai state fatte, come ad esempio la sistemazione degli argini, le pendici dei monti, la riforestazione, la bonifica delle discariche, la realizzazione di impianti di riciclo, il controllo del territorio, squadre di pronto intervento, uffici di quartiere, qualsiasi altra cosa di cui si sente il bisogno ma che non si è mai fatta per mancanza di soldi (e forse anche per mancanza di opportunità di rubare). Il pagamento verrebbe fatto con titoli di stato pluriennali a scadenza centenaria, senza cedole. I tagli potrebbero andare a partire dai 50 euro in su fino a 1000 euro, con la possibilità di scambiarli in cambio di soldi veri e di utilizzarli per le spese e gli acquisti. Ovvio che a scadenza (tra 100 anni) lo Stato di impegna a riprendersi i titoli in cambio di soldi, oppure a rinnovarli per altri 100 anni.
Mi sembra un modo intelligente di utilizzare il debito pubblico e far lavorare milioni di disoccupati.
Controindicazioni...?




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