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    Predefinito Esiste un ordine naturale che l’ideologia gender tende (senza riuscirci) a negare

    La discussione intorno al progetto di legge di iniziativa parlamentare c.d. "Zan-Scalfarotto", già approvato dalla Camera dei Deputati ed ora calendarizzato al Senato della Repubblica, è il risultato di una ideologia tirannica e luciferina che tende, senza riuscirci, a negare l'esistenza di un ordine naturale e imporne la negazione grazie alla tecnica della positivizzazione dei diritti.

    La discussione intorno al progetto di legge di iniziativa parlamentare c.d. “Zan-Scalfarotto”, già approvato dalla Camera dei Deputati ed ora calendarizzato al Senato della Repubblica, è il risultato di una ideologia tirannica e luciferina che tende, senza riuscirci, a negare l’esistenza di un ordine naturale e imporne la negazione grazie alla tecnica della positivizzazione dei diritti.

    Questo, secondo l’insegnamento tomista, non fonda le sostanze, ma è conseguente alla loro natura, alla tendenza naturale al fine e implica sempre il riferimento “ad aliquid aliud”. Scrive, infatti, Tommaso (1224-1275) nella Summa Theologiae (I, q. 45, a. 7, co.): “enim creatura subsistit in suo esse, et habet formam per quam determinatur ad speciem, et habet ordinem ad aliquid aliud”.

    Oltre alla priorità/posterità, l’ordine naturale implica anche la distinzione delle cose cui si dà relazione. Pertanto, non c’è ordine se non tra cose distinte. L’ideologia di “genere”, invece, ammette, senza dimostrarlo razionalmente, che l’uomo è ciò che percepisce di essere, ma il “percepire” è un momento del soggetto, del suo divenire altro rispetto a ciò che ontologicamente è (il divenir altro non è, forse, severinianamente, un non essere?) e, come tale, privo di qualunque riscontro oggettivo. È il modo di pensare che alimenta l’etica soggettivistica dell’esistenzialismo, dello strutturalismo, del fenomenologismo, del neopositivismo, di certe correnti teologiche ispirate alla teologia della storia come quella di Karl Rahner (1904-1984) e del canadese Bernard Lonergan (1904-1984).

    Il gender, dunque, ritiene naturale quello che attiene alla sfera del naturalistico, ossia degli appetiti umani, i quali, spesso, deviano dal fine della natura umana. E ciò avviene perché al concetto classico di natura si sostituisce la categoria del “Dasein”, cioè del puro Esserci nel mondo di heideggeriana memoria.

    La difesa dell’ordine naturale, allora, non è “autistica”, ma un’esigenza di ragione. In primo luogo, se ogni pretesa, ogni diritto, fosse solo positivo, rimarrebbe da spiegare (Kelsen stesso cade in contraddizione con il diverso fondamento della Grundnorm nella prima edizione del 1937 e nella seconda del 1960 della Reine Rechtslehre) il diritto del legislatore stesso a porre “qualcosa”.

    Molti sembrano dimenticare che colui che viene considerato il padre nobile del giuspositivismo italiano, il prof. Norberto Bobbio (1909-2004), in realtà affermava di essere positivista quanto al metodo, ma giusnaturalista di fronte allo scontro delle ideologie, a motivo del deficit di giustizia che una concezione esclusivamente positiva del diritto comporta. In secondo luogo, se non si vuole ridurre il diritto a mero atto di volontà dello Stato o della maggioranza dei cittadini (in nome della volontà popolare venne graziato un assassino, scrivono gli Atti degli Apostoli) e definire arbitrariamente l’essere in modo a-valutativo con la conseguenza, per l’empirista e poi il positivista, di affermare, alla luce della legge di Hume, che dall’essere non può derivare il dover essere e di svolgere in questo modo un’affermazione metafisica che dovrebbe essere esclusa dal loro perimetro, si deve ammettere come la nostra struttura somatica sia in se stessa portatrice di un finalismo intrinseco (come ha egregiamente ribadito Hans Jonas (1903-1993)): conservare l’essere e propagare la specie, l’esigenza di conoscere la Verità, di avere degli amici, di vivere in pace, etc.

    Questi finalismi, queste esigenze ontologiche, si configurano come inclinazioni i cui oggetti appaiono alla nostra ragione pratica come beni da fare e perseguire, mentre i loro contrari (la morte, l’estinzione della specie, l’ignoranza, l’inimicizia, la mancanza di pace) quali mali da evitare. Dunque, il perseguimento di questi beni si rivela adeguato e necessario all’esistenza umana. Classicamente questa “adaequatio” si chiama giusto (iustum); e giacché non è “posta” da qualcuno, ma insita nella natura, si chiama “giusto naturale” o diritto naturale (ius naturale). Con buona pace dei “genderisti”.


    https://www.rivistapraesidium.it/202...irci-a-negare/
    Ultima modifica di scomunista; 13-05-23 alle 21:05
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Predefinito Re: Esiste un ordine naturale che l’ideologia gender tende (senza riuscirci) a negare

    Yawn
    E' da sottosviluppati pensare che l'italiano-tipo debba essere per forza bianco.

  3. #3
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    Predefinito Re: Esiste un ordine naturale che l’ideologia gender tende (senza riuscirci) a negare

    Citazione Originariamente Scritto da IlWehrwolf Visualizza Messaggio
    La discussione intorno al progetto di legge di iniziativa parlamentare c.d. "Zan-Scalfarotto", già approvato dalla Camera dei Deputati ed ora calendarizzato al Senato della Repubblica, è il risultato di una ideologia tirannica e luciferina che tende, senza riuscirci, a negare l'esistenza di un ordine naturale e imporne la negazione grazie alla tecnica della positivizzazione dei diritti.

    La discussione intorno al progetto di legge di iniziativa parlamentare c.d. “Zan-Scalfarotto”, già approvato dalla Camera dei Deputati ed ora calendarizzato al Senato della Repubblica, è il risultato di una ideologia tirannica e luciferina che tende, senza riuscirci, a negare l’esistenza di un ordine naturale e imporne la negazione grazie alla tecnica della positivizzazione dei diritti.

    Questo, secondo l’insegnamento tomista, non fonda le sostanze, ma è conseguente alla loro natura, alla tendenza naturale al fine e implica sempre il riferimento “ad aliquid aliud”. Scrive, infatti, Tommaso (1224-1275) nella Summa Theologiae (I, q. 45, a. 7, co.): “enim creatura subsistit in suo esse, et habet formam per quam determinatur ad speciem, et habet ordinem ad aliquid aliud”.

    Oltre alla priorità/posterità, l’ordine naturale implica anche la distinzione delle cose cui si dà relazione. Pertanto, non c’è ordine se non tra cose distinte. L’ideologia di “genere”, invece, ammette, senza dimostrarlo razionalmente, che l’uomo è ciò che percepisce di essere, ma il “percepire” è un momento del soggetto, del suo divenire altro rispetto a ciò che ontologicamente è (il divenir altro non è, forse, severinianamente, un non essere?) e, come tale, privo di qualunque riscontro oggettivo. È il modo di pensare che alimenta l’etica soggettivistica dell’esistenzialismo, dello strutturalismo, del fenomenologismo, del neopositivismo, di certe correnti teologiche ispirate alla teologia della storia come quella di Karl Rahner (1904-1984) e del canadese Bernard Lonergan (1904-1984).

    Il gender, dunque, ritiene naturale quello che attiene alla sfera del naturalistico, ossia degli appetiti umani, i quali, spesso, deviano dal fine della natura umana. E ciò avviene perché al concetto classico di natura si sostituisce la categoria del “Dasein”, cioè del puro Esserci nel mondo di heideggeriana memoria.

    La difesa dell’ordine naturale, allora, non è “autistica”, ma un’esigenza di ragione. In primo luogo, se ogni pretesa, ogni diritto, fosse solo positivo, rimarrebbe da spiegare (Kelsen stesso cade in contraddizione con il diverso fondamento della Grundnorm nella prima edizione del 1937 e nella seconda del 1960 della Reine Rechtslehre) il diritto del legislatore stesso a porre “qualcosa”.

    Molti sembrano dimenticare che colui che viene considerato il padre nobile del giuspositivismo italiano, il prof. Norberto Bobbio (1909-2004), in realtà affermava di essere positivista quanto al metodo, ma giusnaturalista di fronte allo scontro delle ideologie, a motivo del deficit di giustizia che una concezione esclusivamente positiva del diritto comporta. In secondo luogo, se non si vuole ridurre il diritto a mero atto di volontà dello Stato o della maggioranza dei cittadini (in nome della volontà popolare venne graziato un assassino, scrivono gli Atti degli Apostoli) e definire arbitrariamente l’essere in modo a-valutativo con la conseguenza, per l’empirista e poi il positivista, di affermare, alla luce della legge di Hume, che dall’essere non può derivare il dover essere e di svolgere in questo modo un’affermazione metafisica che dovrebbe essere esclusa dal loro perimetro, si deve ammettere come la nostra struttura somatica sia in se stessa portatrice di un finalismo intrinseco (come ha egregiamente ribadito Hans Jonas (1903-1993)): conservare l’essere e propagare la specie, l’esigenza di conoscere la Verità, di avere degli amici, di vivere in pace, etc.

    Questi finalismi, queste esigenze ontologiche, si configurano come inclinazioni i cui oggetti appaiono alla nostra ragione pratica come beni da fare e perseguire, mentre i loro contrari (la morte, l’estinzione della specie, l’ignoranza, l’inimicizia, la mancanza di pace) quali mali da evitare. Dunque, il perseguimento di questi beni si rivela adeguato e necessario all’esistenza umana. Classicamente questa “adaequatio” si chiama giusto (iustum); e giacché non è “posta” da qualcuno, ma insita nella natura, si chiama “giusto naturale” o diritto naturale (ius naturale). Con buona pace dei “genderisti”.


    https://www.rivistapraesidium.it/2021/05/31/esiste-un-ordine-naturale-che-lideologia-gender-tende-senza-riuscirci-a-negare/


    Un apprezzabile approccio teologico filosofico per condannare il genderismo
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  4. #4
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    Predefinito Re: Esiste un ordine naturale che l’ideologia gender tende (senza riuscirci) a negare

    «NORMALIZZARE E ACCETTARE LA PEDOFILIA». IL “REVIVAL PRO-PEDOFILO” DI CUI NESSUNO PARLA


    Sulla scia pedo-libertaria inaugurata nel ’68, sono sorte negli ultimi anni organizzazioni e piattaforme web con l’obiettivo dichiarato di normalizzare la pedofilia, promuovendo esplicitamente il sostegno ai pedofili, al punto che il National Justice Party (NJP), con sede in Pennsylvania, è arrivato a parlare di una vera e propria «rinascita del movimento di accettazione della pedofilia», in un «revival pro-pedofilo» dalle tinte grottesche.

    Ma che cosa vuol dire in sostanza “normalizzare” e “accettare” la pedofilia?

    È molto semplice: “normalizzare” vorrebbe dire rimuovere tale perversione dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM), pubblicato dall’American Psychiatric Association (APA), per riclassificarla come normale orientamento sessuale (come avvenne con l’omosessualità negli anni ’70), mentre “accettare” vorrebbe dire abbattere le tradizionali barriere di pregiudizi che separano la nostra società dai pedofili, accettandoli quindi come persone normali (ma con un diverso orientamento sessuale) e sostituendo il termine “pedofilo” – oggi divenuto dispregiativo – con “persona attratta da minori” (minor attracted person) o addirittura con “boylover“.

    Lo stesso New York Times, giornale mainstream letto da milioni di persone, si è espresso a favore della pedofilia. In un articolo del 2015 scritto dalla professoressa Margo Kaplan, si sostiene infatti che una percentuale significativa della popolazione maschile, molto tempo dopo il periodo della pubertà, continua a sentirsi attratta dai bambini in età prepuberale, e che la pedofilia «non è una scelta», ma una condizione del tutto «naturale», a causa della quale le persone che ne soffrono sono costrette a nascondere agli altri il proprio disturbo per non perdere opportunità di lavoro ed evitare critiche, arrivando spesso a «pensare al suicidio».

    Philip Tromovitch, professore all’Università giapponese di Doshisha, ha rilanciato addirittura la tesi della «prevalenza della pedofilia», secondo la quale «gli uomini in maggioranza sono probabilmente pedofili o ebefili» e quindi «l’attrazione pedofila è normale e naturale nei maschi umani».

    Il “B4U-ACT“

    A guidare questo bizzarro «revival pro-pedofilo» internazionale è il B4U-ACT, organizzazione non-profit fondata nel 2003 dall’ebreo Michael F. Melsheimer con sede nel Maryland, che riunisce «professionisti della salute mentale e attivisti simpatizzanti a favore della pedofilia», con l’obiettivo di creare le dinamiche necessarie per portare alla normalizzazione e all’accettazione della pedofilia in Occidente e rendere disponibili ai pedofili «servizi di salute mentale efficaci e compassionevoli, sfidando al contempo i presupposti culturali negativi che spesso fungono da barriere al trattamento, aumentando così la probabilità che le persone attratte da minori conducano vite produttive e significative».

    Il B4U-ACT, che pubblica anche un giornale trimestrale (il B4U-ACT Quarterly Review), ha tuttavia sponsorizzato negli anni varie conferenze legate al tema della pedofilia. L’evento più noto e significativo, «sostenuto quasi interamente da ebrei», è stato sicuramente il breafing svoltosi a Baltimora il 17 agosto 2011 insieme a diversi ricercatori di svariate università americane. In tale occasione, gli attivisti e gli psichiatri del B4U-ACT hanno ribadito i propri propositi pedo-libertari, ponendo le fondamenta per esercitare forti pressioni sull’APA in modo da fare rimuovere la pedofilia dal già citato Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM), per riclassificarla come normale orientamento sessuale non criminale e pienamente legittimo.

    «Proprio come è avvenuto storicamente con l’omosessualità», ha dichiarato un attivista del B4U-ACT, «la società sta attualmente affrontando la questione della pedofilia con un equilibrio che è molto più pesato sul lato delle soluzioni di giustizia penale che sul lato delle soluzioni per la salute mentale».

    Ma non tutti si sono dichiarati favorevoli alla causa della pedofilia. Judith Reisman, ad esempio, professoressa alla Facoltà di Giurisprudenza della Liberty University, ha definito la sopracitata conferenza parte di una «strategia per condizionare le persone ad accettare i pedofili».

    «La prima cosa che fanno è convincere il pubblico a rinunciare a considerare un atto criminale il gesto commesso dall’autore del reato [il pedofilo], [invitando] a pensare a lui come se si pensasse al proprio stato emotivo, a empatizzare e simpatizzare [con lui]», ha dichiarato Judith Reisman. «L’obiettivo è far uscire di prigione i pedofili».


    Progetto “Free Spirit”

    In stretta connessione al B4U-ACT e alle sue radicali prerogative pro-pedofilia, è attiva da oltre vent’anni l’organizzazione Free Spirit, alla quale aderì – prima di morire – anche Michael F. Melsheimer. Essa è stata costituita agli inizi degli anni 2000 con l’obiettivo di «promuovere la comunicazione aperta tra i boylovers» e affonda le sue radici nella «community boylove più longeva del World Wide Web», ossia la BoyChat, fondata nel dicembre 1995 al fine di «fornire un clima di supporto personale ai boylovers che stanno vivendo momenti difficili».

    Oggi, tuttavia, l’organizzazione Free Spirit opera in tutto l’Occidente attraverso siti web, forum e chat in varie lingue (come LifeLine, Jungsforum, La Garçonnière, BoyLinks e BoyWrite) e può contare sulla collaborazione costante di centinai di utenti, attivisti e simpatizzanti di ogni genere. Fra i progetti più controversi, però, vi è la BoyWiki, una sorta di “Wikipedia del pedofilo” nata nel 2009 e disponibile in inglese, francese e tedesco, che mostra le varie realtà della “cultura boylove“, fornendo una vasta scelta di articoli e contenuti al limite della legge (alcuni scritti, oltre a parlare esplicitamente di «sesso fra adulti e bambini», descrivono addiruttura le informazioni necessarie su «come non farsi scoprire»).

    Il “NAMBLA“

    Ma vi è un’altra organizzazione che, strettamente legata al progetto Free Spirit, rientra in tutto e per tutto in questa «rinascita del movimento di accettazione della pedofilia», di cui nessuno parla: è la North American Man/Boy Love Association, meglio conosciuta con l’acronimo NAMBLA.

    La peculiarità di questa organizzazione risiede nel fatto che le sue attività hanno avuto inizio durante la cosiddetta “rivoluzione sessuale“, dunque è forse l’unica grande organizzazione pro-pedofilia attiva dagli anni ’70. Essa nasce da una scissione del movimento gay (oggi fortemente avverso all’attivismo pedo-libertario) ed offre soprattutto servizi per i detenuti condannati per reati connessi alla pedofilia, pubblicando periodicamente (dieci numeri a l’anno) il NAMBLA Bulletin, rivista di diffusione della “cultura boylove“, contenente notizie, articoli di approfondimento, immagini e recensioni di film e libri legati al tema della pedofilia.

    Gli obiettivi del NAMBLA, come riporta il sito dell’organizzazione, sono sostanzialmente quattro: 1) costruire comprensione e supporto per le relazioni fra uomini e ragazzi; 2) educare le persone sulla «natura benevola» dell’amore fra uomini e ragazzi; 3) cooperare con gay, lesbiche, femministe e altri “movimenti di liberazione”; 4) lottare per l’abbattimento dei pregiudizi sessuali fra le persone di tutte le età.

    Scrive inoltre – senza alcuna vergogna – il sito del NAMBLA: «Crediamo che i sentimenti sessuali siano una forza vitale positiva. […] Le leggi attuali, che si concentrano solo sull’età dei partecipanti, ignorano la qualità delle loro relazioni. Sappiamo che le differenze di età non precludono l’interazione reciproca e amorevole tra le persone. Il NAMBLA si oppone fermamente alle leggi sull’età del consenso e a tutte le altre restrizioni che negano agli uomini e ai ragazzi il pieno godimento del proprio corpo e il controllo sulla propria vita».


    Sesso davanti ai bambini

    Ma le ambizioni pedo-libertarie non sono finite qua. L’Ebreo queer Joseph Fischel, ad esempio, professore alla Yale University e autore di un libro intitolato Sesso e danno nell’età del consenso, ha espresso in un recente articolo l’idea secondo la quale «compiere atti omosessuali perversi di fronte ai bambini è importante, poiché insegna loro a rifiutare il razzismo, il sessismo e l’omofobia».

    «Qual è il presunto danno se un bambino si imbatte in un ragazzo che indossa un’imbracatura toracica, o vede le chiappe di un adulto, o anche i genitali o il seno di un adulto?», si è domandato Fischel. «Questi bambini si sentirebbero necessariamente violati, o potrebbero sentirsi violati gli adulti per loro conto? È probabile che il bambino risponda con curiosità?».

    Nell’articolo, Fischel respinge con forza l’idea «che compiere atti sessuali di fronte a bambini portati al “Gay Pride” dai loro genitori omosessuali sia sbagliato», definendo questa prospettiva «razzista» e assolutamente «dannosa per i bambini». Pertanto, ha spiegato l’ideologo queer, «nessuno ha il diritto di chiedere che il “kink” [varietà di fantasie e pratiche sessuali non tradizionali] e la sodomia pubblica siano banditi dalle parate gay».

    Per costruire la sua argomentazione da un punto di vista legale, tuttavia, «Fischel fa affidamento su Brenda Cossman, Stuart Green, Richard Posner e Joel Feinberg (tutti giuristi accademici ebrei), che sostengono che gli atti sessuali pubblici di fronte a persone ignare non sono più offensivi di un discorso politico razzista o “offensivo”, e che la distinzione tra comportamento privato e pubblico è arbitraria, eteronormativa, e dovrebbe essere eliminata», ha spiegato Eric Striker, membro del già citato National Justice Party.


    Aggiornamenti del DSM

    Pertanto, a causa delle costanti pressioni degli attivisti pro-pedofili sull’APA, vi sono stati negli anni diversi aggiornamenti del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM). Uno di quest’ultimi, dai contenuti agghiaccianti, ha sottolineato che «le esperienze sofferte da bambini, sia maschi che femmine, che hanno avuto abusi sessuali sembrano abbastanza moderate» e che «l’abuso sessuale su un bambino non necessariamente produce conseguenze negative di lunga durata». Dunque, conclude l’APA, «il sesso consensuale fra bambini e adulti, e tra adolescenti e bambini, dovrebbe venire descritto in termini più positivi, come “sesso adulto-bambino” e “sesso adolescente-bambino”», o addirittura come «amore intergenerazionale».

    La dottoressa Rando

    Ma – incredibilmente – sembra che istanze pedo-libertarie siano presenti anche in Italia. Nelle scuole di Treviso, ad esempio, la sessuologa Teresa Rando, sotto l’egida dell’ULSS e sostenuta dalle associazioni LGBT, ha introdotto negli ultimi anni un nuovo «programma di lavoro» incentrato sulle linea guida elaborate dall’OMS nel 2010 denominate Standard per l’educazione sessuale in Europa. E il risultato è stato disastroso.

    Molti bambini delle scuole elementari, infatti, sono rimasti profondamente turbati e infastiditi dalle tematiche legate al nuovo programma introdotto dalla dottoressa Rando, tant’è che si sono lamentati coi propri genitori.

    Elisabetta Frezza, giurista e attivista cattolica, ha tuttavia parlato con le madri e i padri di questi bambini, riportando le testimonianze nel libro Malascuola (2017). Fra di esse, una in particolare cattura l’attenzione: «Dopo il secondo incontro in classe, ho chiesto a mio figlio di cosa avessero parlato al corso e lui mi ha risposto: “Abbiamo finito l’apparato riproduttivo e poi ci hanno spiegato gli orientamenti sessuali: gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e pedofili”».

    Radici teologiche

    Ma non è tutto. Il giornalista Maurizio Blondet, autore dell’opera Cronache dell’Anticristo, ha conferito un valore “teologico” a tutto questo, spiegando esplicitamente che, nell’ebraismo (soprattutto all’interno della «Cabala di Luria» e nella dottrina cabalistica di Sabbatai Zevi, noto per aver praticato sodomia, orge e incesto), vi è una «corrente antinomica» dal «valore anticristico» che permetterebbe di «raggiungere la salvezza attraverso il peccato».

    In questo contesto, «la pedofilia, prima che un gusto, è una profanazione, la profanazione dell’innocente. La prova iniziatica del superamento di ogni limite, la prova che la Legge è stata abolita, che ogni kathecon è stato tolto di mezzo», in «un’ascesa verso il basso» culminante in un vero «culto a-teologico» di matrice pedo-libertaria.

    Non fu forse l’intellettuale ebreo Israel Shamir a dichiarare che «fiumi di sangue e una vita di peccato sono messaggeri di salvazione»?! Non fu il rabbino Rab, nel famigerato Talmud, a stabilire che, «se uno commette sodomia con un bambino di nove anni, non incorre in alcuna colpa»?

    Secondo le Cronache, il movimento di accettazione della pedofilia corrisponderebbe infatti ad un inquietante «piano divino», che, comportando «una distruzione in vista di una costruzione», starebbe preparando il terreno alla cosiddetta «èra messianica»: una nuova èra di «liberazione da ogni legge» – per alcuni, l’èra del Caos, l’èra dell’Anticristo – nella quale i desideri e le fantasie individuali, anche quelle illecite, divengono diritti imprescindibili e il Male si sostituisce al Bene, in un sovvertimento totale dei valori che non delinea alternative.

    Scrive Elisabetta Frezza: «La degenerazione della società attuale ha questo aspetto nuovo al passato: il peccato, ora, è cancellato perchè è cancellata la legge, sostituita da un suo vuoto simulacro, cioè dalla volontà legittimatrice dell’uomo sotto le mentite spoglie della legge. L’uomo è diventato arbitro del Bene e del Male e misura del proprio comportamento morale. Il senso della trasgressione è così riassorbito. La trasgressione è normalizzata».

    Conclusione

    Sorge tuttavia una domanda: le suddette aspirazioni pedo-libertarie rappresentano istanze legittime, oppure siamo davvero di fronte ad una vera e propria degenerazione socio-culturale, tipica del nostro secolo, le cui caratteristiche richiamano realmente l’Anticristo e l’èra del Caos?

    Difficile dirlo con certezza. Risulta però acclarata la convinzione del filosofo Ernst Niekisch, secondo la quale dietro le idee di libertà, da quelle civili a quelle pseudo-civili, «si nasconde sempre la volontà di una sfrenata anarchia dell’Io». Come dargli torto?

    Di Javier André Ziosi

    https://www.ardire.org/2021/11/04/normalizzare-e-accettare-la-pedofilia-il-revival-pro-pedofilo-di-cui-nessuno-parla/
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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  5. #5
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    Predefinito Re: Esiste un ordine naturale che l’ideologia gender tende (senza riuscirci) a negare

    Cosa c'entra con la sezione cronaca

    @scomunista

    @Rachel Walling
    E' da sottosviluppati pensare che l'italiano-tipo debba essere per forza bianco.

  6. #6
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    Predefinito Re: Esiste un ordine naturale che l’ideologia gender tende (senza riuscirci) a negare

    Siamo passati da yawn a censored
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  7. #7
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    Predefinito Re: Esiste un ordine naturale che l’ideologia gender tende (senza riuscirci) a negare

    Perché siamo più severi con i tatuaggi rispetto al trattamento transgender?

    Il Dipartimento di Giustizia il mese scorso ha intentato una causa contro il Tennessee, sfidando una legge statale che vieta la fornitura di "cure mediche di genere" ai minori. Tale "cura" include non solo trattamenti ormonali off-label, ma "chirurgia di riassegnazione di genere" che altera il corpo di un paziente per renderlo più simile a quello del sesso opposto. Alcuni stati blu, nel frattempo, stanno cambiando le leggi per garantire che i bambini possano essere sottoposti a tali trattamenti senza la conoscenza o il consenso dei genitori.

    Gli effetti di tale trattamento sono permanenti e la campagna per renderlo disponibile ai minori è in sorprendente contrasto con il consenso nazionale su un'altra serie di leggi statali. Tali statuti proteggono i bambini dall'esprimere la loro identità ricevendo una procedura che un tribunale del circuito federale ha ritenuto essere una "attività puramente espressiva pienamente protetta dal Primo Emendamento". Mi riferisco ai tatuaggi, che sono molto meno invasivi, meno pericolosi e meno permanenti dei trattamenti che presumibilmente cambiano il sesso di un bambino

    .
    https://www.wsj.com/articles/why-are...g-ban-d5fbf8e5
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  8. #8
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    Predefinito Re: Esiste un ordine naturale che l’ideologia gender tende (senza riuscirci) a negare

    @Dr. Gori, hai sentito del caos scoppiato in Francia? uno spasso, i calciatori islamici si sono rifiutati d'inodssare le magliettine froce.

    ma poi uno dovrebbe chiedersi: perchè cazzo continuano a menarla con sta roba? ogni 3 stracazzo di partite la mafia del calcio obbliga i calciatori a fare ste scenate, fino a quando si parla di razzismo hanno gioco facile...è sul frocismo che scoppiano cortocircuiti...

    un bel problema per il Sinedrio, ci sarà da divertirsi quando avranno cacato milioni d'islamici per tutta Europa...
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    Predefinito Re: Esiste un ordine naturale che l’ideologia gender tende (senza riuscirci) a negare

    Citazione Originariamente Scritto da Nordreich75 Visualizza Messaggio
    @Dr. Gori, hai sentito del caos scoppiato in Francia? uno spasso, i calciatori islamici si sono rifiutati d'inodssare le magliettine froce.

    ma poi uno dovrebbe chiedersi: perchè cazzo continuano a menarla con sta roba? ogni 3 stracazzo di partite la mafia del calcio obbliga i calciatori a fare ste scenate, fino a quando si parla di razzismo hanno gioco facile...è sul frocismo che scoppiano cortocircuiti...

    un bel problema per il Sinedrio, ci sarà da divertirsi quando avranno cacato milioni d'islamici per tutta Europa...

    Si

    Aprilo tu il 3d @Nordreich75

    https://www.ilprimatonazionale.it/pr...iatori-262256/




    Non vedo l'ora che si moltiplichino i giocatori muslim black esclusi, si griderà al razzismo


    Ahahahhh
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