Fino a un certo punto.
@
Spike Spiegel
Io non ho bisogno di provocare.
Il termine
progressisti lo leggo in ogni dove e viene inserito in mille contesti.
L’utero in affitto, che prevede lo sfruttamento della donna, compravendita di ovuli, le nuove lettere da attaccare al lgbt diventano sempre di più e non si capisce cosa vorrebbero dire e cosa/chi rappresentano, bagni binari, si promuove il cambio di sesso di adolescenti, vacanze con le drag per i piccoli, patrocini statali ai vari pride, matrimoni con cani e gatti e con se stessi, immigrazione irregolare in Italia che non sa cosa farsene di tutti quegli immigrati, la Lampedusa è diventata un grande centro d’accoglienza, anche l’inutile foglio di via è una specie di progresso lavamani, i paesi sovrani non hanno voce in capitolo, gli Stati promuovono l’uso delle armi in ogni dove, le comprano e le vendono, le guerre sono diventate una normalità, per poterle fare si tagliano fondi alla sanità, ricerca, istruzione, al lavoro, ai trasporti pubblici, ai giovani, alle famiglie, all’enorme problema demografico, il progresso porta all’inquinamento, ma tutti tacciono, anche la farina di grilli nei biscotti fa parte del progresso, i politici cambiano - progressivamente - le idee come se fossero la biancheria intima.
Tutto ciò che ho elencato esiste per davvero o forse ho inventato tutto solo per provocare?