Immigrazione e recessione economica sono 4,2 milioni gli stranieri in Italia “nel profondo Nord Est soldi ai figli degli immigrati indigenti”
In Italia , siamo oramai abituati a tutto e al peggio di tutto,dai politicanti da operetta che calcano la scena, alla miriade di inquisiti che siedono in Parlamento,ma
uno dei maggiori vizi dei cosiddetti politici è l’incoerenza tra il dire e il fare,tra feroci parole d’ordine e il classico vino e tarallucci con i quali poi si concludono le guerre dichiarate ,ma mai fatte,come nel recente caso delle offensive e sciatte affermazioni di Bossi nei confronti degli abitanti della nostra Capitale. Sappiamo tutti com’è andata a finire, una bella abbuffata in piazza con il sindaco Alemanno, ex missino e il neo presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ex sindacalista alla page, e l’Umberto da Giussano.
Ma se il tutto si fermasse qui ci sarebbe solo da ridere per la pochezza dei personaggi e del loro spessore ideologico, il problema è che proprio la Lega ,che della sicurezza e della lotta all’immigrazione aveva fatto il suo cavallo di battaglia vincente in campagna elettorale ,sta ritornando sui suoi passi giorno dopo giorno anche nelle piccole realtà locali dove il suo successo è stato spesso eclatante, supportato dall’immagine di partito pulito per eccellenza( fatti di cronaca recenti hanno dimostrato che non lo è) ,e l’unico capace di bloccare definitivamente il fenomeno migratorio .
E invece ecco, che dopo aver per anni predicato la fermezza quando a governare erano gli altri, aprirsi le prime crepe nel partito “celodurista”,come capitato di recente nel comune di Tarzo in provincia di Treviso, dove il sindaco leghista Gianangelo Bof non ha pensato di meglio che stanziare soldi pubblici per pagare le rette all’asilo ai figli degli immigrati che non hanno reddito sufficiente, con un fondo di 10 mila euro.
Il motivo è stato giustificato dal primo cittadino, come”un investimento nel futuro”perché dice Bof “dare oggi questi soldi ce li farà risparmiare un domani non dovendo recuperare probabili delinquenti”.Come ragionamento parrebbe non fare una grinza se fosse rivolto agli autoctoni, quelli stessi che il carroccio dice di voler tutelare a parole e che hanno votato Bof, ma correttezza vorrebbe che le spese siano poste a carico, non già delle casse pubbliche,ma di tutti coloro che traggono un guadagno dall’immigrazione clandestina e non:Imprenditori, Cei,Caritas,sindacati, partiti ed enti vari. La tanto decantata linea dura della Lega e dell’attuale governo verso l’immigrazione è in realtà solo fumo,con poca sostanza. I flussi migratori, in effetti mai cessati verso l’Italia in questi anni,
rappresentano in realtà per tanti imprenditori del ‘ “ virtuoso Nord Est” nuove e future braccia da sfruttare nelle loro aziende, mentre è risaputo che gran parte di essi rappresentano proprio l’elettorato leghista.
Se poi il tutto lo inseriamo nel contesto nazionale, vediamo come la situazione sia rimasta praticamente invariata negli ultimi anni, certo gli sbarchi sono diminuiti perché l’Italia si
è inchinata alle richieste di un Gheddafi , che barattato il famoso “libro verde” per più lucrosi affari, si fa pagare profumatamente per una sedicente politica di contrasto all’immigrazione da attuarsi in terra d’Africa, visto che la nostra Marina Militare evidentemente non è in grado di presidiare le coste.
Ma i clandestini giungono anche via terra, dopo che sono state abolite le frontiere , grazie al trattato di Schengen e altri diventano clandestini dopo la scadenza del permesso di soggiorno, mentre i controlli che dovrebbero esserci, non ci sono e non è neppure pensabile che la parvenza di governo che ha l’Italia, più interessato alle vicende di casa Fini e soci, voglia o posso adottare misure forti e controcorrente come quelle prese in Francia di recente contro i Rom.
E finiamola una buona volta con la storiella che “anche gli italiani sono stati emigranti”
perché non ha senso far ricadere le colpe dei governi di allora, che non seppero dare risposte concrete ai nostri connazionali in Patria, sugli italiani di oggi, così com’è ridicolo equiparare la nostra emigrazione nel secondo dopoguerra verso Argentina, Australia ,con la vera e propria invasione che l’Italia sta subendo da qualche decennio a questa parte. La c’erano spazi sconfinati pronti ad accogliere forze fresche che dessero impulso alle economie locali in espansione,
qui invece siamo sovraffollati, “gli immigrati hanno già raggiunto quota 4,6 milioni”,con un piccolo territorio privo di materie prime e una grave crisi economica in corso. Allora era appena terminato un conflitto mondiale che aveva piegato la nostra economia , in grado negli anni “30 di assorbire completamente l’emigrazione che si dirigeva verso il Nuovo Mondo,anzi non pochi furono gli italiani che tornarono in Patria durante il Fascismo. Oggi invece nel solo mese di gennaio 2010 sono andati persi ben 44mila posti di lavoro e le stime indicano un tasso di disoccupazione pari all’8,2% ,mentre per i giovani compresi tra i 15 e 26 anni la cifra sale al 26,8%, secondo Confindustria dal 2008 al 2010 sono ben 450 mila i posti persi, che sommati a quelli a rischio porterebbe la cifra del triennio a quota 480 mila.
Con questi dati preoccupanti e che lasciano poco spazio al buonismo d’accatto,sarebbe più logico varare misure che puntassero alla piena occupazione, all’ innovazione tecnologica per sopperire all’attuale calo demografico, potenziare scuola e ricerca scientifica , nonché progettare e realizzare grandi opere pubbliche, che oltre ad assorbire la disoccupazione,porrebbero le basi per un rilancio della nostra economia nazionale.
italiasociale
14/10/2010
Italia Sociale


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repapelle: , per poi cosa , investirli in fondi , che poggiano tutti su un economia capace di sorprese come questa crisi 
