hanno pensato a te.....sennò che facevi tutto il giorno ?
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La scena che citi tu ne è piena, pure il tappeto richiama la base di lancio.
Nel libro di King le gemelle non ci sono, il fantasma è uno solo. Poi c'è la Room 237.
Ne abbiamo già parlato.
C'è una legge che chiede di preservare i siti delle sei missioni Apollo. In quanto una sonda che atterrasse nelle immediate vicinanze potrebbe distruggere, compromettere o riempire di sabbia quello che è rimasto. Però niente vieta di atterrare magari a distanza di sicurezza e poi inviare un drone volante ( già fatto su Marte ) e fare qualche ripresa aerea ravvicinata. Il problema secondo me è che anche davanti ad una prova del genere ci sarebbe una percentuale di persone che griderebbe al fake, alla ricostruzione in uno studio televisivo ecc. ecc.
Che legge sarebbe? Chi ha giurisdizione su un satellite? Ma smettiamola.
Quella che voi chiamate "carta stagnola" in realtà è un altro tipo di materiale.
Era soprattutto un insieme di sottilissimi fogli di Kapton e Mylar aluminizzato, assemblati in una copertura chiamata MLI (Multi-Layer Insulation).
I materiali principali erano il Kapton ovvero una pellicola di poliimmide molto resistente alle temperature estreme e al vuoto spaziale. Ha naturalmente quel colore ambrato/oro.
Mylar aluminizzato, una pellicola plastica ricoperta da un sottilissimo strato di alluminio riflettente.
Ivari strati erano separati da retine e distanziatori per creare isolamento termico nel vuoto. In alcune zone c’erano anche fogli metallici speciali resistenti a temperature molto elevate.
La copertura aveva diverse funzioni, riflettere il calore del sole, ridurre la dispersione di calore, proteggere l' elettronica e sopra tutto risparmiare peso. Infatti in un primo momento si pensava a scudi termici rigidi, ma erano troppo pesanti. Le “coperte” in Kapton/Mylar pesavano molto meno e fecero risparmiare decine di chili.
Perché sembrava così fragile? Perché nello spazio non serve aerodinamica. Il LEM non doveva attraversare l’atmosfera lunare (che praticamente non esiste), quindi gli ingegneri potevano lasciare all’esterno queste pellicole sottili e “stropicciate”. In realtà sotto c’era una robusta struttura in lega d’alluminio.
Il suo costo può variare fra i 100 e i 600 euro al metro quadro a seconda delle specifiche richieste.
E' qualcosa di simile a quelle leggi che proteggono i relitti delle navi affondate specialmente durante la seconda guerra mondiale.
Alcune di loro portano ancora con se molti marinai "tumulati" loro malgrado dentro questi relitti, sono dei veri e propri cimiteri militari.
In passato alcuni individui hanno cercato di recuperare "cimeli" da vendere all' asta piuttosto che grandi porzioni dei relitti per recuperare acciaio e altri materiali.
Da anni ci sono leggi nazionali ( ma anche trattati internazionali ) che preservano questi siti, anche se si trovano in acque internazionali.