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Il metodo italiano
da
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La politica di respingimenti ha fatto crollare le domande d’asilo
“Forse si sono sbagliati e pensavano che si trattasse di un’imbarcazione carica di immigrati clandestini”. Qualche ora dopo che una nave della polizia libica aveva sparato per errore, il 14 settembre scorso, su un peschereccio italiano, il ministro dell’Interno italiano Roberto Maroni si è affrettato a minimizzare la questione.
Secondo le organizzazioni umanitarie, al contrario, l’incidente mette in luce i limiti della politica dell’immigrazione del governo Berlusconi che prevede, tra l’altro, in conformità agli accordi con Tripoli, che gli stranieri siano fermati dai militari libici nel sud del Mediterraneo. Da mesi l’Alto Commissariato per i rifugiati (HCR) si preoccupa in particolare per le conseguenze drammatiche che questa situazione comporta per i rifugiati. “La politica italiana dei respingimenti ha avuto come conseguenza il crollo delle domande d’asilo”, ribatte Laura Boldrini, portavoce dell’agenzia delle Nazioni Unite in Italia, e spiega “la grande vittoria contro l’immigrazione clandestina sbandierata da alcuni (il governo Berlusconi, NdR) rende semplicemente più difficili le domande di diritto d’asilo”.
In seguito all’accordo tra Italia e Libia firmato nel 2009, il loro numero è stato quasi dimezzato, per scendere poco al di sopra di 17.000 l’anno. Nei primi tre mesi del 2010, è sceso a 2.200 contro le 4.680 dell’anno precedente. “La percentuale di concessioni di asilo politico rimane più o meno invariata. È stata del 43,5% nel 2009, ma è il numero totale dei richiedenti che è crollato”, insistono con preoccupazione all’HCR, ricordando che in Libia l’agenzia non può lavorare in condizioni normali: “Le autorità ci permettono di trattare le domande di asilo politico in corso, ma ci impediscono di prendere in esame nuovi casi.”
Le associazioni umanitarie fanno notare che, a differenza dell’Italia, le domande di asilo aumentano in Francia e in Germania, nonostante la loro politica di fermezza.
Quanto al numero di dossier dei richiedenti asilo presentati da paesi europei affinché l’Italia se ne prenda carico, in base agli accordi di Dublino, questo raggiungeva in passato circa 3.000 domande l’anno, di cui ne erano state rifiutate soltanto 580 nel 2007. In quello stesso anno, 1021 persone erano state così trasferite in Italia. Nel corso degli ultimi mesi non è stata pubblicata nessuna cifra a questo proposito, ma le ONG temono che il numero di domande esaminate dall’Italia in questo contesto debba essere rivisto al ribasso.
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