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    Predefinito Ucraina: l’Occidente alla ricerca di un nuovo capobranco

    Per l’Occidente, ormai Zelenskij è un “lupo morto”, scrive Vladimir Kornilov su RIA Novosti, e le iene non aspettano altro che il via libera euro-atlantico per banchettare sui suoi resti.

    Con la sorte toccata al capobranco kiplinghiano si intende dire che le incrinature tra nazigolpista-capo e “democrazie” liberali si stanno approfondendo a vista d’occhio, così che, senza nemmeno aspettare che il summit NATO di Vilnius si raffreddasse, ecco che hanno immediatamente preso a farsi avanti i pretendenti a rimpiazzare l’ormai dato per spacciato “Akela” ucraino.

    Sembra stiano per prender corpo gli slogan messi in piazza alla vigilia di Vilnius dal regime golpista – «Il summit NATO determinerà il destino dell’Ucraina e di Biden» -, ma non senso sperato: e il destino infausto sembra al momento riguardare più da vicino Vladimir Zelenskij.

    A Kiev hanno cominciato a presentare il rifiuto al “Piano d’azione per l’adesione” come una specie di svolta: per anni, i golpisti hanno rimproverato l’Alleanza per il rifiuto di concedere il Piano, mentre ora proclamano agli ucraini «Guardate che successo! Ci hanno rifiutato il Piano!».

    Dunque, la sorte a breve termine di Kiev era già scritta ben prima di Vilnius. Quello che nella capitale lituana ha provocato il “nobile sdegno” delle cancellerie occidentali, sono state le bravate e i sarcasmi di Zelenskij, in particolare nei confronti del Ministro della guerra britannico Ben Wallace (per altro, già in odore di dimissioni, ma per altre questioni) e delle sue parole sulla “NATO-Amazon” per le forniture di armi alla junta e la mancata “riconoscenza” golpista.

    Nemmeno il tempo di riprender fiato, che subito la TV di Sua maestà manda in onda il redivivo ex golpista-capo Petro Porošenko, che si sgola nella più profonda gratitudine al governo britannico per l’assistenza militare.

    Le parole di Wallace sono quelle «di un amico, una persona molto professionale e molto responsabile», ha salmodiaato con le lacrime agli occhi il cioccolataio ex presidente-golpista.

    Come non bastasse – Porošenko è pur sempre un ex, per ora fuori dai giochi – ecco l’uscita su Sky News dell’ambasciatore ucraino a Londra ed ex Ministro degli esteri di Zelenskij, Vadim Pristajko, che ha apertamente condannato il «malsano sarcasmo» di Zelenskij su Wallace.

    Ma le critiche non si sono limitate ai media britannici, osserva Kornilov: fiutando l’odore del sangue, gli sciacalli, finora in agguato, si sono subito lanciati sul capobranco.

    Mentre Porošenko non lesina discorsi idrofobi sul completo fallimento della leadership ucraina a Vilnius, Julija Timošenko si dà ad attaccare Zelenskij e la sua squadra anche per il tentativo di legalizzare la cannabis.

    A giudicare da come si stiano muovendo in fretta gli avvoltoi, sinora abbastanza silenti, significa che considerano Zelenskij già fuori gioco e non aspettano altro che «il segnale dagli Shirkan occidentali per dare il avventarsi sul capo moribondo».

    Intanto, proprio gli “shirkan” occidentali ricorrono al pretesto della corruzione dilagante nell’Ucraina “democratica” (come se essa non sia immancabile sorella di tutte le “democrazie”, più o meno liberali che siano) o della carenza di «sani e robusti istituti democratici» (John Kirby, portavoce della Casa Bianca) per fare “melina” di fronte alle pretese di Kiev.

    In concreto, tanto a Vilnius, quanto al pressoché concomitante G7, è stato confermato che Kiev sarà assistita nel passaggio del suo esercito agli standard NATO, che rimangono congelati gli asset russi nei paesi del G7 finché Mosca «non risarcirà i danni arrecati all’Ucraina» e che gli stessi paesi forniranno «assistenza militare urgente all’Ucraina in caso di nuovo futuro conflitto con la Russia». Punto.

    Ma, per quanto riguarda in concreto Vladimir Zelenskij, osserva Aleksandr Fidel’ su Al’ternativa, al golpista-capo hanno giocato un brutto tiro il suo «dilettantismo politico e la mentalità localistica, il tutto aggravato dalle “sostanze” sotto i cui effetti si trova in permanenza e che gli inibiscono un’adeguata percezione della realtà».

    Così che Zelenskij è prigioniero del proprio “ukrocentrismo”, della convinzione che l’Ucraina, “impegnata nella difesa dei valori occidentali”, sia molto importante per l’Occidente, che a sua volta sarebbe pronto a sostenerla nella lotta “contro l’aggressore russo” nell’interesse dell’Occidente collettivo.

    Ma, a Vilnius, l’attore d’avanspettacolo è stato riportato coi piedi per terra, ed è facile prevedere un suo forte calo di influenza sui comandi militari ucraini, già prima scettici nei confronti del comandante in capo e operanti direttamente con i comandi NATO.

    Si assisterà presto a un brusco aumento delle critiche a Zelenskij, con campagne mediatiche contro di lui e a favore dei suoi avversari.

    C’è una vecchia regola in diplomazia, nota Fidel’: un cambiamento di rotta comporta un cambiamento di timoniere.

    Ora, «avendo subito una battuta d’arresto militare e non avendo opzioni per correggere la situazione, l’Occidente è pronto a cercare un compromesso, e questo implica la sostituzione del clown con una figura meno “tossica” per Mosca, che accetterà le condizioni concordate da Mosca e Washington per por fine al conflitto».

    E la situazione è arrivata al punto che i “partner” occidentali, resisi conto che a Kiev non rimane molto tempo, hanno iniziato a batter cassa sui debiti golpisti, a partire dagli asset meglio liquidabili, come opere d’arte antiche, reliquie religiose, icone, finanche spoglie venerate.

    Il regime majdanista, nota il politologo Rostislav Iščenko, aveva venduto la maggior parte delle proprietà pubbliche del paese già prima dell’inizio delle ostilità. Si sono acquisiti nuovi crediti a spese di ciò che rimaneva delle ricche “terre nere” e delle ultime imprese industriali non ancora vendute.

    Con la prevista asta per “Energoatom” e tutti i porti di Odessa, «è giunto il momento della resa dei conti e i creditori chiedono di saldare i debiti».

    In ogni caso, qualunque degli sciacalli si aggiudichi il ruolo di capobranco e stante la situazione attuale, le prospettive per le masse ucraine sono quelle di una giungla euro-atlantica dominata dal Shere Khan di turno, ossequioso rispetto ai piani occidentali.



    https://contropiano.org/news/interna...branco-0162485
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    Predefinito Re: Ucraina: l’Occidente alla ricerca di un nuovo capobranco

    I perdenti non piacciono a nessuno: il falso eroe, farlocco, si è autoattribuito capacità che non ha mai avuto ed ora verrà spazzato via
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    Predefinito Re: Ucraina: l’Occidente alla ricerca di un nuovo capobranco

    La “pasionaria” Timošenko fiuta una rivincita su Zelenskij?

    di Fabrizio Poggi

    I lettori ricorderanno certamente la nefasta “bionda con la treccia”, ex primo ministro nella Kiev della cosiddetta “rivoluzione arancione” del 2005: Julija Timošenko, divenuta una “martire”, per i media occidentali, quando nel 2011 fu condannata per malversazione di fondi pubblici per un accordo sul gas – ironia del fato – con la russa Gazprom.

    “Beata in terra”, invece, quando, nel 2014, ne fu intercettato un colloquio telefonico in cui diceva che avrebbe sganciato volentieri una bomba atomica sul Donbass; infine, ex terza classificata al primo turno delle presidenziali del 2019, poi vinte dall’attuale nazista-capo Vladimir Zelenskij.

    Ebbene, quando sembra che sul Potomac e sul Senne cominci a far capolino una certa stanchezza per le troppo plateali bravate del golpista-presidente, la ex ferale “regina del gas”, la “pasionaria” della democrazia euroatlantica, come a fiutare l’aria, esce dal limbo in cui era sembrata avvolta negli ultimi quattro anni e, per dar più risalto alla propria voce e distinguersi da una “ucrainizzazione” che a Ovest sta diventando indigesta, interviene sulla polacca Gazeta Wyborcza, sostenendo che

    «Gli ucraini possono fornire alla NATO la migliore forza bellica d’Europa», forte di un’esperienza acquisita sul campo: «Il nostro esercito è un nuovo modello, che gli europei vorranno emulare in termini di preparazione, tattica e responsabilità di cui è forte ogni soldato».

    Ogni soldato, possiamo aggiungere, addestrato a sparare a bruciapelo sui prigionieri; reclute prelevate in strada a forza di manganellate e mandate al macello prive della minima preparazione; militari addestrati a farsi scudo della popolazione civile, a dislocare artiglierie e carri armati in mezzo agli edifici civili, a bombardare scuole, ospedali, fermate d’autobus del Donbass… Ecc.

    Un “nuovo modello” che gli eserciti dei paesi NATO possono applicare nelle nuove “sfere d’espansione” dell’Alleanza atlantica nel Sudest asiatico, in Africa, o ovunque gli USA chiamino a raccolta gli “alleati”.

    Un intervento, quello della Timošenko, che induce a pensare intenda candidarsi a dare a USA, UE e NATO quello che l’attore d’avanspettacolo col tridente tatuato in fronte non è stato capace di dare; o, quantomeno, non nelle forme e coi tempi richiesti dai suoi tutori, e che si è risolto nel penoso (per lui) spettacolo bellicista di Vilnius.

    Difficile, e in fondo non così produttivo, dire se l’uscita della bionda “atomica” farà effetto su qualcuno a Washington o Bruxelles e, se e quando lo dovesse fare, quale aspetto avranno o quali regioni attraverseranno, a quel punto, i confini dell’Ucraina “arancione” e golpista. Ma qualcosa si va muovendo anche sotto l’apparente “compattezza” del regime ucraino.

    Sarà forse casuale che la “Jeanne d’Arc” abbia scelto per le sue considerazioni un giornale di quella Polonia reazionaria e sanfedista che da tempo brama a intervenire (e restare) nell’Ucraina occidentale?

    Quella Polonia in cui, d’altra parte, solo il 40% degli intervistati si è espresso per l’adesione di Kiev alla NATO.

    Quella Polonia il cui settore agricolo rischia di rimanere in ginocchio per le importazioni agricole ucraine, imposte dalla UE: nel 2022 l’importazione di grano ucraino è aumentata di 168 volte rispetto al 2021 e quella di mais di 300 volte; nei primi quattro mesi del 2023 è stato importato 610 volte più frumento ucraino rispetto allo stesso periodo del 2022.

    Come che sia, a Vilnius la “sentenza” sembra sia stata pronunciata e, per ora, abbastanza perentoria: per gli analisti militari yankee, l’adesione dell’Ucraina alla NATO è fuori discussione.

    In occasione del summit a Vilnius, l’americana Foreign Affairs titolava «Non fate entrare l’Ucraina nella NATO». Per le sue bizze sguaiate, Politico ha scritto che il nazigolpista-capo «si spinge troppo in là». The Washington Post ha sottolineato che la leadership USA «si è infuriata» per le pretese del clown di Kiev.

    Ha per certi versi ragione Viktorija Nikiforova chquando, su RIA Novosti, scrive che Washington non sa più che farsene di un ulteriore grattacapo. Col conflitto in Ucraina gli USA sono infatti riusciti a raggiungere i propri scopi principali, tra cui quello di abbattere i legami tra Mosca e Berlino e mandare in pezzi l’economia europea, la cui produzione migra verso gli USA.

    «il profitto è assicurato, gli USA passano all’incasso. Hanno tutt’altro che bisogno di un rischio di guerra mondiale».

    L’America profonda sostiene l’isolazionismo, afferma Nikiforova, e non ne vuol sapere di sfide esterne; i principali concorrenti di Biden, sia repubblicani che democratici, promettono di porre fine al conflitto in Ucraina. Gli elettori americani hanno intuito che la guerra in Europa potrebbe attraversare l’Oceano e non vogliono assolutamente che i missili russi arrivino fino agli Stati Uniti.

    Gli americani cominciano a giudicare ridicola «l’idea che la Russia trasformi l’Ucraina in una piazzaforte per il successivo attacco all’Europa». Il pericolo per il Vecchio continente è semmai quello dei piani yankee di trasformare l’Ucraina postbellica in un “porcospino”: ossia, senza fornirle alcuna garanzia di “sicurezza”, pomparla però di armamenti e addestrare i suoi soldati.

    In questo quadro, possono acquistare un senso anche le farneticazioni della “martire bionda” su «la migliore forza bellica d’Europa». Quando cesseranno le ostilità tra Russia e Ucraina, ci sarà nel centro d’Europa un esercito possente, ben addestrato e ben armato, con una buona esperienza di combattimento, accuratamente rifornito di tutto il necessario dagli USA e non solo.

    Alla fine del conflitto, però, osserva Viktorija Nikiforova, ci sarà un “esercito” completamente sconvolto: milioni di disoccupati, uomini angosciati, vaganti in una terra bruciata. Milioni di ucraini furiosi, «che hanno visto i propri compagni morire per la NATO e i miliardi di Zelenskij, continuamente ingannati e disprezzati dagli “amici e partner” europei. A est, ne hanno già viste a sufficienza; dunque, non rivolgeranno gli sguardi a Ovest?».

    Ma Zelenskij o Timošenko che sia, bruna o arancione che sia la “rivoluzione” ucraina, il lezzo dei miliardi euroatlantici non significa altro che lussuoso marciume nelle tasche dei golpisti e miseria e morte per le masse ucraine.
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    Predefinito Re: Ucraina: l’Occidente alla ricerca di un nuovo capobranco

    Zelensky farebbe bene a lasciare Kiev tutto intero fintanto che ne ha la possibilità, diversamente lo attende un incidentre stradale oppure un procurato infarto, sa trroppe cose e le sa bene quindi non lo lasceranno ancora per molto al suo posto

  5. #5
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    Predefinito Re: Ucraina: l’Occidente alla ricerca di un nuovo capobranco

    Citazione Originariamente Scritto da Saburosakai Visualizza Messaggio
    Zelensky farebbe bene a lasciare Kiev tutto intero fintanto che ne ha la possibilità, diversamente lo attende un incidentre stradale oppure un procurato infarto, sa trroppe cose e le sa bene quindi non lo lasceranno ancora per molto al suo posto
    In base alla Parte di Morte (In Decima Casa in Pesci ma Cuspidale) è più probabile che lo appendano per i piedi
    Ti ricorda nessuno?
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  6. #6
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    Predefinito Re: Ucraina: l’Occidente alla ricerca di un nuovo capobranco

    Citazione Originariamente Scritto da Iside Visualizza Messaggio
    In base alla Parte di Morte (In Decima Casa in Pesci ma Cuspidale) è più probabile che lo appendano per i piedi
    Ti ricorda nessuno?
    Secondo me lo fanno suicidare.
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  7. #7
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    Predefinito Re: Ucraina: l’Occidente alla ricerca di un nuovo capobranco

    Citazione Originariamente Scritto da Iside Visualizza Messaggio
    I perdenti non piacciono a nessuno: il falso eroe, farlocco, si è autoattribuito capacità che non ha mai avuto ed ora verrà spazzato via
    Sono morti migliaia di giovani e uomini… per nulla, perché si sapeva come sarebbe finita questa follia che non doveva essere foraggiata dalla UE!

  8. #8
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    Predefinito Re: Ucraina: l’Occidente alla ricerca di un nuovo capobranco

    Zele è un pupazzo, i veri perdenti sono cia e mi6, oltre alla nato

    ma la nato è na roba talemente ampia che tiene dentro cose talmente disomogenee e incompatibili tra loro che dire nato vuol dire tutto e nulla, in caso di guerrone serio il fronte nato si frantumerebbe subito
    «che giova ne la fata dar di cozzo?»

    “Grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è ottima”

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  9. #9
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    Predefinito Re: Ucraina: l’Occidente alla ricerca di un nuovo capobranco

    .
    ciao ciao

  10. #10
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    Predefinito Re: Ucraina: l’Occidente alla ricerca di un nuovo capobranco

    Citazione Originariamente Scritto da IlWehrwolf Visualizza Messaggio
    Secondo me lo fanno suicidare.
    Sentiamo @brunik cosa ne pensa

 

 
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