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"Non credo che abbiamo bisogno di un gruppo di riferimento perché abbiamo bisogno di occupare posizioni di potere invece che costruire un dibattito: uniti siamo più forti"
"se stiamo uniti e non uniamo gli elettori conta poco"
"far vivere le idee riformiste dentro il Pd, con l’ambizione di costruire un centrosinistra di governo alternativo alla destra"
Il presidente del Pd, insomma, vuol considerare "finita l’epoca delle risse interne". D’altro canto, però, "se stiamo uniti e non uniamo gli elettori conta poco". Ragion per cui secondo Bonaccini "quello che dobbiamo fare è convincere gli elettori". Perché "finché siamo uniti e perdiamo le elezioni serve a poco". Di qui l’impegno a "convincere elettori che votano purtroppo in maggioranza a destra". E in quest’ottica, per quanto sia "sacrosanta la battaglia sui diritti civili", secondo Bonaccini bisogna stare "attenti che per difendere le minoranza non perdiamo di vista la maggioranza del paese".
Virgino Merola: "Bisogna aprire una discussione vera e convocare un assemblea programmatica – chiede –. Lì porteremo le nostre proposte e poi quel programma va approvato dagli iscritti, che devono votare. Non vorrei che proprio il popolo degli iscritti diventi una sorta di bad company"
Piero Fassino. "Un governo Rumor cadde solo perché Cgil, Cisl e Uil minacciarono lo sciopero generale", rammenta Fassino, rilevando che oggi invece di uno sciopero "non se ne accorge nessuno" perché "c’è una crisi di rappresentanza che investe tutti". E di cui per l’ex segretario occorre ripartire, consapevoli che "nessuna politica vince senza un soggetto politico che quella politica fa vivere ogni giorno".




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