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    Predefinito Il boom economico degli anni 50 e 60 fu vera gloria? NO!

    Ogni volta riguardo quel periodo sembra si stia parlando di un' epoca d' oro poi finita malamente alla fine degli anni 60 con l' inizio degli anni di piombo , il terrorismo e l' inflazione galoppante, seguiti poi dagli anni 80 e primi anni 90 con le stragi di mafia, il debito che cominciò a decollare e la corruzione che andò fuori controllo, poi il post guerra fredda dal 1992 con tangentopoli che spazzò via la Prima Repubblica , la crisi finanziaria e l' inizio della stagnazione economica che perdura ancora oggi.

    Vedendo quello che è successo dopo gli anni del boom mi sembra evidente che quel periodo fu solo una parentesi retta da fondamenta troppo deboli, tre in particolare:
    -il boom riguardò solo una parte del paese, il nord e la Toscana, ma dove si voleva andare in questa condizione?
    -fu dovuto a fondi esterni , cioè al Piano Marshall e alle rimesse degli italiani all' estero, finito quelli, finito il gioco.
    -il segreto dell' effimero successo dell' apparato produttivo del Nord Italia e della Toscana era che produceva semilavorati per le aziende del nord Europa , legando così mani e piedi dell' Italia a quei paesi. FU LI' CHE SI PERSE LA NOSTRA SOVRANITA', prima dell' euro che non fece altro che rendere questa dipendenza TOTALE.

    Capite perché i così detti sovranisti che in Italia sono soprattutto del nord del paese o servi di questa zona SIANO FASULLI? Mai uscirebbero dall' euro o dall' UE sapendo che il loro Nord andrebbe definitivamente gambe all' aria in quei casi.

    L' Italia per avere un vero boom con fondamenta sane e durature, DEVE PUNTARE SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE , non solo su una minima parte perché vicina a una determinata zona d' Europa con la quale ci si è legati mani e piedi. Come? Proiettando la nostra economia sul Mediterraneo, fottendocene dell' Europa e dell' Occidente di merda. Non con politiche semicoloniali, come fa la Francia in Africa ma trattando la sponda sud del Mediterraneo da pari, levando ogni dazio ai loro prodotti in modo che si possano arricchire e noi con loro esportando di più i nostri di prodotti in Algeria, Tunisia, Marocco, Libia ed Egitto.

    Ma per fare ciò ci vogliono degli statisti con delle palle quadrate. Li troveremo mai?

  2. #2
    ascpe' mo' vengo!
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    Predefinito Re: Il boom economico degli anni 50 e 60 fu vera gloria? NO!

    Guarda, sull'analisi sintetica di quel periodo del dopoguerra, sono d'accordo con te: ci furono gli aiuti esterni e si partiva da un punto molto basso, dopo la distruzione del Paese a causa della guerra. In quel periodo abbiamo avuto una situazione alla cinese: parti quasi da zero e grazie agli aiuti esterni (le aziende occidentali che hanno delocalizzato in Cina) fai passi da gigante nel campo economico.

    Poi però arriviamo alla vera situazione italiana: un territorio che non ha le risorse sufficienti a reggere la popolazione che ci vive sopra. O meglio, se questa popolazione si contentasse di mangiare pane e cicoria e si limitasse ad andare in bicicletta, non ci sarebbero problemi. Ma l'esplosione dei bisogni ha creato una domanda di beni che travalica le possibilità del Paese.

    L'Italia per vivere così, ha bisogno di prendere risorse da altri territori. Per le sue caratteristiche, quindi, l'Italia è un Paese che può vivere bene solo predando altri Paesi. Lo hanno fatto i romani per 1000 anni, e ancora le Repubbliche Marinare per svariati secoli. Poi sono arrivati i moralisti, gli intellettuali dei miei zebedei, e ci hanno tarpato le ali. Abbiamo provato allora a colloquiare con gli altri Paesi ma purtroppo a sud ci ritroviamo con popoli molto arretrati, che ragionano ancora in termini di legge del più forte. A est avremmo potuto avere delle possibilità, ma ci siamo imbattuti in un popolo ancora più predatorio di noi, che ha costruito un impero sulle scorrerie e sulla violenza.

    Ora stiamo provando a fare massa con gli altri Stati europei che si trovano più o meno nella nostra stessa situazione (ma noi, lo dico chiaramente, stiamo peggio di Francia e Germania). Solo diventato una unica entità europea possiamo sperare di contare ancora qualcosa nel mondo. Ma, come si vede tutti i giorni, ancora non c'è in Europa la coscienza di questa necessità e urgenza.

    Questa però è l'unica strada che possiamo percorrere. Fuori dall'Europa ci sono colossi come la Russia, la Cina, gli USA, l'India, che minacciano di stritolarci, impadronendosi di tutti i territori per noi strategici.
    proverbi popolari:
    Il medico pietoso fa la piaga puzzolente
    Chi vuole, va; chi non vuole, manda
    Chi sa, fa; chi non sa, insegna
    Chi ha argomenti, spiega; chi non c'ha una mazza, insulta

  3. #3
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    Predefinito Re: Il boom economico degli anni 50 e 60 fu vera gloria? NO!

    mi trovo d'accordo con i due post precedenti.

    bisogna a un certo punto rendersi conto che non ci siamo ritrovati nell'europa federale che ci hanno proposto e con la quale ci hanno convinto a cedere sovranità. l'europa federale sarebbe stato quell'organo centrale che avrebbe tenuto tutto insieme e per esempio investito nelle zone a bassa crescita. piuttosto ci troviamo ora dentro un ente burocratico vincolante dove le leggi le fanno i più forti e dove noi subiamo dalla mattina alla sera

    quindi abbiamo una moneta forte che per renderci competitivi fa svalutare i salari, i quali sono legati a 20 anni fa, e infatti abbiamo il pil di 20 anni fa. abbiamo la competizione interna dei paesi dell'est europa che prendono sovvenzioni pagate da noi e ci massacrano. abbiamo la competizione interna di francia e germania che si fanno le leggi e ci mettono sempre in difficoltà

    qui si fa un'europa federale oppure esattamente come ha fatto lo UK, qui da questa UE c'è da prendere le distanze e come diceva murru andare a cercare sponda e intese economiche con paesi del mediterraneo in via di sviluppo che hanno un bacino di consumatori e risorse da sfruttare

    ci vogliono statisti con le palle quadrate per fare questo ma al momento non se ne vede traccia
    il miglior modo per evitare che un prigioniero possa scappare è essere sicuri che lui non sappia mai che si trovi in prigione
    -Fyodor Dostoevsky

 

 

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