Le dichiarazioni roboanti del primo ministro polacco Mateusz Morawiecki circa la necessità di «infliggere una sconfitta strategica alla Russia» e l’incremento costante delle spese militari messo in cantiere da Varsavia stanno mettendo in secondo piano le crescenti difficoltà economiche che attanagliano il Paese.
In particolar modo per quanto concerne il comparto manifatturiero, alle prese con una colossale crisi da sovrapproduzione. I dati indicano che gli ordinativi sono in grado di assorbire appena il 73,7% della capacità produttiva dell’industria metallurgica, il 73,6% di quella che si occupa di coke e combustibili e il 73,3% di quella conciaria. Nel primo semestre del 2023, complici poderose fiammate inflazionistiche che falcidiano il potere d’acquisto dei lavoratori, i consumi energetici hanno inoltre subito una contrazione su base annua pari all’8,3%. La combinazione dei fattori summenzionati, osserva «Business Insider», sta spingendo la aziende polacche a prepararsi a licenziare i dipendenti e tagliare i costi in ogni modo possibile.
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