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Discussione: Parigi-Berlino-Mosca

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    Parigi-Berlino-Mosca: Il solo futuro per l’Europa

    Correspondance Polémia – 22/10/2010


    ”Se un tempo, la storica riconciliazione della Francia e della Germania è stata una delle condizioni base della costruzione dell’Europa occidentale, è oggi la partnership tra Russia, Germania e la Francia, a essere il principale fattore positivo nella vita internazionale e nel dialogo europeo. Sono profondamente convinto che la Grande Europa unita dall’Atlantico agli Urali, e in effetti fino al Pacifico, la cui esistenza si basa su principi democratici universali, rappresenta una grande opportunità per tutti i popoli del continente, soprattutto per il popolo russo … Il popolo russo ha sempre avuto la sensazione di essere parte della grande famiglia europea, alla quale appartengono gli stessi valori culturali, morali, spirituali.”
    Vladimir Putin, Presidente della Federazione Russa.



    La lettura della stampa statunitense dimostra che l’asse Parigi-Berlino-Mosca è preso molto sul serio ed è visto come una minaccia reale da parte degli Stati “Tutti i fattori combinati, scrive il neo-conservatore John C. Hulsman sulla rivista della Fondazione Heritage, Francia, Germania e Russia potenzialmente hanno tutti gli attributi di una grande potenza mondiale in grado di controbilanciare gli Stati Uniti, con la Francia che fornisce gli orientamenti politici e ideologico, la Germania la potenza economica e la Russia le capacità militari.” La conclusione dell’autore è che per affrontare questa minaccia, gli Stati Uniti devono frammentare, con ogni mezzo, questo nucleo anti-statunitense.
    Il 3 novembre 2003, a Berlino, Richard Perle, uno dei ‘falchi’ più accaniti del Pentagono, aggredì violentemente il ministro della difesa tedesco, denunciando “l’approfondimento dei legami tra la Francia e la Germania” e “la forte tendenza di Francia e Germania a esprimere la loro solidarietà in ogni occasione.” Pochi mesi prima, Thomas L. Friedman aveva scritto sul New York Times: “E’ tempo che gli americani si rendano conto: la Francia non è solo un nostro fastidioso alleato, ma sta diventando il nostro nemico“. Michael Ledeen, un altro neo-conservatore vicino all’amministrazione Bush, ha anche affermato in modo inequivocabile: la Francia e la Germania sono diventati i “nemici strategici” degli Stati Uniti.
    Perché questa aggressività incredibile? Perché gli statunitensi aspettano che i loro alleati si comportino come vassalli e non sopportano l’idea di un mondo multipolare, temendo di più l’emergere di una vera potenza europea. Dopo aver a lungo procrastinato, ora denunciano la prospettiva di una Europa unita e si sforzano soprattutto a premunirsi contro ciò che essi temono di più: l’emergere di un asse Parigi-Berlino-Mosca.
    I tre grandi popoli continentali francese, tedesco e russo hanno un posto speciale in Europa. Ciascuno di questi tre paesi ha un ruolo di perno geografico in una parte dell’Europa, la Francia nell’Europa occidentale e meridionale, la Germania nell’Europa centrale e orientale, la Russia nell’Europa estremo orientale, in Caucaso, Asia centrale e nel resto dell’Asia.
    Per quanto riguarda l’Europa, può essere considerata come l’estensione occidentale della Russia o la Russia come l’estensione orientale dell’Europa. L’Europa può cambiare la Russia, come la Russia può cambiare l’Europa. La prima opzione non è riuscita per tre volte: nel 1709 con la sconfitta di Carlo XII di Svezia nella battaglia di Poltava, di fronte a Pietro il Grande; nel 1812, a Mosca durante la ritirata dalla Russia, e nel 1943 con la battaglia di Stalingrado. Il cambiamento in Europa da parte della Russia s’è conclusa con la caduta del muro di Berlino e la fine della Guerra Fredda. L’asse Parigi-Berlino-Mosca sarebbe un modo pacifico per ottenere quanto è stato realizzato con la forza delle armi, realizzare la visione gollista di una Europa dall’Atlantico agli Urali.
    Si noti che su questo asse, dall’Atlantico al Pacifico, si quattordici fusi orari, il sole non tramonta mai. Questo sarebbe un modo per creare finalmente questa “Terza Roma“, di cui hanno sempre sognato separatamente Francia, Germania e Russia. Questa Eurosiberia sarebbe veramente indipendente, non minaccerebbe nessuno, ma anche nessuno, che sia la Cina, gli Stati Uniti o l’Islam potrebbe davvero minacciarla. Questo è il motivo per cui la Francia e la Germania dovrebbe ridisegnare l’architettura dell’Europa in cooperazione con la Russia.

    Un asse Parigi-Berlino-Mosca per motivi economici
    L’Europa non può negare che la Russia fornisce il 30% del gas e il 25% del petrolio. Ci sono solo tre i paesi in grado di fornire gas a lungo termine all’Europa: la Russia, Qatar e Iran. La scelta è facile.
    E’ pertanto necessario sviluppare il partenariato strategico russo-franco-tedesco costruita sui due pilastri della ricchezza energetica colossale di uno e i massicci investimenti degli altri. Secondo il ministro russo Sergej Ivanov, “il rapporto tra investimenti reciproci accumulato è di uno a dieci in favore della UE.” L’Eurasia è popolata, industrializzate e ha, inoltre, le materie prime.

    Un asse Parigi-Berlino-Mosca per ragioni militari
    Una alleanza continentale con Mosca, mentre una alleanza atlantica rinegoziata con Washington dovrebbe giungere a termine. Questa alleanza pan-europea, questa cooperazione militare del secolo ventunesimo tra l’Europa. con le forze europee integrate da un lato, e la Russia dall’altro, non solo rappresenterebbe un contrappeso alla potenza militare degli Stati Uniti e dell’Alleanza atlantica, ma anche un’ ulteriore alleanza dell’Europa nei confronti di diversi potenziali rischi geopolitici quali il Medio Oriente, il terrorismo, la minaccia nucleare degli Stati canaglia, la crisi energetica, la potenza cinese … non è affatto certo che gli USA interverranno sempre, nel corso di decenni, tenendo conto dei propri interessi, del mutato equilibrio di potere o dei rischi corsi.
    Quanto all’Europa carolingia, nucleo dell’Europa politica, sarebbe equidistante tra Mosca e Washington, alleata alle due capitali e coopererebbe ai progetti industriali comuni per la difesa o attuerebbe operazioni militari congiunte, secondo i propri interessi, a volte con Mosca, a volte con Washington, da qui la necessità di una sede centrale europea indipendente con sede a Strasburgo, a metà strada tra Berlino e Parigi, luogo mitico della sede franco-tedesca dell’Eurocorpo.
    L’editore del giornale tedesco Die Zeit ha rilevato che gli europei sono ora destinati al fallimento, perché hanno rinunciato all’uso della forza, la loro mancanza di “ambizioni imperiali“, gli vieta ogni speranza di contrastare la superpotenza statunitense. In caso di conflitto tra USA e Russia, l’Europa rimarrebbe neutrale o propenderebbe per una parte o l’altra, a seconda della natura del conflitto, basandosi sui suoi interessi esclusivi, senza dover essere sistematicamente dietro il grande alleato statunitense come nel il sistema attuale la sola Alleanza Atlantica e al protettorato unilaterale della NATO. Sarebbe un modo intelligente per l’Europa di diventare un soggetto attivo, capace di difendere se stesso, padrone del suo destino, al centro di un mondo da Vancouver a Vladivostok, e contribuire così a ridurre le tensioni tra la sempre possibile potenza continentale Russa e la potenza navale statunitense.
    L’Europa sta lentamente prendendo coscienza che la Russia non solo non è più una minaccia strategica, ma diventa un contributo alla sua sicurezza militare. Come Emmanuel Todd ha scritto: “Se il rapporto dell’America col mondo è invertito, dalla protezione alle aggressioni virtuali, anche le relazioni della Russia con il mondo si sono rovesciate, lasciando l’attacco per la protezione virtuale . In questo modello, l’unico elemento stabile è infine il carattere contraddittorio dei rapporti russo-americani.”(*)
    Sappiamo che gli Stati Uniti assegnano ogni anno il 3,4% del loro PIL alla difesa, o circa 500 miliardi di dollari, contro il solo 1,8% o 55 miliardi di dollari in Francia, 1,34% o 40 miliardi di dollari per la Germania, e 2,9% o 45 miliardi di dollari per la Russia. Data la sproporzione del PNL e gli sforzi fatti, anche se queste cifre non riflettono la realtà del potenziale militare della Russia e dell’Europa, la superiorità degli USA è immane. Solo nel caso che Francia, Germania o in altri paesi europei mettano in comune alcuni investimenti per la difesa con la Russia, l’Europa può sperare di colmare una parte del suo ritardo! Nel mese di aprile 2007, per la prima volta, un esercitazione di stati maggiori franco-russo si è tenuta a Mourmelon…

    La potenza europea non può che essere conseguito mediante l’asse Parigi-Berlino-Mosca, e non nel quadro dell’Unione europea
    La crisi irachena ha mostrato che la potenza europea potrebbe essere raggiunta sotto la guida di tre attori strategici come Francia, Germania e Russia, e non nella paziente ricerca dell’unanimità di 27 o 38 paesi; molti paesi europei, spinti dagli Stati Uniti, Gran Bretagna e la Polonia hanno anche firmato un testo di fedeltà agli Stati Uniti.
    Una politica europea comune ed indipendente è un mito. Il rischio è che l’Europa, invece, finisca nell’impotenza e segua, come alcuni hanno già previsto, il percorso del Sacro Romano Impero, un insieme di principati e città nel tardo Medioevo, che non era più che una finzione della potenza comune.
    La maggioranza dei partner europei è d’accordo con la concezione statunitense di una semplice area di libero scambio, la cui sicurezza è l’ombrello della NATO. L’impulso può venire solo da Francia e Germania, condividendo la stessa visione dell’Europa, quella di un comune destino con la volontà di pesare politicamente, economicamente e culturalmente. L’aggiunta di Spagna, Austria e Italia potrebbe essere un presagio felice “dell’Europa europea“.
    Inoltre, nello svolgimento delle relazioni internazionali, sembra che gli europei abbiano abbandonato Hobbes e Machiavelli, come sottolineato con forza dal geopolitico statunitense Robert Kagan. Gli europei devono stare attenti a non ridurre la politica estera al concetto di diritti umani, astratto e inefficace, vegliando in modo realistico all’equilibrio geopolitico del potere, e difendendo piuttosto la moralità del diritto internazionale sulla base del multilateralismo, così come sulla parità di diritti delle nazioni. Di fronte all’Impero, alla Cina, all’Islam, al terrorismo o al Medio Oriente, gli europei dovrebbero ispirarsi più a Richelieu, Bismarck e De Gaulle e meno a Chamberlain e Daladier.
    In conclusione, la mancanza di visione, di dibattiti, di ambizione vitale, di coraggio dei media, ha fatto davvero temere il peggio per l’Europa, condannata a perdersi in discussioni futili sull’organizzazione del gigantesco supermercato umanitario che sembra divenire, restando lontano da decisioni che riguardano il mondo. Paradossalmente, questo vuoto siderale ricorda che l’unica “nuova frontiera” intellettuale e politica degli ultimi 30 anni, lontano dall’essere non si sa quale trattato o costituzione europea, è proprio la proposta della potenza europea indipendente attorno all’asse Parigi-Berlino-Mosca.
    Formata dalla coppia franco-tedesca, un asse Parigi-Berlino-Mosca permetterebbe di costituire, in un mondo tornato multipolare, un formidabile polo di sicurezza e prosperità, mentre permetterebbe all’Europa di ritrovare la sua autonomia e la sua capacità di agire.
    I geostrateghi anglo-statunitensi, ovviamente, stanno cercando di “disintegrare preventivamente” il grande spazio eurasiatico (allargamento a marce forzate della NATO e dell’UE, creazione di basi militari statunitensi in Oriente, sostenere la candidatura della Turchia nell’UE, bombardamento dei civili della Serbia resistente). Inghilterra e Stati Uniti sono riusciti a elidere l’Unione europea tagliandola quasi a metà, dopo l’entrata della Gran Bretagna e dell’Europa orientale, per portare via la sua dignità e la politica militare, per farne un ‘Zollverein’ migliorato.
    Sarebbe anche possibile grazie all’asse Parigi-Berlino-Mosca, rispondere alla famosa domanda di Henry Kissinger: “L’Europa, quale numero di telefono?”: Tre numeri, caro signore, Parigi, Berlino o Mosca, a seconda della linea o dei problemi di comunicazione… Per quanto riguarda il signor Rumsfeld, che vede nella vera Europa europea riassumersi nella Francia e nella Germania, la cosiddetta “Vecchia Europa” potrebbe dirgli che la nuova Europa è l’asse Parigi-Berlino-Mosca, e non certo il cavallo di Troia inglese e polacco, che fa sì che l’Europea periferica sia leale verso gli Stati Uniti!
    Qualche anno fa, lo scrittore Vladimir Volkfoff fece la seguente domanda a un diplomatico degli Stati Uniti: “Non capisco“, aveva detto, “pensa che l’Europa si faccia o no?”. Il diplomatico rispose: “Noi vogliamo che succeda, ma che si faccia male.” L’asse Parigi-Berlino-Mosca è un modo per consentirle di crearsi bene.
    Nella sua conferenza stampa del 23 luglio 1964, il generale de Gaulle dichiarò: “Secondo noi, francesi, si tratta che l’Europa si costruisca per essere europea. Un’Europa europea significa che esiste di per sé e per sé, vale a dire nel mondo ha una propria politica.

    Marc Rousset Ottobre 2010
    Polémia - L'axe Paris-Berlin-Moscou/ La seule voie d'avenir pour l'Europe

    Vedasi: Polémia - À propos du livre de MARC ROUSSET : « La nouvelle Europe Paris, Berlin, Moscou / Le continent paneuropéen face au choc des civilisations »

    (*)Emmanuel Todd – Après l’Empire – Gallimard – 2002, p 73-74

    Traduzione di Alessandro Lattanzio – Aurora

    Parigi-Berlino-Mosca: Il solo futuro per l’Europa | Aurora


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  2. #2
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    Predefinito Rif: Parigi-Berlino-Mosca

    L’asse Parigi-Berlino-Mosca sarebbe un modo pacifico per ottenere quanto è stato realizzato con la forza delle armi, realizzare la visione gollista di una Europa dall’Atlantico agli Urali.
    Si noti che su questo asse, dall’Atlantico al Pacifico, si quattordici fusi orari, il sole non tramonta mai. Questo sarebbe un modo per creare finalmente questa “Terza Roma“, di cui hanno sempre sognato separatamente Francia, Germania e Russia. Questa Eurosiberia sarebbe veramente indipendente, non minaccerebbe nessuno, ma anche nessuno, che sia la Cina, gli Stati Uniti o l’Islam potrebbe davvero minacciarla. Questo è il motivo per cui la Francia e la Germania dovrebbe ridisegnare l’architettura dell’Europa in cooperazione con la Russia.
    .
    La maggioranza dei partner europei è d’accordo con la concezione statunitense di una semplice area di libero scambio, la cui sicurezza è l’ombrello della NATO. L’impulso può venire solo da Francia e Germania, condividendo la stessa visione dell’Europa, quella di un comune destino con la volontà di pesare politicamente, economicamente e culturalmente. L’aggiunta di Spagna, Austria e Italia potrebbe essere un presagio felice “dell’Europa europea“.
    .
    nello svolgimento delle relazioni internazionali, sembra che gli europei abbiano abbandonato Hobbes e Machiavelli, come sottolineato con forza dal geopolitico statunitense Robert Kagan. Gli europei devono stare attenti a non ridurre la politica estera al concetto di diritti umani, astratto e inefficace, vegliando in modo realistico all’equilibrio geopolitico del potere, e difendendo piuttosto la moralità del diritto internazionale sulla base del multilateralismo, così come sulla parità di diritti delle nazioni. Di fronte all’Impero, alla Cina, all’Islam, al terrorismo o al Medio Oriente, gli europei dovrebbero ispirarsi più a Richelieu, Bismarck e De Gaulle
    Da incorniciare. hefico:

    Da soli i progetti energetici russo-franco-italo-tedeschi ci affrancano dalla dipendenza nei confronti degli anglo-americani, ma non bastano: serve una nuova volontà politica europea.


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  3. #3
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    Predefinito Rif: Parigi-Berlino-Mosca

    Mi sembra perfetto, pero' io avrei anche sottolineato l'importanza della collaborazione tra Cremlino e Santa sede, collaborazione troppo spesso sottovalutata e che invece puo' essere altrettanto decisiva.
    Ultima modifica di Hagakure; 29-10-10 alle 15:24

  4. #4
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    Predefinito Rif: Parigi-Berlino-Mosca

    Citazione Originariamente Scritto da Hagakure Visualizza Messaggio
    Mi sembra perfetto, pero' io avrei anche sottolineato l'importanza della collaborazione tra Cremlino e Santa sede, collaborazione troppo spesso sottovalutata e che invece puo' essere altrettanto decisiva.
    Sicuramente. In merito al pezzo di Rousset andrebbe anche sottolineato il fatto che la Polonia, dopo la svolta di Putin a Katyn e gli accordi siglati sul transito energetico, oramai si è avviata all'uscita dall'orbita dei destabilizzatori dell'Europa franco-tedesca e dei rapporti euro-russi. Dal punto di vista geopolitico, i due principali cavalli di Troia sono da un lato Londra e dall'altro Ankara (il cui ingresso annullerebbe de facto il peso e la capacità dell'asse franco-tedesco e farebbe definitivamente dell'Europa niente più di un mercato comune volto a cementare fra loro Stati che divergono tra loro per strategia, nonché un'area pan-atlantica con fonti energetiche diversificate meno incline a sfuggire al controllo strategico americano, senza più il monopolio dei russi sull'energia).

    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 02-11-10 alle 10:37

 

 

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