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    Predefinito La faccia nascosta dell’america: Gli esperimenti sugli esseri umani – prima parte

    Larry Romanoff
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    Cancellata dai libri di storia americani e sepolta nella notte dei tempi, anche se quel tempo è finito solo ieri, c’è un’intera enciclopedia delle più disumane violazioni dei cittadini – della gente normale, dei singoli individui, dei bambini, madri incinte, pazienti, carcerati, personale militare, individui istituzionalizzati e altro ancora. Molti di questi esperimenti umani erano stati eseguiti su singoli individui, mentre altri, alcuni su vasta scala, sulla popolazione, spesso coinvolgendo milioni di cittadini vittime.[1][2] La maggior parte di questi esperimenti erano stati eseguiti da medici civili e militari quasi esclusivamente per scopi militari; alcuni erano nel presunto interesse della scienza medica. Mentre sono stati scritti libri su singoli programmi o elenchi di varie atrocità, non mi risulta che le storie vere di questi eventi siano mai state riunite e presentate insieme, per consentire una visione complessiva dell’intero quadro, e questo saggio non ne copre affatto la totalità. Questo quadro complessivo è a dir poco sconcertante. Il primo riferimento è una cronaca della sperimentazione umana condotta negli Stati Uniti, che copre molti decenni ed è ben lungi dall’essere completa, ma che dovrebbe comunque essere considerata una lettura obbligatoria. Sembra che la maggior parte della documentazione su questo argomento disponibile su Internet sia stata sanificata, sottostimando il numero delle vittime, omettendo la maggior parte dei dettagli raccapriccianti e sorvolando sulla criminalità psicopatica di questi esperimenti, banalizzata o del tutto omessa. [3][4][5]

    A titolo di esempio, c’era stato un periodo, dal 1935 circa alla metà degli anni Sessanta, in cui negli Stati Uniti erano di gran moda le lobotomie frontali. [6][7] La pratica era diventata contagiosa, molte importanti istituzioni americane l’avevano praticata liberamente, con oltre 100.000 persone lobotomizzate nel corso dei 30 anni successivi, e i bambini piccoli erano fra le vittime preferite.[8][9]* La procedura era diventata quasi una sorta di spettacolo da circo. Su Internet è ancora possibile trovare i video di un medico che esegue lobotomie su bambini in programmi televisivi in diretta. Un bambino di dieci anni viene posizionato su una sedia, il medico inserisce uno strumento simile a un semplice punteruolo nell’angolo dell’occhio, lo spinge da lì nel cervello del bambino e recide la corteccia frontale, dichiarando poi il bambino guarito da qualsiasi disturbo di cui apparentemente soffriva.

    * Tutte le mie prime ricerche indicavano che almeno 100.000 persone erano state lobotomizzate nei soli Stati Uniti, ma molti di questi documenti sono stati cancellati da Internet, e i documenti rimanenti riportano solo la metà di questo numero. Ciò riflette un serio problema di ricerca, in quanto sembra che varie parti coinvolte stiano sempre più spesso setacciando Internet, ottenendo la rimozione di documenti e informazioni incriminanti.

    Le lobotomie erano scomparse per un breve periodo, per poi riapparire negli anni ’70 e ’80 come trattamento condizionante preferito per i dissidenti politici. L’FBI non si limitava ad uccidere o imprigionare queste spine nel fianco. Un metodo preferito che sembra essere completamente sfuggito dai libri di storia americani è quella che è stata definita “psicochirurgia”, l’esecuzione di lobotomie frontali sui dissidenti politici americani. Tre professori dell’Università di Harvard avevano sostenuto la tesi che gli individui impegnati nella disobbedienza civile possedevano cellule cerebrali difettose o danneggiate e avevano ricevuto enormi finanziamenti per quasi 600 “progetti di ricerca dedicati alla modifica del comportamento”. Questi 600 “progetti” erano stati eseguiti su cittadini americani che si battevano contro la discriminazione razziale. Questi cittadini erano stati prima arrestati e incarcerati con false accuse e poi sottoposti a queste procedure mediche contro la loro volontà ed erano tutti diventati zombie virtuali a causa della procedura. I medici erano arrivati al punto di raccomandare l’istituzione di “centri di screening” in tutta la nazione per identificare e “curare” tutti i dissidenti e gli attivisti politici emergenti, pienamente consapevoli che le lobotomie sarebbero state un efficace strumento di repressione e controllo sociale. Le informazioni sull’uso delle lobotomie da parte dell’FBI sui dissidenti politici erano un tempo facilmente disponibili, ma tutti i documenti relativi sembrano essere stati eliminati. Un po’ più tardi, l’esercito americano aveva sottoposto molti veterani di guerra a lobotomie forzate come cura per lo stress da combattimento, trasformandoli invariabilmente in vegetali.

    Ma si era andati ben oltre: praticamente ogni tipo di ricerca e sperimentazione medica era stata condotta su civili inconsapevoli, che per lo più non avevano idea di ciò che stava accadendo loro e che molto spesso morivano a causa di queste pratiche. Questi esperimenti sugli esseri umani erano eseguiti da medici che esponevano i civili ad ogni tipo di malattia o tossina, comprese le radiazioni, i tumori, le malattie veneree, gli agenti infettivi di ogni tipo, per non parlare degli agenti patogeni chimici e di guerra biologica. A queste persone veniva iniettato di tutto, dalle cellule cancerogene vive al sangue di mucca, “per vedere cosa sarebbe successo”. In molti casi, i registri non sono stati conservati o sono stati distrutti, per cui gran parte della verità non sarà mai conosciuta e, come già detto, la documentazione sopravvissuta, almeno in alcuni casi, sembra sottostimare gravemente il numero delle vittime, molte delle quali erano morte immediatamente o dopo qualche tempo. E, in tutti i decenni di questi esperimenti, nessuno è mai stato ritenuto responsabile di questa immensa scia di miseria e carneficina. Inoltre, ci sono prove certe che il processo non si è mai concluso del tutto.

    Joshua Perper e Stephen Cina avevano scritto un articolo intitolato “Quando i medici uccidono” [10] sul tema della sperimentazione umana. Da quell’articolo:

    “Nel 1998, il professor Adil Shamoo dell’Università del Maryland aveva testimoniato al Senato degli Stati Uniti che ‘questo tipo di ricerca è in corso in tutta la nazione nei centri medici e negli ospedali per i veterani di guerra. Si tratta di esperimenti ad alto rischio ed invasivi, che non solo causano danni fisici e psichici ai gruppi più vulnerabili, ma degradano anche il sistema di valori umani fondamentali della nostra società. Probabilmente decine di migliaia di pazienti sono sottoposti a tali esperimenti ([ad oggi]’. Gli esperimenti medici non etici erano proseguiti senza sosta negli istituti di ricerca civili e militari per 35 anni dopo la Seconda Guerra Mondiale e, più sporadicamente, fino ai primi anni 2000. Questo nonostante il Codice di Norimberga del 1945 e la legislazione americana che proibisce (sic) la sperimentazione medica non etica e involontaria”.

    Alcuni storici sostengono che, sebbene questi “studi” americani abbiano profondamente danneggiato l’immagine della medicina americana, non hanno mai raggiunto la portata della depravazione manifestata dai giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale. Non sono d’accordo con questi signori quando affermano che gli studi medici americani “non hanno mai raggiunto il livello o la portata della depravazione manifestata dai giapponesi”. L’evidenza è che gli americani non solo hanno raggiunto, ma hanno superato tutti gli altri in depravazione morale, e certamente in grandezza, come vedrete.

    Gli esperimenti sui bambini

    Dalla fine dell’Ottocento e dall’inizio del Novecento fino ad oggi, i medici americani, spesso con il sostegno e il finanziamento del governo e dell’esercito degli Stati Uniti e con la partecipazione non comunemente entusiasta delle più rispettate università e istituzioni mediche americane, hanno condotto esperimenti illegali su madri incinte, neonati e bambini piccoli, infettandoli con vari agenti patogeni e spesso uccidendo i loro inconsapevoli soggetti nel processo. Il pediatra newyorkese Henry Heiman aveva intenzionalmente infettato con la gonorrea dei ragazzi mentalmente disabili (Wikipedia, bugiarda come sempre, ci dice che erano stati coinvolti solo due ragazzi) come parte di un esperimento medico, e il dottor Arthur Wentworth del Children’s Hospital di Boston aveva eseguito dei prelievi spinali su molti bambini, anche piccoli, senza la conoscenza o il consenso dei loro genitori, semplicemente per “scoprire se farlo sarebbe stato dannoso”. Questi bambini venivano trattati come rifiuti usa e getta. In un caso, Heiman aveva definito la vittima “un idiota con epilessia cronica”. [11]

    Un altro importante medico dell’epoca, il dottor John Roberts di Filadelfia, aveva definito le procedure di Wentworth “vivisezione umana”. In seguito, un medico californiano aveva iniettato i germi della sifilide a ragazze hawaiane di età inferiore ai 12 anni. All’inizio del XX secolo esistevano già quasi 50 rapporti su lavori sperimentali in cui i bambini venivano infettati con la gonorrea, tra cui alcuni in cui i bambini erano stati accecati dai microrganismi della gonorrea applicati ai loro occhi.

    I ricercatori medici dell’orfanotrofio St. Vincent’s House di Filadelfia avevano infettato decine di bambini – a cui si riferivano come “materiale usato” – con la tubercolina, causando forti dolori e cecità permanente in molti dei bambini. Il sito web archive.org contiene un libro sulla storia della St. Vincent’s House, purtroppo intitolato “A Memoir”, un titolo piuttosto immeritato. [12] Dagli anni ’50 alla fine degli anni ’70, i bambini con disabilità mentali della Willowbrook State School di Staten Island, New York, erano stati infettati intenzionalmente con l’epatite virale. I ricercatori del Laurel Children’s Center nel Maryland avevano testato sui bambini farmaci sperimentali contro l’acne e avevano continuato i loro test anche dopo che la metà dei bambini aveva sviluppato gravi danni al fegato a causa dei farmaci somministrati.

    CONTINUA

    https://comedonchisciotte.org/la-fac...i-prima-parte/
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    Predefinito Re: La faccia nascosta dell’america: Gli esperimenti sugli esseri umani – prima parte

    HOME Curiosità storiche Notizie
    QUELLO CHE LA CIA VUOLE FAR DIMENTICARE: ESPERIMENTI ILLEGALI SUGLI ESSERI UMANI
    2
    Durante gli anni della cosiddetta Guerra Fredda, la CIA operò una serie di esperimenti illegali di controllo mentale, concepiti come parte del programma noto come MK-Ultra. Tra il 1953 e il 1973, gli agenti condussero diversi test su cittadini statunitensi e canadesi, all’insaputa della vittime stesse.

    Secondo la BBC, le tecniche impiegate dalla CIA contemplavano la somministrazione di sostanze psicoattive (in primis LSD), per poi indurre la privazione sensoriale, praticavano l’elettroshock, la tortura psicologica e la suggestione ipnotica. C’è un caso che ha avuto un gran impatto mediatico, una volta emersa la vicenda, cioè la storia di Frank Olson: un agente della Central Intelligence Agency che precipitò da una finestra del decimo piano (non è chiaro sia stato un incidente, un suicidio o, addirittura, un omicidio) dopo aver assunto una dose di “siero della verità”, il quale si scoprì essere LSD, secondo quanto raccontato da The Guardian.https://tech.everyeye.it/notizie/cia...ni-648783.html


    https://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_MKULTRA

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    Predefinito Re: La faccia nascosta dell’america: Gli esperimenti sugli esseri umani – prima parte

    LA FACCIA NASCOSTA DELL’AMERICA: GLI ESPERIMENTI SUGLI ESSERI UMANI – SECONDA PARTE

    Larry Romanoff
    bluemoonofshanghai.com

    La prima parte è qui.

    Chester Southam

    All’inizio degli anni Sessanta, i media statunitensi erano pieni di titoli e storie su un medico di nome Chester Southam che, per oltre un decennio, aveva iniettato e trapiantato cellule cancerose vive e materiale canceroso in centinaia di vittime ignare, nell’ambito di una ricerca segreta finanziata in parte dal National Institute of Health (che aveva anche sponsorizzato lo studio sulla sifilide di Tuskegee) e, a quanto pare, con finanziamenti dell’esercito statunitense. A posteriori, e mettendo insieme i fatti, sembra che il lavoro di Southam era stato quasi certamente svolto in collaborazione con quello di Eugene Saenger sulle radiazioni e con altri esperimenti condotti all’incirca nello stesso periodo, facenti molto probabilmente parte del progetto MK-ULTRA della CIA.[54][55]


    Chester M. Southam


    Il titolo di prima pagina del New York World-Telegram del 20 gennaio 1964 aveva sconvolto i lettori: “Ospedale privato inietta cellule cancerogene vive nei pazienti“. Secondo l’accusa, il Jewish Chronic Disease Hospital di Brooklyn, una struttura nota per servire una popolazione anziana e bisognosa di cure fisiche a lungo termine, stava “conducendo esperimenti sul cancro su ignari pazienti non cancerosi”. Gli esperimenti erano stati un’idea del dottor Chester Southam, noto immunologo dell’ospedale Sloan-Kettering, che aveva suggerito un progetto di ricerca in collaborazione con il JCDH”. Un “progetto di ricerca collaborativo” con l’ospedale ebraico.

    Southam era un immunologo che lavorava allo Sloan-Kettering Hospital e che aveva organizzato un progetto di ricerca presso il Jewish Chronic Disease Hospital di New York, apparentemente per valutare le risposte immunitarie umane ai tumori. Molti dei suoi collaboratori si erano rifiutato di partecipare allo studio, si erano dimessi per protesta e avevano fatto trapelare la storia ai media. L’indignazione che ne era seguita aveva posto fine agli esperimenti di Southam, ma era troppo tardi per la maggior parte delle sue vittime. Ma Southam non aveva iniziato i suoi esperimenti in quell’ospedale. Anni prima, aveva iniziato ad iniettare cellule cancerogene vive e a trapiantare tessuti maligni in centinaia di detenuti della prigione di Stato dell’Ohio. In seguito aveva affermato di “aver voluto sapere con certezza” se il cancro fosse contagioso e di aver usato i detenuti come piattaforme per verificare le sue teorie. Ci sono prove che avesse iniziato ancora prima, con esperimenti simili allo Sloan-Kettering, la sua prima sede di lavoro, per poi espandere drasticamente i suoi esperimenti alla prigione e infine all’ospedale ebraico.

    Southam era ovviamente ben consapevole del rischio di causare tumori nelle sue vittime, ma, secondo lui, il sistema immunitario degli individui sani poteva respingere le cellule cancerose e voleva testare le sue teorie. Era stato molto attento a mantenere le vittime non informate sulla realtà dei suoi test, dicendo ad alcuni che stavano ricevendo “cellule” di qualche tipo, ma senza menzionare la loro natura maligna e potenzialmente letale.[56] Nella maggior parte dei casi, Southam sembra avesse convinto le autorità sanitarie che il suo lavoro non aveva bisogno di consenso, né che le vittime dovessero sapere cosa veniva loro fatto. In seguito aveva semplicemente affermato che “non voleva spaventare” le sue vittime parlando di cancro, ritenendo di non dover rivelare alcuna informazione ai pazienti perché non era il loro medico. Wikipedia sostiene in modo sciocco, disonesto e del tutto privo di prove che i detenuti di Southam erano “un gruppo di uomini volenterosi”, tutti perfettamente sani, che desideravano ardentemente farsi iniettare cellule cancerogene vive perché ritenevano che “fosse un modo per ripagare il loro debito con la società“. [57] Giusto per la cronaca, dubito fortemente che ci fossero molti detenuti così presi dal rimorso suicida per i loro crimini da voler peggiorare la loro punizione morendo a causa dei tumori di Southam. L’indignazione dell’opinione pubblica era stata sufficiente a far perdere a Southam la licenza di medico ma, trattandosi dell’America, la licenza era presto ripristinata e lui nominato presidente dell’American Cancer Society.

    Poi, la storia si fa più intricata e più torbida ed è qui che la CIA fa ancora una volta la sua brutta apparizione. Southam non aveva infettato solo persone sane con il cancro, ma anche con virus mortali, in programmi iniziati molto prima all’ospedale Sloan-Kettering. Ricercatori russi e di altri Paesi avevano scoperto che alcuni virus attaccavano le cellule cancerose, così Southam aveva iniziato ad infettare i suoi pazienti per indurli produrre tumori, poi li aveva infetti con tutta una serie di virus “per vedere cosa sarebbe successo“. Era successo che molti pazienti avevano contratto l’encefalite del Nilo occidentale, molti si erano ammalati gravemente ed alcuni erano morti. E non si trattava solo del virus del Nilo occidentale. Southam aveva inoculato ai pazienti affetti da cancro diversi altri virus letali, causando danni cerebrali in molte delle sue vittime.

    Dopo questi fallimenti, Southam era passato a nuovi approcci e alcuni editorialisti lamentano il fatto che oggi Southam non sia venerato come “il padre della terapia virale” o come un “patriarca nel campo dell’immunoterapia“, ma piuttosto come un noto mostro che aveva stabilito nuovi standard di disumanità e di mancanza di etica medica. Alcuni apologeti dei media sostengono che “Tali pratiche ingannevoli non erano insolite durante l’epoca della Guerra Fredda”, il che è certamente vero, ma sostengono anche che “Il concetto di consenso informato era ancora agli albori”, il che è un’assurdità. Tutte le persone coinvolte erano pienamente consapevoli della criminalità delle loro azioni, come dimostrano i loro tentativi, spesso disperati, di mantenere la segretezza. Molti editorialisti e storici sostengono anche che il Codice di Norimberga di solito non veniva rispettato, il che sarà anche vero ma non può essere usato come giustificazione o scusa.

    CONTINUA

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