La scelta della Lega di appoggiare il generale Vannacci, contraddicendo il ministro Crosetto che l’ha fatto fuori, è un segnale molto importante. È logico — a maggior ragione in vista del voto proporzionale delle Europee — che Salvini sia in concorrenza con la Meloni: «Competition is competition» diceva già Romano Prodi. Per smarcarsi da Fratelli d’Italia, la Lega poteva spostarsi al centro, coltivando il rapporto preferenziale con Forza Italia. Parve che avesse scelto quella linea quando nel maggio scorso Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera, diede a Pietro Senaldi, condirettore di Libero, un’intervista in cui lasciava presagire l’ingresso della Lega nel partito popolare europeo. Non sarebbe stata un’inversione a U. La Lega non nasce a destra, per quanto abbia fin dalle origini parlato un linguaggio di destra. Bossi aveva esordito in politica nel Pci, Maroni ancora più a sinistra. La Lega nasce come sindacato del Nord: non a caso Crosetto la paragona alla Csu, i cristianosociali che da sempre fanno gli interessi della Baviera. «Mai coi fascisti!» aveva gridato l’Umberto. Si contraddisse; ma dopo la vittoria elettorale del 1994 andò al corteo del 25 aprile, fischiato da gente che non aveva capito l’importanza del gesto. Quando vide un giovane milanese con l’orecchino gli disse: «Tu fai il capo dei comunisti padani». In realtà, Matteo Salvini con la sinistra non c’entrava niente. Lo ricordo vent’anni fa proporre in tv vagoni della metro riservati ai bianchi, tipo Alabama segregazionista. Poi certo nella vita si evolve, si cambia. Ma se ora sta con il generale Vannacci, è perché ha scelto di smarcarsi dalla Meloni a destra, non al centro. Dove invece lo porterebbero i governatori del Nord, come Fedriga e Zaia, che finora non hanno avuto il coraggio di sfidare apertamente la sua leadership, limitandosi a chiedere l’autonomia. Ma i soldi per l’autonomia, così come per la riforma delle pensioni, non ci sono, o comunque la Meloni non li vuole mettere. È questa la vera posta in gioco; altro che il libro del generale Vannacci (anche se la pioggia di recensioni on line che sembrano scritte quasi tutte dalla stessa, efficace penna, fanno pensare a una campagna, pure bene orchestrata).
Aldo Cazzullo
https://www.corriere.it/lodicoalcorr...23/index.shtml




Rispondi Citando

