Molti anni fa, ho avuto un'esperienza personale di un trust fra aziende, con relativa manovra sui prezzi, in particolare nel periodo altamente inflattivo, quando gli aumenti di prezzo venivano concordati ed applicati secondo schemi fissi
Ha funzionato bene per una quindicina d'anni, poi è successo qualcosa ad alto livello ( tutte le aziende in questione facevano parte di grandi gruppi), e la cosa è finita li.
Peraltro i rapporti fra responsabili vendite sono continuati , senza quella schematicità di prima, e comunque con l'approvazione della direzione aziendale, che si assumeva il rischio in cambio, presumo, dei benefit conseguenti al maggior profitto.
La cosa , per quanto tenuta segreta per questioni di immagine, al tempo non era per niente perseguibile, nemmeno a livello di sanzione. Credo che sia stato fatto qualcosa nel 2006
Visto che l'inflazione di questi ultimi mesi, originata, a dire dei responsabili, da un aumento spropositato delle materie prime, come mai, ora che c'è una generale diminuzione delle stesse ( e potete vederne l'entità su investing.com), non si riduce in proporzione?
Per tutti vale l'esempio bancario, dove esiste addirittura l'ABI, nelle cui riunioni mi diventa difficile non pensare che si parli di tassi attivi sui depositi. In effetti, tutte le banche più grandi, cioè l'80% del mercato bancario continua a remunerare a zero i depositi dei conti correnti, mentre ha alzato i costi dei prestiti, mutui in particolare, ad interessi anche tripli dei più alti applicati un anno e mezzo fa.
Il tutto nella suprema indifferenza dell'autorità antitrust, i cui poteri tra l'altro sono piuttosto limitati, cosi come le eventuali sanzioni.




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