E' staro aperto un thread dal titolo "L'Italia è un Paese finito" e fra le varie risposte ho copiato questa (di Salvo)che incollo
Ancora molti non hanno capito che i due problemi italiani (partecipazione dell'Italia all'Ue ed immigrazione irregolare) non sono risolubili con 'pensate' da bar dello sport, perché uscire dall'Ue sarebbe il fallimento sicuro ed immediato dell'Italia (per cui si deve agire con intelligenza ed affidabilità per ottenere, assieme agli svantaggi, almeno i vantaggi dell'Unione), mentre l'immigrazione irregolare, fenomeno epocale la cui soluzione non dipende da chi sta al governo in Italia e/o in Europa, non può essere "bloccata" ma soltanto "governata"; e questo non può che avvenire a livello di singoli Stati e di Unione europea, fra cui deve stabilirsi una leale sinergia per condividerne equamente vantaggi e svantaggi. La ducetta sprovveduta della Garbatella lo ha capito che deve mettere da parte le sbruffonate/smargiassate da fascistella e studiare umilmente un po' di "politica", che ignora del tutto?
parole che imputano all'UE la crisi industrial e la decadenza del Paese Italia. Intanbto là fuori ci arrivano vagonate di barconi e qualcuno del forum ha messo il dito sulla piaga "la Tunisia ce li spedisce perchè non abbiamo versato i 150 milioni di auti promessi". Non li abbiamo, il nostro governo non ha soldi, l'Italia non ha soldi però ha appena ordinato non so quanti nuovi tanks Leopard ultimo modello: spesa ben superiore ai 150 milioni alla Tunisia.
Siamo obbligati, siamo nella Nato, dice il solito allocco. E allora, aproposito di Nato, voglio ricordare che un tenente colonnello paracadustista italiano(Fabio Filomeni), un incursore che ha partecipato a molte missioni di guerra, ha scritto un libretto dal titolo "Morire per la Nato?" (appena uscito)che ha questa presentazione, incollo;-
La Nato, alleanza militare più longeva della storia, dopo la caduta del Muro di berlino e la dissoluzione dell'Urss, venendo meno la sua princcipale ragione d'essere, ha cambiato pelle e paradossalmenye è diventata sempre più aggressiva trasformandosi in uno strumento in mano alla nazione che che esercita la più forte influenza destabilizzante deel pianeta: gli Stati Uniti d'America.
Dopo aver messo i "boots on the ground" in vari teatri operativi, l'autore, ex colonnello delle Forze Speciali, mette in discussione il modus operandi della Nato attraverso esperienze personali e approfondimenti di geopolitica e indica l'attuale corso degli eventi in Ucraina come passibili di degenerare in una Terza Guerra Mondiale
A questo punto io mi domando: ma sarebbe meglio uscire dalla UE o uscire dalla Nato?




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