Lettera aperta a Silvio Berlusconi
Caro Presidente Berlusconi,
Mi chiamo Mirko Montuori, sono un giovane laureato in Relazioni Internazionali di origine salernitana. Ho vissuto e studiato a Milano per sei anni (laurea triennale e specialistica con lode in Università Cattolica, Master in Diplomacy all’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale), ed ho avuto varie esperienze di studio e lavoro all’estero (in cinque Paesi diversi, di cui ho appreso le lingue e le culture).
Spinto da ragioni ideali (sono cattolico e liberale) e dalla mia passione per la politica, durante gli anni milanesi mi sono avvicinato a Forza Italia. Da subito ho fatto parte del coordinamento cittadino dei giovani e ho fondato e diretto il gruppo universitario Studenti per le Libertà, che oggi è il più grande gruppo del Nord Italia e ha un suo rappresentante al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari. A Forza Italia ho dato molto (partecipando a diverse campagne elettorali vincenti), ma non ho ricevuto nulla in cambio, se non delusioni. Nonostante i miei sforzi e le mie indubbie qualità, sono sempre stato sorpassato da persone il cui unico merito era quello di essere di aspetto avvenente e di sesso femminile, o in qualche modo raccomandate. Inoltre, nessuno mi ha mai contattato per ringraziarmi delle campagne vincenti in università, per le amministrative, le europee e le politiche.
A parte le delusioni personali, legate alla totale assenza di meritocrazia e democrazia interna al partito, ho sempre visto con disgusto la processione di adulatori alla sua corte. Invece di attorniarsi di giovani con una visione, di intellettuali e docenti universitari (come peraltro hanno fatto altri leader della destra europea), lei si è circondato di Bondi, La Russa, Cicchitto, Micciché, Brambilla, Prestigiacomo, Santanché… Personaggi che, nel resto del mondo, venderebbero probabilmente ortaggi al banco della frutta (con il massimo rispetto per i fruttivendoli). Per non parlare di Dell’Utri, Cosentino, Vito, Verdini, Scajola, Previti, etc., sulla cui moralità ci sarebbe molto da discutere. Tale disgusto è oggi amplificato dalla sua totale assenza di progettualità politica, a seguito della creazione del Popolo della Libertà. Progetto in cui, nonostante il predellino, avevo ingenuamente creduto, ma che oggi considero ampiamente defunto. Bloccare di fatto le attività parlamentari per discutere di intercettazioni, processo breve e lodo Alfano è quanto di più assurdo e impopolare si possa immaginare. In un momento di gravissima crisi economica per le famiglie e per i giovani, la politica (e in primis lei, Signor Presidente, non la sinistra o chissà chi!) ha dato un’immagine vergognosa di sé.
Vorrei dirle, signor Presidente, che il suo progetto politico è fallito, e che almeno in questo lei non si è rivelato un uomo di successo. Non menzionerò ciò di cui tutti la accusano (conflitto di interessi, grane giudiziarie e questioni morali), né le sue uscite spavalde in campo internazionale. Ciò che mi colpisce è che negli ultimi anni lei ha sdoganato la parte peggiore dell’Italia: un’Italia capace di calpestare la propria dignità e la propria moralità in nome del “successo” e del dio denaro. Le farò pochi ma cristallini esempi.
Signor Presidente, lei ha una responsabilità enorme nel disfacimento culturale delle giovani generazioni: gli adolescenti di oggi guardano il Grande Fratello o Maria De Filippi, mentre La storia siamo noi o Piero Angela vengono trasmessi dalla Rai in seconda serata. I modelli culturali di riferimento sono rappresentati da giovani tanto ricchi quanto vuoti, e poi ci chiediamo il perché di tanti episodi di bullismo e di violenza. I telegiornali non danno più notizie veritiere e complete per non attaccare lei o il governo. Come pretendiamo di vivere in un Paese civile, se anche la libertà di informazione è mortificata da logiche politiche?
Signor Presidente, nella sua Italia hanno prosperato i furbetti del quartierino, aiutati dai condoni e dalle amnistie promossi dai suoi governi e dalle dichiarazioni sulla pressione fiscale, sul canone Rai e sulla mancata tassazione delle rendite finanziarie. Personaggi come Tanzi, Cragnotti, Geronzi, Gaucci, Fazio hanno rovinato l’economia italiana senza che lei battesse ciglio. In generale, nella sua Italia il cittadino comune si è sentito almeno una volta autorizzato a pensare di imbrogliare lo Stato, per via di un abusivismo edilizio, del mancato pagamento di tasse e bollette, della partecipazione a un concorso pubblico non trasparente. Signor Presidente, suo fratello è azionista di maggioranza de Il Giornale. Senza considerare la campagna mediatica contro Gianfranco Fini, e quella ancor più vergognosa contro Roberto Saviano, oggi ci si scaglia anche contro i giovani disoccupati, definiti “la generazione dei viziati” (Cristiano Gatti, Il Giornale, 24 ottobre 2010). Se lei fosse a conoscenza di tutti i sacrifici che io e tanti altri giovani laureati facciamo quotidianamente, se lei sperimentasse tutte le porte sbattute in faccia, tutte le delusioni legate a un sistema fondato sulle raccomandazioni e i favori (in una parola, sulla corruzione), i mesi di disperazione alla ricerca di un lavoro nonostante il proprio curriculum vitae, lei licenzierebbe immediatamente il direttore di quel giornale, e chiederebbe umilmente scusa ai milioni di giovani insultati.
La nostra è infatti una generazione che, per la prima volta dal dopoguerra, erediterà dai propri genitori un mondo e una società peggiori, più basse prospettive, minori speranze. Signor Presidente, il tasso ufficiale di disoccupazione giovanile in Italia è al 27,9%. Ciò vuol dire che, considerati gli studenti universitari e coloro che rifiutano un’offerta di lavoro o non cercano lavoro da più di tre mesi o lavorano in nero o vengono sfruttati con stage non pagati e non regolamentati, la mia generazione è una generazione di disoccupati. In pochissimi hanno la fortuna di lavorare, quasi nessuno sogna più un contratto a tempo indeterminato. Eppure “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”!
Signor Presidente, non possiamo più permetterci di subire una politica personalistica, incentrata sulla difesa della sua persona e dei suoi affari, in questo momento di crisi profonda. Bisogna imporre al primo posto dell’agenda politica l’emergenza disoccupazione e la questione morale!
Questi sono i temi cari a Generazione Italia e al costituendo partito Futuro e Libertà per l’Italia. Mi auguro che anche lei possa intervenire prima che sia troppo tardi, se non altro in nome dei valori del Partito Popolare Europeo, ripresi dalla Carta dei Valori del PdL. Gli italiani, specialmente i più giovani, non possono attendere il termine della legislatura.
Lettera a Silvio Berlusconi.




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- non durerà fatica a trovare collocazione in posizioni apicali nel mondo del lavoro? mistero gaudioso

