
Originariamente Scritto da
Iohannes68
Fratelli,
ieri a "In Mezz'Ora" hanno intervistato Veltroni e gli hanno chiesto di Giorgio Napolitano: il suo panegirico conteneva un solo "errore" (proprio così, ha usato questa parola) riferito al suo appoggio all'invasione dell'Ungheria del 1956; poi (non ricordo il motivo) è stato citato Henry Kissinger e l'accattone ha detto che quando viene nominato Kissinger non riusce a non pensare al suo appoggio a Pinochet.
Ora, a parte che il termine "errore" per l'invsioen dell'Ungheria mi sembra un pochino inadeguato, altrimenti dovremmo definire "errore" pure l'invasioen delal Polonia di Hitler, l'Ucraina di Putin, etc: tutti errori? E vabbè. Poi è curioso che, da un lato, un "errore" può essere compreso, dall'altro diventa caratterizzante del personaggio. Proviamo a fare il contrario: l'appoggio a Pinochet è stato un errore di Kissinger, mentre quando si parla di Giorgio Napolitano non si può non pensare ai fatti ungheresi del 56. Che ne pensa l'accattone?
P.S. Paragonare l'invasione sovietica dell'Ungheria del 1956 ai fatti cileni del 1973, indipendentemente dal numero dei morti, dimostra la mala fede di questo accattone: dell'invasione sovietica, oggi, in Ungheria non rimane niente, se non l'odio per i comunisti e il disprezzo per i collaborazionisti; di Pinochet, oggi, dopo 50 anni, in Cile rimangono tante cose, a partire proprio dalla costituzione (poi buono-scuola, riforme economiche, sistema pensionistico, etc). Senza l'invasioen sovietica l'Ungheria avrebbe avuto il sistema che ha oggi con 40 anni di anticipo, senza l'intervento di Pinochet oggi i cileni starebbero come i cubani.
Questi sono i fatti. Qualcuno li spieghi a quell'accattone di Veltroni.