
Originariamente Scritto da
cireno
Il 10 agosto del 1945, il giorno dopo le due bombe atomiche per l’olocausto giapponese, l’Unità usci con questo titolo, a commento “Al servizio della civiltà”. L’Unità, quotidiano comunista.
Da qualche giorno è in corso, in Medio oriente, e non solo a Gaza che è un risultato, un massacro. Di vite umane, donne bambini soprattutto ma ancora di più della supposta civiltà degli esseri umani.
Io, nella mia lunga vita, ho visto di tutto e perfino di peggio, ma credevo, mi illudevo, che dopo 60 milioni di morti per la follia nazista, il mondo avesse capito che vivere in pace è meglio che spararsi cannonate e invece…
I “rappresentanti dei governi di tutto il mondo che organizzano conferenze di pace e parlano della «Lega delle Nazioni» e di «Pace internazionale», contemporaneamente si preparano al riarmo mondiale in vista di un nuovo massacro.”
Queste parole, del pacifista anarchico ed antimilitarista Ernst Friedrich, scritte nel 1924 di quasi un secolo fa, furono profetiche per quanto iniziò a realizzarsi poco più di 10 anni dopo, ma sono ancora oggi drammaticamente attuali: i massacri infatti continuano e l’indifferenza, il fatalismo e la rassegnazione regnano sovrani. Su questo punto la narrazione strategica, vera e propria disciplina accademica e arma effettiva dell’arte della guerra, svolge un ruolo fondamentale e continua ad essere efficace nell’anestetizzare la coscienza collettiva. A questo scopo concorre non solo l’esercito dei mercenari della stampa e di altri media ma, ben al di sopra di essi, con maggiore e criminale colpevolezza, altri attori decidono quali verità nascondere o deformare, e quali falsità diffondere. Sono grande parte degli intellettuali, delle gerarchie religiose, e persino della pseudo-sinistra politica, almeno quella che è o è stata in parlamento, oltre ad alcune associazioni che si autodefiniscono pacifiste ma che talvolta sostengono interventi militari.
Io vorrei urlare basta, se avessi la voce per farmi sentire anche di là del mare e dei deserti. Invece mi siedo davanti al televisore e scuoto la testa...