Basilea 3: Lega, Rischia Di Bloccare Credito a Pmi e Famiglie
(ASCA) - Roma, 19 ott - Sulla direttiva di Basilea 3 che entra in vigore nel 2013, e determina un inasprimento dei criteri per la concessione dei finanaziamenti oggi e' di scena la Lega. Dopo gli allarmi di credit crunch lanciati a ruota da banchieri e imprenditori, adesso e' il partito dei lumbard a scendere in campo. Sugli accordi di Basilea 3 ''il Parlamento deve far sentire la propria voce''. Bisogna poi ''vigilare che non vi sia una restrizione nella concessione dei crediti alle piccole aziende e alle famiglie''.
E' questo l'obiettivo della mozione illustrata a Montecitorio sulla nuova normativa, che la Lega Nord depositera' alla Camera per ''spingere il governo a monitorare nel tempo la situazione del sistema creditizio ed intervenire per assicurare la costante erogazione del credito''.
Secondo il partito del senatur, infatti, c'e' il rischio che con i nuovi e piu' rigidi criteri stabiliti da Basilea 3 per concedere i crediti si chiuda nuovamente il rubinettodei finanziamenti, e si penalizzino ancora una volta le piccole imprese e le famiglie.
La mozione e' stata illustrata dal presidente dei deputati leghisti Marco Reguzzoni, dal vice Alessandro Montagnoli, da Massimo Bitonci, Maurizio Fugatti e Marco Maggioni. ''C'e' bisogno di un segnale politico'', dice Reguzzoni. ''Si rischia che il sistema bancario sia inadeguato a fornire risposte per le piccole imprese. Questi accordi allontanano le banche dal loro ruolo tradizionale di erogatori del credito, dei fidi per gli artigiani e dei mutui. E' importante che il Parlamento faccia sentire la propria voce''. La mozione - aggiunge il parlamentare della Lega - mira a ''stimolare il dibattito, anche da parte delle altre forze politiche''.
Per Montagnoli poi, ''Le istituzioni europee devono tener conto della peculiarita' del sistema produttivo italiano formato principalmente da piccole e medie imprese. Basti pensare che in Veneto per 5 milioni di persone ci sono 500 mila aziende, di cui la maggior parte di piccole dimensioni''.
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EUROPA: BORGHEZIO (LN), NOSTRE IMPRESE DOVRANNO PRESENTARSI ALLE BANCHE CON IL FEZ TURCO? Scritto da Agenparl
(AGENPARL)
- Bruxelles, 26 ott - Da fonte ufficiosa (Agence Europe 25.10.2010) si apprende che la Banca Europea di Investimenti (BEI) e il Fondo europeo di investimenti (FEI) hanno firmato il 22 ottobre u.s. accordi con alcune istituzioni finanziarie turche per un finanziamento complessivo di 280 milioni di euro a sostegno delle piccole e medie imprese e delle micro-imprese delle province più arretrate della Turchia. Tali accordi, come riferisce ancora l'Agence europe, si basano su un prestito di 250 milioni di euro di finanziamento della BEI, cui si aggiungo 30 milioni di euro di garanzie da parte del FEI. Grazie a questo pesante sostegno, le piccole e medie imprese turche, con l'equivalente apporto delle banche partner, disporranno di un fondo globale di 500 milioni di euro. Ciò nel quadro del Meccanismo di garanzia della Grande Anatolia (MGGA), uno strumento innovativo di finanziamento delle piccole e medie imprese turche elaborato in partenariato fra la Turchia, la Commissione europea e alcune grandi banche turche.
Ho già presentato - conclude l'On. Borghezio - un'interrogazione urgente alla Commissione per sapere come si giustifichi questo mega-finanziamento alle PMI turche, quando è noto a tutti che i mega- finanziamenti accordati alle banche europee producono, a favore delle PMI europee, soltanto finanziamenti a goccia, del tutto insufficienti per sostenerne il rilancio e l'innovazione.
Le nostre piccole e medie imprese - si interroga Borghezio - dovranno presentarsi alle banche con il fez turco, trasferirsi in Turchia e adottare come logo la mezzaluna islamica?
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