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    Predefinito NATO. Eserciti senza soldati

    I soldati degli eserciti NATO continuano a lasciare il servizio; un’emorragia che non si riesce a fermare.

    Non si tratta più tanto di reclutare nuovi soldati quanto di persuadere le truppe esistenti a non congedarsi.

    Recentemente, il ministro delle Forze armate francesi Sébastien Lecornu ha presentato un piano di fidelizzazione dei talenti per incentivare il personale militare a rimanere in uniforme, riporta Politico.

    Ciò avviene pochi giorni dopo che il rapporto annuale presentato al parlamento tedesco ha mostrato che nel 2023 circa 1.537 soldati hanno lasciato la Bundeswehr, riducendola a 181.514 effettivi.

    “Questi discorsi esistono ormai in tutte le capitali, in tutte le democrazie che hanno eserciti professionali senza coscrizione”, ha detto Lecornu, citando il Regno Unito e gli Stati Uniti. ”Alle riunioni della NATO possiamo parlare di attrezzature, ma ora parliamo anche del livello di mantenimento”, ha aggiunto il Ministro francese.

    Mentre l’Europa si riarma in reazione alla guerra in Ucraina, paesi come la Croazia stanno riflettendo sul ripristino della coscrizione. Altri, come la Danimarca, prevedono di espanderlo per includere le donne. La Germania ha abolito la coscrizione obbligatoria nel 2011, ma con molti militari ormai fuori dal servizio si è rinnovata la discussione sulla reintroduzione della leva, una sorta di sistema di servizio nazionale.

    Per i paesi che fanno affidamento su eserciti professionali, la sfida è rendere attraenti le forze armate, cosa difficile da fare in tempi di bassa disoccupazione, feroce concorrenza da parte del settore privato e uso diffuso del lavoro a distanza.

    In Francia, il personale militare resta nelle forze armate in media un anno in meno rispetto al passato. Nel Regno Unito, si è verificato un deficit di arruolamenti annuali di 1.100 soldati, equivalenti a due battaglioni di fanteria, anche se il governo ha appaltato il reclutamento ad una società privata.

    Il denaro gioca un ruolo nel convincere le persone a restare. Una delle misure di punta del piano francese è quella di incrementare le pensioni di vecchiaia integrando i bonus e aumentando anche gli stipendi.

    Ma il problema è che i termini di servizio non sono così attraenti, con straordinari cronici, assenze da casa di mesi e periodi di recupero che non vengono concessi per motivi di servizio.

    Andando negli States, “Il problema non è il reclutamento ma il mantenimento, dobbiamo trattenere anche le famiglie”, ha detto l’ammiraglio Lisa Franchetti, capo delle operazioni navali della Marina americana, in una conferenza tenutasi a Parigi all’inizio di quest’anno.

    In Polonia, il nuovo governo all’inizio di quest’anno ha annunciato aumenti salariali di circa il 20% nel tentativo di mantenere le truppe. Lo stipendio mensile minimo di un soldato passa da 4.960 złoty (1.150 euro) a 6.000 złoty. In risposta alla crescente minaccia proveniente dalla Russia, l’esercito polacco è passato da 95.000 nel 2015 a 215.000 quest’anno.

    Il piano francese prevede aiuti per la ricerca di alloggi e l’accesso all’assistenza sanitaria e all’assistenza all’infanzia. Le coppie che lavorano entrambe all’interno del ministero delle Forze armate, anche se uno è civile, potranno trasferire insieme i posti.

    “Preferirei avere meno assunzioni per migliorare la fidelizzazione piuttosto che andare in una corsa di assunzioni in cui il numero di persone trattenute diminuisce costantemente”, ha detto Lecornu.

    In Germania, nell’ambito degli sforzi per rafforzare la difesa nazionale, il governo vuole portare il numero delle forze armate a 203.000 entro l’inizio degli anni ’30, ma il reclutamento sta crescendo lentamente.

    Il commissario speciale del Bundestag per le forze armate, Eva Högl, ha affermato che il ripristino di una qualche forma di coscrizione obbligatoria è un modo per cambiare la situazione, ma prendere di mira le donne è una mossa più ovvia per arrestare il declino poiché il potenziale è “tutt’altro che esaurito” scrive il deputato.

    La legislazione approvata lo scorso anno cerca di rendere le condizioni più attraenti, compreso un maggiore sostegno all’assistenza all’infanzia e un aumento delle pensioni di vecchiaia.

    Non ci sono solo problemi con gli orari, ma anche con le infrastrutture di base. “Quando visito le truppe, non sento più dire che mancano caschi e giubbotti protettivi, ma armadietti”, scrive Högl nel rapporto annuale.

    Secondo Högl, la ristrutturazione delle caserme e delle strutture militari costerà circa 50 miliardi di euro, equivalenti alla metà del fondo speciale totale creato dal governo per aggiornare le sue forze militari dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

    https://www.agcnews.eu/nato-eserciti-senza-soldati/
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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    Predefinito Re: NATO. Eserciti senza soldati

    Migliaia si dimettono dagli eserciti NATO mentre il 75% dei tedeschi ha sfiducia e non vuole la guerra (Aurelio Tarquini)

    Doccia fredda ai talebani della guerra. “Il numero di soldati preparati della Nato sta gradualmente diminuendo per lo scarso interesse al servizio militare. Durante la guerra in Ucraina, la Nato ha dovuto far fronte ad una carenza di soldati. Non si tratta di reclutare nuovi soldati per il servizio, ma di trattenere soldati e ufficiali già in servizio”, dichiara il ministro della Difesa francese Sebastien Lecornu al giornale americano Politico.

    Nella sola Germania nel 2023, 1.537 soldati d’élite hanno lasciato l’esercito. Situazione simile in Francia. Altri Paesi NATO subiscono l’emorragia dei soldati e ufficiali più preparati ma tengono nascosta la notizia. Secondo il Ministro Lecornu, molti Paesi hanno difficoltà a mantenere i soldati esistenti nei propri eserciti. Spera che possano cambiare questa situazione con bonus e sussidi sociali e retribuzioni più alte, ma teme che questi incentivi non siano sufficienti.

    La principale causa delle dimissioni di migliaia di soldati d’èlite è il loro rifiuto di confrontarsi contro la Russia. I soldati NATO fin’ora inviati, camuffati come volontari i mercenari, al loro rientro raccontano veri e propri incubi e della alta preparazione dell’esercito russo.

    Mentre in Europa è stata aperta la discussione sull’invio di truppe in Ucraina, pur mancando di uomini, mezzi, armi e capacità industriale, nel Paese più popoloso della UE: la Germania, la stragrande maggioranza dei cittadini, il 75%, sono convinti che il Bundeswehr non è nelle condizioni di difendere la propria patria, secondo un sondaggio di Focus.

    Solo il 10% degli intervistati ha affermato di avere fiducia nella capacità dell’esercito tedesco di proteggere il Paese in caso di una potenziale escalation del conflitto ucraino.

    Inoltre, secondo il sondaggio, nel caso la Russia attaccasse la Germania, solo 1 tedesco su 3 è disposto a combattere (32%), mentre il 57% non imbraccerebbe le armi e l’11% è indeciso.

    Aurelio Tarquini
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    Predefinito Re: NATO. Eserciti senza soldati

    Basta fesserie da putinetto.

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    Predefinito Re: NATO. Eserciti senza soldati

    La Nato a corto di munizioni rischia di frenare l'avanzata di Kiev
    https://www.repubblica.it/esteri/202...ina-375714350/

    NATO disarmata
    https://www.panorama.it/tecnologia/d...craina-riserve
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    Predefinito Re: NATO. Eserciti senza soldati

    Il bellicismo dell’Europa disarmata

    L’attenzione di politica e media si è concentrata negli ultimi giorni sulle elezioni presidenziali russe (il cui esito era scontato) e al dibattito circa l’impegno diretto di truppe europee al fianco di quelle ucraine e l’invio di maggiori e più potenti armamenti a Kiev.

    Un dibattito aperto dalle dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron circa il possibile invio di truppe francesi in Ucraina, ravvivato dall’invito del Papa a Kiev a negoziare la pace con la Russia ora che la situazione per le truppe ucraine si fa sempre più precaria, il tutto in un contesto un po’ isterico di continui proclami di sostegno all’Ucraina “fino alla vittoria” e di moniti all’opinione pubblica in Europa affinché si prepari alla guerra contro la Russia.



    L’incontro trilaterale dei giorni scorsi tra i leader di Francia, Germania e Polonia si è svolto in questo clima “bellicista” pur con il cancelliere Scholz che si oppone all’invio dei missili da crociera Taurus e di truppe tedesche in Ucraina.

    Un “triangolare” che ha mostrato ancora una volta le divisioni interne alla UE ma che soprattutto ha voluto evidenziare quali siano oggi le “potenze di riferimento” del Vecchio Continente: il fatto che l’Italia non sia stata invitata ha offerto il destro al vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani per lanciare un monito. “Ognuno è libero però non dà un messaggio forte a Putin il fatto che due-tre-quattro Paesi si riuniscano quando invece dovrebbe riunirsi tutta l’Unione Europea. La coesione dell’Europa dà un messaggio di compattezza e determinazione all’Ucraina e a Putin, invece di rinforzarci così ci indeboliamo anche politicamente”.



    Sogni di gloria….

    Negli ultimi due anni NATO e UE hanno fornito aiuti all’Ucraina ma hanno anche inviato a combattere quasi 14.000 “volontari” (secondo i dati forniti dai russi che li chiamano “mercenari”) provenienti da diverse nazioni anche extra europee: tra questi, secondo il ministero della Difesa di Mosca, circa 6.000 sono stati uccisi tra i quali 33 dei 90 italiani presenti in Ucraina.

    La notizia avrebbe meritato attenzione politica e mediatica ma è stata per lo più ignorata a conferma dell’imbarazzo delle cancellerie europee. E se i governi sono in imbarazzo per la morte dei “volontari”, figuriamoci che impatto avrebbe il decesso di qualche migliaio di militari regolari.

    Si fa presto a dire guerra, specie se a combatterla ci vanno gli ucraini, ma il bellicismo interventista con cui oggi alcuni leader occidentali parlano di inviare truppe regolari in Ucraina (non solo i francesi ma anche polacchi e baltici evocano o non escludono un intervento) e molti preannunciano entro pochi anni un conflitto aperto con Mosca è nei fatti concreti pura “aria fritta” poiché non si basa su nessuna valutazione oggettiva né su capacità belliche concrete dell’Europa.



    La stessa NATO esclude una minaccia di Mosca alle nazioni alleate mentre a un confronto militare con Mosca occorreva prepararsi per tempo.

    Fin dal 2007 Vladimir Putin ha lamentato l’ampliamento a est della NATO, le basi missilistiche americane in Polonia e Romania e l’influenza diretta USA/NATO sull’Ucraina come minacce pericolose per la sicurezza della Federazione Russa. Nel 2014, dopo il golpe/rivoluzione del Maidan, questi moniti si sono moltiplicati intensificandosi ulteriormente dopo l’inizio della guerra in Donbass e ancor di più dopo il fallimento degli accordi di Minsk.

    Accordi che, come hanno dichiarato candidamente Angela Merkel e Francois Hollande in seguito all’attacco russo all’Ucraina di due anni or sono, avevano solo lo scopo di guadagnare tempo per permettere alle truppe di Kiev di venire preparate dalle potenze occidentali alla guerra con la Russia.

    Nel dicembre 2021 Mosca offrì di discutere questi temi con l’Occidente per definire una nuova cornice di sicurezza ma la richiesta venne ignorata. Del resto pochi mesi or sono lo stesso segretario generale della NATO, Lens Stoltenberg, ammise che i soldati ucraini combattevano con tenacia perché “è dal 2014 che li addestriamo per combattere i russi”.



    Tutti questi elementi vanno essere ricordati (anche rischiando di venire accusati di essere “putiniani”) per inquadrare il contesto attuale del conflitto ma soprattutto perché sembrano indicare la precisa volontà dell’Occidente di giungere al braccio di ferro, se non al conflitto aperto, con la Russia. In tale ottica possiamo pure sottolineare che gli europei hanno seguito supinamente e contro i loro interessi gli ordini degli anglo-americani (chi è causa del suo male pianga sé stesso) ma l’aspetto più tragico e al tempo stesso comico è che nessuna nazione europea si è preparata davvero alla guerra contro la Russia di cui da almeno 20 anni stiamo creando consapevolmente le premesse.

    Nemmeno dopo l’attacco russo all’Ucraina del febbraio 2022. Forse perché abbiamo tutti creduto che questa guerra avrebbe logorato la Russia, che le nostre sanzioni avrebbero piegato Mosca e il suo esercito senza munizioni che combatteva coi badili?



    ……e la cruda realtà

    Oggi però le dichiarazioni bellicose di premier, ministri e qualche generale cozzano con la brutale realtà dei fatti.

    Prendiamo il caso della Francia. Per il presidente Emmanuel Macron non c’è “nessun limite” quando si tratta di sostenere l’Ucraina, neppure l’invio di truppe mentre il ministro per l’Europa, Jean-Noël Barrot ha aggiunto che “non possiamo escludere nulla, dobbiamo fare di tutto per impedire alla Russia di vincere questa guerra.”

    Peccato che Macron sia da anni ai ferri corti con l’apparato militare come ricordava già nel 2021 il quotidiano Le Parisien e che negli ultimi giorni si sia ingigantito il fenomeno delle dimissioni di personale militare esperto già di ragguardevoli dimensioni da alcuni anni a fronte di scarsa adesione all’arruolamento di nuove reclute.



    La rivista Marianne ha intervistato anonimi ufficiali francesi che hanno demolito i sogni di Macron evidenziando che le forze ucraine non possono resistere ai russi se non arruolano almeno 30/35 mila coscritti al mese e non hanno speranze di vincere la guerra.

    Inoltre la Francia ha ceduto 30 obici semoventi d’artiglieria (“regina” anche di questa guerra) all’Ucraina con gran parte delle munizioni disponibili e oggi il suo esercito ne schiera appena 82 di cui 32 in procinto di essere radiati per anzianità. Nel maggio 2022 un rapporto della Commissione Difesa del Parlamento francese fece emergere che le riserve di armi e munizioni erano del tutto inadeguate a far fronte a un conflitto convenzionale.

    Il senatore Christian Cambon, presidente della commissione, ha valutato che il numero di munizioni impiegate dall’esercito russo in un solo giorno di guerra in Ucraina equivale alle munizioni impiegate in un anno dall’Armée de Terre le cui scorte presenti consentirebbero di sostenere per tre o quattro giorni un conflitto come quello in Ucraina. Ricostituire gli arsenali di munizioni, razzi e missili richiederebbe non meno di tre o quattro anni e una spesa di 6/7 miliardi di euro. E le forze armate francesi sono quelle meglio equipaggiate e rifornite in ambito UE.

    In Germania, dove parte del governo critica il cancelliere Scholz per il rifiuto a fornire missili da crociera Taurus (nella foto sotto) , tema di cui ci occuperemo nei prossimi giorni in un articolo a parte, mentre diversi ministri sottolineano l’obiettivo di aiutare l’Ucraina a riconquistare i territori perduti.





    Sul piano pratico però la situazione militare tedesca non dovrebbe giustificare ottimismi né bellicismi. Nel 2022 l’allora ministro della Difesa tedesco, Christine Lambrecht (SPD), stimava che aumentare le riserve di munizioni per renderle adeguate a un contesto bellico convenzionale sarebbe costato 20 miliardi di euro richiedendo qualche anno.

    Alla fine di quell’anno un rapporto “confidenziale” per la commissione Difesa del Bundestag ma reso pubblico da der Spiegel, riportava un brano in cui la stessa Lambrecht ammetteva che la Bundeswehr “può assolvere solo in misura limitata i compiti assegnati in ambito NATO”. Figuriamoci fare la guerra!

    Due settimane or sono è emerso che i depositi di munizioni d’artiglieria tedeschi sono vuoti dopo aver ceduto quasi tutti i proiettili all’Ucraina e ripianarli a livello pre-guerra costerebbe 40 miliardi e richiederebbe molti anni non solo per le capacità produttive dell’industria ma anche perché la Germania spende per tutta la Difesa quest’anno 71 miliardi di euro.

    Nell’agosto 2023 il governo tedesco ha rinunciato a spendere per la Difesa il 2 per cento del PIL chiesto dalla NATO mantenendo l’impegno a raggiungere tale l’obiettivo entro i prossimi cinque anni. Eppure, il Cancelliere Olaf Scholz in un discorso del 27 febbraio 2022 (tre giorni dopo l’attacco russo all’Ucraina) aveva annunciato che “d’ora in poi, anno dopo anno, investiremo più del 2% del Pil nella nostra difesa”.



    La scorsa settimana il Rapporto 2023 redatto dal presidente della Commissione Difesa del Bundestag Eva Hoegl, ha rivelato che le forze armate tedesche continuano a mancare sia di personale sia di materiali e le loro infrastrutture sono fatiscenti. “Le criticità dello strumento militare della Germania sono note da anni e perdurano, con le truppe che “continuano a invecchiare e diminuire”. Inoltre, mancano molti sistemi d’arma principali e pezzi di ricambio e “queste carenze sono aggravate dalle forniture di armi e materiali all’Ucraina”.

    Guardiamo anche alla Gran Bretagna dove il ministro della Difesa Grant Shapps l’8 marzo ha ribadito a Kiev che “il mondo democratico deve far sì che l’Ucraina vinca questa guerra” mentre i vertici militari britannici parlano da tempo di prepararsi a inviare truppe in Europa per combattere i russi.

    Peccato che le forze armate di Sua Maestà soffrano come e più delle altre occidentali di un crescente esodo del personale in servizio e di un continuo calo degli arruolamenti avendo raggiunto il minimo storico di militari in servizio dalla fine delle guerre napoleoniche. Carenza di truppe e insufficienti stanziamenti finanziari costringono Londra a ritirare dai ranghi due navi da guerra ed entro il 2025 anche 30 aerei da caccia (riducendo la sua forza aerea da combattimento ad appena 150 cacciabombardieri, non tutti operativi) mentre si valuta di vendere una delle due portaerei in servizio, peraltro continuamente colpite da avarie.



    Un mese or sono il rapporto sulle capacità operative delle forze armate britanniche intitolato Ready for War? ha riferito di una situazione militare molto preoccupante. “In caso di una guerra tra il Regno Unito e un avversario di dimensioni simili, le forze armate britanniche esaurirebbero le loro capacità dopo i primi due mesi di combattimento”, ha affermato il generale Sir Nick Carter, ex capo di stato maggiore della Difesa. Il generale Lord Nick Houghton, ex capo di stato maggiore del British Army e della Difesa, ha detto alla Commissione che dal 2010 si è verificato uno “svuotamento” delle forze armate, che ha portato a carenze nella resilienza bellica del paese”.

    Superfluo aggiungere che per tutte le altre nazioni europee la situazione è anche più grave e le forze disponibili sono inferiori a quelle di Francia, Germania o Gran Bretagna mentre le capacità operative come le riserve di munizioni sono ancora più limitate.



    Da Roma parole di buon senso

    L’Italia occupa la 13a posizione nella classifica dei fornitori di aiuti militari all’Ucraina ma, soprattutto in seguito alle dichiarazioni di Papa Francesco duramente contestate e ostracizzate da quasi tutte le capitali europee (oltre che da Kiev), proprio dai ministri italiani Tajani e Crosetto sono emerse le uniche (o quasi) valutazioni basate su buon senso e pragmatismo.

    “Gli investimenti nella Difesa non sono un capriccio del ministro di turno, ma una parte fondamentale dell’obbligo di difendere uno Stato al di là delle minacce militari dirette” ha detto nei giorni scorsi il ministro della Difesa Guido Crosetto durante il question-time nell’Aula di Montecitorio aggiungendo però che “il 2% del Pil da investire sulla difesa esiste da dieci anni ed è stato confermato da tutti gli esecutivi successivi: nel 2020 le spese per la difesa ammontavano all’1,59%, nel 2021 all’1,57%, nel 2022 all’1,51%, nel 2023 all’1,46% e nel 2024 probabilmente scenderà ulteriormente”.

    Il 14 marzo il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha escluso per l’ennesima volta l’invio di truppe italiane in Ucraina. ”Escludo l’invio di truppe perché vogliamo la pace, non vogliamo fare la guerra con la Russia. Aiutiamo l’Ucraina a difendere la sua indipendenza. E’ diverso da mandare truppe italiane a combattere contro i russi”, ha spiegato Tajani.



    Una partita che non possiamo giocare

    Parlare di combattere una guerra contro i russi o di intervenire con truppe europee in Ucraina non ha alcun senso. Non è questione di scelte politiche o strategiche né di essere filo-russi o filo-ucraini. Semplicemente non è possibile farlo: ammesso che le nostre società fossero pronte a sopportare perdite così ingenti tra i militari, non vi sarebbero armi e munizioni a sufficienza per combattere una guerra convenzionale su vasta scala.

    Non ne abbiamo la capacità, a meno che non si tratti di inviare qualche contingente simbolico di poche centinaia o migliaia di militari che però non farebbe la differenza e non influirebbe sull’esito della guerra così come non lo cambieranno qualche decina di missili da crociera (come i tedeschi Taurus) in più o in meno forniti agli ucraini.



    Per questo dovrebbe essere chiara la percezione che la guerra non può essere un’opzione per l’Europa, ma solo un disastro, qualcosa da scongiurare in ogni modo e prioritariamente con un negoziato che non solo ponga fine al conflitto in Ucraina ma abbia l’ambizione di ristabilire una cornice di sicurezza stabile e duratura ai confini orientali dell’Europa. Del resto se vi fosse il tracollo dell’apparato militare ucraino che oggi in molti, in Occidente come a Kiev, ritengono probabile o imminente, le pretese politiche e territoriali di Mosca si ingigantirebbero.

    Inoltre, al di là delle chiacchiere belliciste di una classe dirigente europea imbarazzante nella sua inadeguatezza, oggi la UE è molto più debole militarmente di quando è iniziata la guerra in Ucraina e i lunghi tempi di produzione richiesti dall’industria della Difesa e la continua riduzione di personale degli strumenti militari occidentali peggioreranno ulteriormente la situazione.

    In fondo, quello che stupisce nel dibattito sul tema della guerra non è che il Papa chieda negoziati di pace per fermare un sanguinoso conflitto ma che lo faccia basandosi su un’analisi pragmatica della situazione militare e geopolitica che sembra invece sfuggire alla gran parte degli statisti in Europa.
    @gianandreaGaian

    Foto: Saab, RIA- Novosti, Governo Tedesco, Telegram, Charlie Hebdo, Ministero Difesa Russo e Ministero Difesa Ucraino

    https://www.analisidifesa.it/2024/03...opa-disarmata/
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    Predefinito Re: NATO. Eserciti senza soldati

    USA. Il 77% dei giovani è inabile al servizio militare

    L’esercito americano si trova ad affrontare una crisi di reclutamento senza precedenti, con sfide sanitarie, educative, politiche e sociali che minano la prontezza al combattimento della forza contro avversari quasi alla pari, inclusa la Cina.

    Nel marzo 2023, American Military News ha riferito che uno studio del Pentagono del 2020 ha rivelato che il 77% dei giovani americani non è idoneo per il servizio militare senza deroga a causa di problemi mentali o fisici legati all’abuso di droga o al sovrappeso.


    I tassi di non idoneità più diffusi riguardavano il sovrappeso (11%), l’abuso di droghe e alcol (8%) e la salute medica/fisica (7%), con gli aumenti più significativi nelle stime di squalifica osservati tra il 2013 e il 2020 riguardanti la salute mentale e il sovrappeso. condizioni, riporta AT. American Military News afferma che il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha riconosciuto le sfide legate al reclutamento di nuovi membri militari, citando fattori come il fatto che i giovani siano più disconnessi e disinteressati rispetto alle generazioni precedenti.

    Il rapporto afferma che il calo della popolazione dei veterani e la contrazione dell’impronta militare hanno contribuito a creare un mercato poco familiare con il servizio militare, portando a un eccessivo affidamento sugli stereotipi militari.

    Dice anche che i leader del Pentagono hanno espresso preoccupazione per il basso reclutamento, prevedendo che mancheranno a più di 170.000 abili nell’anno fiscale che terminerà il 30 settembre.

    A luglio 2023, l’esercito americano prevedeva quest’anno di finire con 15.000 reclute in meno rispetto al suo obiettivo di 65.000, la Marina degli Stati Uniti con 10.000 in meno rispetto a 38.000 reclute e l’aeronautica americana con 3.000 in meno. di 27.000 reclute. Il Corpo dei Marines degli Stati Uniti ha raggiunto l’obiettivo l’anno scorso di inviare 33.000 reclute al campo di addestramento, i leader del servizio hanno descritto il reclutamento come impegnativo. I dati del Pentagono mostrano che solo il 9% delle persone di età compresa tra i 16 e i 21 anni prenderebbe in considerazione il servizio militare, in calo rispetto al 13% prima della pandemia di Covid-19.

    Task and Purpose afferma che problemi economici, bassa istruzione, calo di fiducia nell’esercito e cultura woke hanno esacerbato i problemi di reclutamento delle forze armate statunitensi. Il basso livello di istruzione e i precedenti penali squalificano molte potenziali reclute militari statunitensi.

    Il basso livello di istruzione incide anche sulla capacità degli Stati Uniti di mantenere il proprio vantaggio tecnologico rispetto ad avversari simili come Cina e Russia.

    Il Center for Strategic and International Studies nota che gli Stati Uniti stanno diminuendo nelle competenze in scienza, tecnologia, ingegneria e matematica rispetto ad altri paesi. Cita dati del 2019 che mostrano che il punteggio medio in matematica degli Stati Uniti si colloca al 15° posto tra gli studenti internazionali, inferiore a quello di Cina, Corea del Sud, Giappone, Singapore e Russia.

    Per quel che riguarda i precedenti penali, un giovane adulto su dieci non può arruolarsi nell’esercito, il che significa che 3,4 milioni di persone che altrimenti sarebbero qualificate non sono in grado di arruolarsi. Il tasso di disoccupazione statunitense è al livello più basso degli ultimi decenni, con i dati di febbraio 2023 del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti che mostrano che il tasso di disoccupazione statunitense è sceso al 3,4%, con oltre mezzo milione di posti di lavoro creati a gennaio. e 800.000 posti di lavoro nel settore manifatturiero creati negli ultimi due anni, secondo il Bureau of Labor Statistics.

    A luglio 2023, Gallup osserva che gli americani hanno meno probabilità di esprimere fiducia nelle forze armate statunitensi, un notevole calo che persiste negli ultimi cinque anni. La fiducia si è generalmente mantenuta al di sopra del 70% dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre, fino a scendere al 69% nel 2021 e a diminuire ulteriormente dopo il rapido ritiro dall’Afghanistan.

    La “Woke culture” potrebbe anche essere un fattore significativo nel calo dei tassi di reclutamento militare degli Stati Uniti. “Woke” si riferisce alla consapevolezza e all’attenzione verso fatti e questioni sociali critici, in particolare legati alla razza, al genere e alla giustizia sociale.

    Maddalena Ingrao

    https://www.agcnews.eu/usa-il-77-dei...izio-militare/

    E questi sono i gloriosi marines americani? Drogati, delinquenti con precedenti penali, alcolizzati, obesi, psicolabili?
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    Predefinito Re: NATO. Eserciti senza soldati

    USA. Il 77% dei giovani è inabile al servizio militare
    In russia sono il 90%

  8. #8
    Pornocrate
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    Predefinito Re: NATO. Eserciti senza soldati

    Bene. Se siamo così disarmati e così senza soldati, che aspetta Putin ad attaccare ?
    Che ci attacchi direttamente.
    E lo scrivo con un grande sorriso stampato sulla bocca.
    (Sorriso di presa per il culo).
    Lo aspettiamo.
    Avanti. Siamo qua. Dai ! Facci vedere, o novello Duce, la potenza delle tue sterminate orde.
    Il disarmo è l'espediente per togliere agli aggrediti la possibilità di difendersi dagli aggressori sfruttando la dabbenaggine di massa.

  9. #9
    SuperMod
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    Predefinito Re: NATO. Eserciti senza soldati

    Citazione Originariamente Scritto da Menelik Visualizza Messaggio
    Bene. Se siamo così disarmati e così senza soldati, che aspetta Putin ad attaccare ?
    Che ci attacchi direttamente.
    E lo scrivo con un grande sorriso stampato sulla bocca.
    (Sorriso di presa per il culo).
    Lo aspettiamo.
    Avanti. Siamo qua. Dai ! Facci vedere, o novello Duce, la potenza delle tue sterminate orde.
    perchè dovrebbe attaccarci?
    clash bankrobber

  10. #10
    utente cancellato
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    Predefinito Re: NATO. Eserciti senza soldati

    Citazione Originariamente Scritto da Menelik Visualizza Messaggio
    Bene. Se siamo così disarmati e così senza soldati, che aspetta Putin ad attaccare ?
    Che ci attacchi direttamente.
    E lo scrivo con un grande sorriso stampato sulla bocca.
    (Sorriso di presa per il culo).
    Lo aspettiamo.
    Avanti. Siamo qua. Dai ! Facci vedere, o novello Duce, la potenza delle tue sterminate orde.
    Bravo, vai domani sera a reclutare nei locali le truppe.
    Sturmtrapper le chiameremo.

 

 
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