Non so da che parte cominciare. Succedono tante cose assurde che mi spingerebbero a citarle per analizzarle ma sono così tante e così assurde che non so davvero come poterle citare tutte.
Un problema: in questo caos si deve prendere una posizione, galleggiare sull’ovvio e sul non so cosa dire è da pusillanimi.
Una cosa è certa, tanto per cominciare: ci stanno portando verso il deserto, verso la fine di quella che è stata la vita umana fino a due anni fa. Tacito aveva ragione quando scrisse quel famoso “Desertum fecerunt et pacem appellaverunt” (fecero il deserto e lo chiamarono pace”. Ieri sera su La7 ha parlato il generale americano Petraeus, ex capo delle truppe americane nell’invasione dell’Iraq, ex capo della Cia” e ha detto, paro paro “Penso che Israele deve entrare in Gaza.. Deve distruggere Hamas. Chi sostiene che la situazione si può risolvere pacificamente non si rende conto che Hamas è un gruppo terroristico che ha nel Dna l’uccisione di più ebrei possibile e con cui è estremamente difficile negoziare se non accordi di breve termine. I talebani sembrano maestri di ragionevolezza e logica al confronti. Non posso quasi immaginare un contesto più difficile di Gaza. Tunnel, stanze con esplosivi improvvisati. Va passato in rassegna ogni edificio. Ci saranno perdite enormi fra i civili ma anche fra i soldati di Israele, ma si deve fare” Ma-l’intervistatore ha obiettato- ci potrebbe essere un allargamento pericoloso della guerra. E Petraeus ha risposto “Certamente, ma è un rischio che si deve correre”
Non posso, anzi non voglio commentare le parole di questo “guerriero con la pelle degli altri” e allora proseguo.
Guterres, segretario dell’ONU, ha dichiarato “ gli attacchi di Hamas non vengono dal nulla. Ci sono 56 anni di occupazione soffocante di israele” Finimondo, da parte dei soliti noti. Sechi, direttore di Libero, ha detto a La8 “Guterres giustifica Hamas” e lo ha detto senza diventare rosso.
A questo punto, per non dilungarmi troppo, vorrei chiarire la mia posizione. Che non è quella di Sechi, chiaramente. Intanto non capisco perché Hamas debba essere definita un’organizzazione “terroristica”. Non è così, non può esserlo visto che è stata votata dalla popolazione di Gaza ed è un’organizzazione palese. Perché “terrorista” ha un significato preciso, questo “Appartenente a una organizzazione politica clandestina che si avvale, nella sua lotta, di metodi basati sulla violenza più spietata”. Ora che Hamas abbia usato la violenza più spietata è un fatto, 1.117 il numero dei morti israeliani identificati. Lo ha fatto sapere la polizia secondo cui del totale i civili sono 808 e 309 i soldati, ma chiamare i suoi aderenti “terroristi” è una presa in giro.
Per concludere: io sento parlare solo di armi e di distruzione e di vendette e di rappresaglie. Ad oggi i morti di Gaza sono oltre 7000, di cui 3000 bambini. E’ un orrore che DEVE essere fermato. E cose si può fermare? Facendo quello che dice quel generale americano che vuole morti e distruzioni? Per carità. Così facendo si andrebbe incontro a maggior odio e alla nascita di organizzazioni clandestine sanguinarie. E allora? Due popoli-due stati, porca puttana. Non è così difficile pensarlo. Il fatto è che questa gente, di qua o di là del fiume che siano, non ha il cervello per poter pensare. E allora ecco Tacito “ Desertum fecerunt et pacem appellaverunt”…




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