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Discussione: [L&R] Economia

  1. #1
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    Predefinito [L&R] Economia

    Citazione Originariamente Scritto da lucrezio Visualizza Messaggio

    1) L' intervento pubblico nell' economia e nella società nell' ottica repubblicana , differenza con il liberalismo e il marxismo
    Interessi pubblici ed interessi privati sono due poli uguali e contrari dell'oggetto interessi.
    Qualunque società che pensi di andare avanti in eccesso di liberismo o in eccesso di statalismo è destinata a dare pessimi risultati ed infine ad entrare in crisi e a non riuscire a svilupparsi.
    In effetti, essendo esistenti sia gli interessi pubblici che quelli privati diventa necessaria una politica che sviluppi il Paese trovando il giusto equilibrio fra le due necessità uguali e contrarie e cioè senza che nessuna delle due parti diventi dominante rispetto all'altra e viceversa
    Ogni cosa è costituita da una o più coppie di poli.
    Detti poli producono:.............

  2. #2
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    Predefinito Rif: Associazione Culturale Libertà e Repubblica

    Citazione Originariamente Scritto da ubaldo voli Visualizza Messaggio
    Interessi pubblici ed interessi privati sono due poli uguali e contrari dell'oggetto interessi.
    Qualunque società che pensi di andare avanti in eccesso di liberismo o in eccesso di statalismo è destinata a dare pessimi risultati ed infine ad entrare in crisi e a non riuscire a svilupparsi.
    In effetti, essendo esistenti sia gli interessi pubblici che quelli privati diventa necessaria una politica che sviluppi il Paese trovando il giusto equilibrio fra le due necessità uguali e contrarie e cioè senza che nessuna delle due parti diventi dominante rispetto all'altra e viceversa
    sono d'accordo il principio di economia mista mi trova pienamente d'accordo
    Non chiedete cosa possa fare il paese per voi: chiedete cosa potete fare voi per il paese

  3. #3
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    Post Rif: Associazione Culturale Libertà e Repubblica

    L'umanità in un periodo storico non lontano dal nostro si è ritrovata spaccata in due: a occidente dominava egemone l'economia di mercato,il liberismo,la libera concorrenza,il capitalismo,anche nella forma più ortodossa.
    A oriente dominava invece il comunismo,la lotta di classe,la proprietà privata abolita e soppressa,l'ateismo duro e puro,un regime che,sfruttando il pensiero di abbattere le classi sociali aveva creato in Russia e in molti stati dell'est europa un regime oppressivo,soffocante,liberticida che lottava contro l'occidente e la sua idea del mercato che in Russia era diventato stato,lo stato aveva fatto propri tutti i mezzi di produzione.
    E a un certo punto questi due mondi parve dovessero scontrarsi e annientarsi a vicenda,salvo poi mantenere un clima di perenne tensione e di virtuale sguardo cagnesco.
    Dopo mezzo secolo di tensioni,scontri ideologici l'est ha abbattuto il regime comunista o forse il regime comunista che aveva da tempo terminato la sua parabola espansiva,non aveva nulla da offrire e non essendosi mai messo in discussione,troncando sul nascere movimenti che aspiravano ad allontanarsi dall'orbita sovietica,dunque non sarebbe sbagliato dire che i popoli dell'est hanno dato la spallata a un muro (non solo quello di Berlino) ormai vetusto e decadente,non più in grado di esistere in una società in evoluzione e cambiamento.
    L'Italia per oltre cinque decenni si è trovata in mezzo allo scontro tra due ideologie tra loro inconciliabili e agli antipodi,scegliendo in maniera oculata e giusta una "terza strada" quella dell'economia mista dove lo stato c'è e non c'è venendo in aiuto alle classi più povere ma lasciando libertà di impresa,favorendo il mercato,salvo,come detto poc'anzi ,non trascurare al loro destino chi non è in grado di competere con la dura legge del mercato liberale,oppure chi le conseguenze le subisce.
    Essendo all'epoca l'Italia un paese che al suo interno aveva il secondo partito comunista più potente e numeroso d'Europa,ma avendo scelto l'atlantismo e essendo membro fondatore della futura UE,la scelta è stata,e qui penso che siamo tutti d'accordo,giusta.
    Lo stato non dovrebbe limitarsi a garantire la sicurezza e l'incolumità dei cittadini girando la testa dall'altra parte facendo in modo che speculatori,finanzieri,arrivisti,faccendieri,uomin i di mercato si diano sanguinosissima battaglia nelle aule della borsa valori,magari con al loro interno qualcuno o qualcosa che potrebbe scatenare una crisi economica di cui,noi sappiamo bene qualcosa. Lo stato non dovrebbe essere un individuo astratto che ha come motto il "laissez faire" in economia ,lasciando che il mercato al collasso si ripulisca da se,mentre le strade italiane e non solo le strade ,si riempiono di individui ridotti al lastrico,gettati nella più feroce miseria,da qualche farabutto che pensava di essere più furbo e intelligente di altri o da una giuostra impazzita che,a un certo punto nuessuno è riuscito più a fermare.
    Lo stato non dovrebbe essere,come in URSS uno stato onnipresente persino nella vita dell'individuo,ponendosi come obiettivo la lotta alla classi sociali,l'abolizione della proprietà privata,perchè questa,la proprietà privata,è un diritto inalienabile di tutti i cittadini,e se qualcuno può permettersi qualcosa in più ottenuto con lavoro e sacrificio di tutti i giorni,nessuno nemmeno lo stato può impedire al singolo individuo di ottenere un pezzo tutto per se.
    Lo stato in Unione Sovietica,ha creato un clima irrespirabile,di terrore,di virtuale repressione feroce che è riuscita a tenere uniti i popoli dell'Est non tanto perchè questi credevano nella ideologia del comunismo ma perchè l'ideologia si fondava sul terrore,ed era potente proprio perchè col terrore e con la forza imponeva la sua ideologia.
    Una volta che il regime ha terminato la sua spinta ideologica e quando qualcuno ha avuto il coraggio di sfidare il regime cadente,questo si è sfaldato in poche settimane.
    Il regime comunista,che vuole imporre e imporsi come antidoto alle differenze venutesi a creare con la suddivisione in classi sociali e la conseguente lotta di classe,eliminandone la causa con mezzi poco ortodossi,è destinata (magari dopo l'entusiasmo inziale)all'insuccesso,non perchè sotto un certo aspetto sia sbagliato venire in aiuto delle classi più povere e disagiate,ma perchè l'ideologia comunista,attuata alla prova pratica,lo vuole adottare in maniera brutale alcune decisioni, imponendo stipendio base a tutti,un tetto a tutto e a tutti,distruggendo la proprietà privata,collettivizzando terre e statalizzando imprese e fabbriche,proibendo tutto ciò che possa essere vagamente borghese o comunque non proletario.
    Un regime del genere un può reggere a lungo,l'Urss ne è stata un esempio.
    Tuttavia lo statto che volta le spalle,tirandosi indietro dal mercato lasciando prateria al libero mercato anche per coloro che lo sostengono nel modo più crudo e duro possibile,dicendo sottinteso"cari economisti e fiananzieri,scatenatevi" è errato. Lo stato non può tirarsi indietro,dichiarandosi disponibile solo a tutelare la sicurezza del cittadino comune,tenendo un aspetto di spettatore esterno che osserva l'andamento del mercato e dei suoi operatori rifiutandosi di intervenire quando il sistema del libero mercato partorisce una crisi che scaraventa nel baratro chi,quella crisi l'ha subita, lasciando coloro al loro destino,il mercato a una sorta di autolavaggio,e aspettando che il mercato una volta autoripulitosi riprenda le sue funzioni,come se niente fosse accaduto.
    Un modo di pensare ha scatenato la crisi del 1929 e fu proprio grazie all'intervento dello stato che se ne uscì seppur a fatica,l'odierna crisi è il frutto di un modo di pensare quasi identico,e anche di qualche farabutto che ha fatto i suoi comodi e le sue operazioni di comodo e che ha visto l'intervento dello stato nel salvataggio di aziende,banche e che ha visto una storica banca andarsene a gambe all'aria. Cosa voglio dire?
    Semplice,prendiamo il caso della crisi odierna e mettiamo il caso che il governo Statunitense,ligio alla filosofia del non intervento in economia non fosse intervenuto,oggi ci ritroveremmo con banche,industrie,colossi finanziari e uomini d'affari rasi al suolo falcidiati da una crisi ciclica che un sistema capitalistico spesso partorisce. E' stato l'intervento del governo a far si che la crisi,seppur grave sia stata "limitata" evitando disastri peggiori,da qui il fatto che lo stato deve avere un ruolo fondamentale e che deve fissare paletti precisi non perchè deve essere onnipresente ma perchè deve porre dei limiti altrimenti,qualche capitalista potrebbe far danni seri,inoltre lo stato deve anche preoccuoparsi di tutelare e proteggere le fasce più deboli e disagiateche per un motivo o per un altro non devono subire passivamente la legge del mercato e il capitalismo sfrenato,dunque lo stato non solo garante della sicurezza ma anche garante del "benessere" e della salute dei cittadini perchè quei cittadini,formano lo stato ed è ingiusto che solo pochi individui possano ottenre diritti,privilegi prestazioni adeguate mentre il resto annaspa o peggio,affoga.
    Del resto è inconcepibile uno stato onnipresente,che vuole risolovere in maniera discutibile e da un certo punto di vista,ingiusto,i problemi della società adottando una ideologia che se sulla carta o nella mente di qualcuno sembrava la più adatta,in pratica ha procreato mostri e mostruosità.
    Lo stato,come diceva Ubaldo Voli ,deve essere una bilancia equilibrata,dunque adottare le misure giuste nei giusti campi,senza per questo ledere ne la libertà dell'individuo,ne il diritto dell'individuo stesso.
    1° PUNTO.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Associazione Culturale Libertà e Repubblica

    le ampie argoemntazioni dell' amcio Antares sono ampiamente condivisibili , provo ad esprire gli stessi concetti in maniera più concisa e con alcune integrazioni

    POLITICA ECONOMICA E SOCIALE
    Per un repubblicano non sarà mai valida un’ espressione come “ Lo stato non è la soluzione, è il problema”. Per i Repubblicani uno stato deve funzionare nel suo ruolo di regolatore ( Non di attore ogni presente come nel marxismo leninismo) degli interessi, In questo modo è la soluzione, diventa un problema quando non funziona e può non funzionare quando è troppo pesante , ma anche quando è troppo leggero.
    Noi riteniamo che compito delle istituzioni sia la difesa e la promozione dell’ interesse pubblico, e che l’ interesse pubblico stabilmente contenga la difesa dei ceti deboli. Parlando in termini di mercato del contraente più debole, dal consumatore al dipendente, al risparmiatore , all’ utente … Per noi il sistema europeo di stato sociale, pur con tutti i necessari adattamenti è un bene da tutelare, . L’ impresa è il motore dello sviluppo , e deve potersi espandere e creare ricchezza senza ingiustificati ostacoli, che ovviamente non sono rappresentati solo dalla burocrazia , ma anche da posizioni dominanti e accordi che falsano la concorrenza ..
    E’ necessario quindi uno stato forte ed efficiente che non si sostituisca all’ impresa , ma che sappia regolamentare le conseguenze de libero mercato intervenendo nei meccanismi contrattuali.
    I fenomeni che si sono sviluppati negli ultimi decenni in gran parte dell’ occidente industrializzato dove si è enormemente allargata la forbice sociale , e si è diffusa la sensazione di molti strati sociali che la nuove generazioni staranno peggio delle precedenti devono far riflettere. Si viene a spezzare la base di una visione ottimistica della società su cui si era fondata dall’ ‘800 la società liberale.
    In Italia in particolare la mobilità sociale ha raggiunto livelli di assoluta insoddisfazione , in questi anni si è parlato troppo del pur vero contrasto fra lavoratori garantiti e non , ma ciò ha mascherato l’ assoluta inamovilibilità dell’ elite economica e sociale
    Un repubblicano crede nell’ associazionismo come correttivo alla disuguaglianza degli individui di fronte al mercato e nella possibilità di promuoverlo ( senza scadere nell assistenzialismo) da parte del pubblico, come crede nella concertazione fra i vari soggetti sociali, ma senza concedere monopoli né nella parte sindacale né quella imprenditoriale, né a componenti delle stesse.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Associazione Culturale Libertà e Repubblica

    Citazione Originariamente Scritto da antares Visualizza Messaggio
    POLITICA ECONOMICA:
    Economia mista tutta la vita,per me e suppongo per i repubblicani di sinistra e non penso sia la soluzione migliore.

    .iaociao:
    scusa antares , non ho capito , cosa intendi per economia mista tutta la vita ?

  6. #6
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    Post Rif: Associazione Culturale Libertà e Repubblica

    Citazione Originariamente Scritto da lucrezio Visualizza Messaggio
    scusa antares , non ho capito , cosa intendi per economia mista tutta la vita ?
    significa che sono strafavorevole in maniera dogmatica al sostegno di quesgto modello.

  7. #7
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    Predefinito Rif: [L&R] Economia

    Grande Antares , dovremo aprire un 3d su "i repubblicani e le virgole

    tu intendevi

    Economia mista tutta la vita, per me , e suppongo per i repubblicani di sinistra e non, penso sia la soluzione migliore.

    io avevo capito

    Economia mista tutta la vita,per me e suppongo per i repubblicani di sinistra, e non penso sia la soluzione migliore.

    comunque nella mia lettura c'era una "e" di troppo

    iaociao:

  8. #8
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    Predefinito Rif: Associazione Culturale Libertà e Repubblica

    Citazione Originariamente Scritto da antares Visualizza Messaggio
    significa che sono strafavorevole in maniera dogmatica al sostegno di quesgto modello.
    scusa ntares significa che tu sei contro l'economia mista anche in presenza di monopoli naturali? Ricordi cosa significava in termini di corruzione della classe politica, ed in termini di mancato controllo di un settore strategico , le politiche fatte dai signori dell'elettricità?
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

    http://www.novefebbraio.it/

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da antares Visualizza Messaggio
    significa che sono strafavorevole in maniera dogmatica al sostegno di quesgto modello.
    Fra l'altro penso che sarebbe opportuno definire preventivamente quali siano gli interessi pubblici, che dovrebbero essere ffidati alla gestione dello stato e quali, invece, siano gli interessi privati che dovrebbero essere gestiti dai cittadini.
    Un discorso, il mio, che ritengo puramente teorico e conseguentemente applicabile solo usando la dovuta cautela.
    Ultima modifica di ubaldo voli; 22-09-10 alle 14:09
    Ogni cosa è costituita da una o più coppie di poli.
    Detti poli producono:.............

  10. #10
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    Predefinito Rif: [L&R] Economia

    Alla luce delle osservazioni degli amici provo a riformulare la mia proposta

    POLITICA ECONOMICA E SOCIALE
    Per un repubblicano non sarà mai valida un’ espressione come “ Lo stato non è la soluzione, è il problema”. Per i Repubblicani uno stato deve funzionare nel suo ruolo di regolatore ( Non di attore ogni presente come nel marxismo leninismo) degli interessi, In questo modo è la soluzione, diventa un problema quando non funziona e può non funzionare quando è troppo pesante , ma anche quando è troppo leggero.
    Noi riteniamo che compito delle istituzioni sia la difesa e la promozione dell’ interesse pubblico, e che l’ interesse pubblico stabilmente contenga la difesa dei ceti deboli. Parlando in termini di mercato del contraente più debole, dal consumatore al dipendente, al risparmiatore , all’ utente … Per noi il sistema europeo di stato sociale, pur con tutti i necessari adattamenti è un bene da tutelare, . L’ impresa è il motore dello sviluppo , e deve potersi espandere e creare ricchezza senza ingiustificati ostacoli, che ovviamente non sono rappresentati solo dalla burocrazia , ma anche da posizioni dominanti e accordi che falsano la concorrenza ..
    E’ necessario quindi uno stato forte ed efficiente che non si sostituisca all’ impresa , ma che sappia regolamentare le conseguenze de libero mercato intervenendo nei meccanismi contrattuali.
    L' intervento diretto nell' economia può essere giustificato in particolare in quei settori che se abbandonati al mercato produrrebbero monopoli o oligopoli in settori essenziali per la vita dei cittadini
    I fenomeni che si sono sviluppati negli ultimi decenni in gran parte dell’ occidente industrializzato dove si è enormemente allargata la forbice sociale , e si è diffusa la sensazione di molti strati sociali che la nuove generazioni staranno peggio delle precedenti devono far riflettere. Si viene a spezzare la base di una visione ottimistica della società su cui si era fondata dall’ ‘800 la società liberale.
    In Italia in particolare la mobilità sociale ha raggiunto livelli di assoluta insoddisfazione , in questi anni si è parlato troppo del pur vero contrasto fra lavoratori garantiti e non , ma ciò ha mascherato l’ assoluta inamovilibilità dell’ elite economica e sociale
    Un repubblicano crede nell’ associazionismo come correttivo alla disuguaglianza degli individui di fronte al mercato e nella possibilità di promuoverlo ( senza scadere nell assistenzialismo) da parte del pubblico, come crede nella concertazione fra i vari soggetti sociali, ma senza concedere monopoli né nella parte sindacale né quella imprenditoriale, né a componenti delle stesse.
    Ultima modifica di lucrezio; 24-09-10 alle 23:34

 

 
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