L’esponente del Carroccio pronuncia frasi razziste e misogine durante uno show tv. Il Pd insorge, inutili le sue scuse: il partito lo caccia.
Al consigliere regionale della Lega Fabiano Barbisan le scuse non sono bastate a evitargli la cacciata dal partito. “Quei ragazzotti, non si può dire neri, bisogna dire di colore adesso, forse alle donne piacciono perché hanno magari un'altra dote sotto, dai"”. Parole che, in un tentativo di retromarcia, definisce “termini improvvisi”, pronunciate in onda durante uno show televisivo e che gli sono costate l’espulsione dal gruppo del Carroccio.
Eletto in lista Zaia e ora parte del gruppo misto, nel salotto del programma Focus della rete Medianordest Barbisan si è lasciato andare alle esternazioni, complice il tema attuale della guerra e dei migranti. Persone che, a dire del consigliere in dialetto veneto, “vengono qui e sono più gonfi di me”. Non si ferma qui però perché secondo il leghista a incentivare l’integrazione sarebbe ben altro che lo spirito di solidarietà. “Forse alle donne piacciono (i migranti, ndr) perché hanno magari un'altra dote sotto”, ipotizza il consigliere.
Dall’opposizione le polemiche non sono tardate ad arrivare. A protestare, subito, i consiglieri regionali in quota Partito democratico, secondo cui “lo show televisivo di cui si è reso protagonista il consigliere regionale Fabiano Barbisan è qualcosa che va oltre il 'bar sport', con parole che sono a dir poco indegne, a maggior ragione perché pronunciate da un rappresentante delle istituzioni” che “cancella ogni rispetto per le donne, per chi soffre e cerca di scappare dagli orrori, e per lo stesso consiglio regionale del veneto”.
A condannare l’uscita è stato anche il Coordinamento delle donne della Cgil del Veneto. Per l’organizzazione si è assistito a “frasi razziste verso i migranti e offensive verso le donne, che – a suo dire - sarebbero a favore dell'integrazione perché attratte sessualmente dai 'neri'. Il conduttore, Luigi Bacialli, ha preso immediatamente le distanze, ma resta il fatto che sono state pronunciate parole indegne da parte di un importante rappresentante istituzionale, che evidentemente coltiva idee incompatibili con i valori democratici e costituzionali”.
Compresa la gravità delle sue parole e la bufera mediatica montante, dall’Aula ai social, dal consigliere le scuse arrivano rapidamente. “Sono profondamente rammaricato e mi scuso per quanto accaduto l'altra sera in televisione. Quelle mie parole non rappresentano né i miei valori, né, soprattutto, il pensiero del movimento e del gruppo al quale appartengo”, dice Barbisan. Parole tanto veloci quanto poco efficaci perché a intercettare la sua gaffe, oltre all’opposizione, è anche la Lega. Ed è così che, a distanza di poche ore, una nota ne chiarisce la posizione e ne annuncia il “provvedimento di espulsione, che arriva direttamente dal segretario regionale della Liga veneta, per il consigliere regionale Fabiano Barbisan”.
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