Nel 1940 la Russia chiese alla Finlandia la cessione di alcuni territori, per motivi strategici. In sostanza voleva allargare la zona di sicurezza attorno a Leningrado e creare basi nel Baltico , sempre a protezione di Leningrado. L'entità delle richieste, tra cessioni ed affitti, riguardava ca. 2500 km quadri.
In cambio la Russia proponeva la cessione di territori di entità ca. doppia.
I finlandesi, peraltro divisi fra contrari a qualunque trattativa e possibilisti, rifiutarono, anche dopo che i russi avevano ridotto le loro richieste, controffrendo solo modestissime modifiche del confine in Carelia.
Era fin troppo chiaro che la Russia avrebbe preso con la forza quello che veniva rifiutato, per cui non si capisce cosa spinse i finlandesi ad un rifiuto cosi netto.
A quel punto della storia era chiaro che non avrebbero potuto ricevere nessun aiuto, ne dalla Germania ne dai francoinglesi, e quindi una guerra era persa in partenza.
Più che un gesto d'orgoglio, visto adesso sembra un atto di stupida ostinazione.
Oppure ci furono motivi particolari per questo gesto finlandese?




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