di: Andrea Perrone
La Russia condanna la violenza contro i serbi messa in atto dalle truppe di occupazione atlantica. Mosca esprime infatti tutta la sua preoccupazione per le violenze esplose nel Nord del Kosovo e compiute dalla missione della Nato, Kfor, contro la popolazione serba. A condannare la protervia dei militari Nato è stato il portavoce del ministero degli Esteri russo Alexander Lukashevich. “Siamo particolarmente preoccupati per la violenza contro la popolazione serba usata in Kosovo dalla Kfor”, ha tuonato Lukashevich. Intanto sono stati sospesi i negoziati, mediati dall’Ue, tra il Kosovo e la Serbia, dopo gli scontri di martedì scorso.
Il governo filo-atlantico di Belgrado dal canto suo si rifiuta di portare avanti i negoziati a Bruxelles con il governo illegittimo del Kosovo dopo il “no” dell’Unione europea alla richiesta delle autorità serbe di modificare l’agenda dei colloqui per affrontare il tema delle violenze nel nord del Kosovo. “Attualmente la priorità è la situazione ai valichi di frontiera e per noi non esiste alcun altro tema”, ha dichiarato il negoziatore capo per la parte serba, Borko Stefanovic. “Credo che in questa situazione sia irrealistico parlare di energia, telecomunicazioni e iniziative regionali”, ha proseguito Stefanovic.
Diversa la posizione espressa dai tecnocrati di Bruxelles. Il mediatore dell’Unione europea, Robert Cooper, ha dichiarato che la sessione di colloqui, prevista in mattinata a Bruxelles, non c’è stata perché “la delegazione serba non era pronta a procedere alle discussioni”, sottolineando che il dialogo riprenderà “quando la parte serba sarà pronta”. I rappresentanti di Belgrado avrebbero infatti preferito parlare delle violenze contro i loro connazionali. Ma così non è stato. Per gli eurocrati la situazione ai posti di frontiera nel nord del Kosovo “non fa parte né del dialogo né di negoziati separati con la Serbia”, ha sottolineato Cooper. Il dialogo, ha proseguito, “continuerà quando la parte serba sarà pronta a tornare ad impegnarsi” ed ha ricordato come obiettivo dei colloqui resti quello di discutere “di questioni volte al miglioramento della vita delle persone ed all'avvicinamento delle parti all’Unione europea”. Le tensioni intanto non sembrano scemare: tre kosovaro-albanesi sono rimasti feriti in scontri con i serbi nella parte nord di Kosovsla Mitrovica. I tre sarebbero stati aggrediti nel quartiere di Cesmin lug a maggioranza serba. Durante lo scontro si sono uditi colpi d’arma da fuoco. “Le persone aggredite – ha osservato un portavoce della polizia dello staterello fantoccio di Pristina – facevano parte di un importante gruppo di dipendenti che lavoravano nel quadro d’un progetto legato all’ambiente sostenuto da Usaid”, l’agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (United States Agency for International Development). Immediato anche l’intervento dell’ambasciata Usa in Kosovo che ha condannato l’aggressione, schierandosi come al solito al fianco dei migliori alleati di Washington nei Balcani, gli albanesi.
Kosovo: Mosca condanna le violenze contro i serbi | Europa | Rinascita.eu - Quotidiano di Sinistra Nazionale




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