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  1. #1
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    Predefinito La nuova offensiva femminista contro il maschio bianco eterosessuale

    Il tragico ed escrabile omicidio di Giulia Cecchettin da parte di Filippo Turetta ha scatenato una nuova offensiva femminista contro la figura - già vituperata ed attaccata - del "maschio bianco eterosessuale". La circolazione di certe idiozie non è nuova, così come il risalto che hanno. Ma questo episodio ha dato occasione per una forte intensificazione di campagne ideologiche in corso da tempo che, a memoria, non avevano ancora raggiunto una veemenza così forte. È vero che ormai viviamo in un vortice mediatico continuo, in cui gli eventi che si susseguono portano giornali, tv, radio e social network a martellare intensamente su un singolo argomento per poi metterlo del tutto in secondo o terzo piano appena accade qualcosa che nuovamente cattura o spontaneamente o in modo pilotato l'attenzione del pubblico. Lo si è visto nel caso del Covid-19, della guerra russo-ucraina e del rinfocolarsi del conflitto israelo-palestinese. È quindi possibilissimo che fra qualche giorno ci si dimentichi di Giulia Cecchettin e che tutto il clamore mediatico venga improvvisamente meno a favore di qualcos'altro. Tuttavia, non va sottovalutata la pericolosità dell'offensiva in corso: nei talk show, nei giornali, nelle radio, nelle scuole, negli uffici, ecc. si insiste su una tesi sola o quasi, con qualche variazione sul tema che però, nei fatti, risulta essere lo stesso. Il maschio in quanto tale avrebbe una propensione al cd. "femminicidio", che andrebbe neutralizzata a suon di corsi sull'affettività e sull'educazione all'inclusione e al rispetto delle differenze. Tradotto: le solite stronzate. Da quello che dovrebbe essere il controaltare alla sinistra non arrivano significative voci dissenzienti. Anzi, sembra che ci sia un'ampia condivisione delle medesime parole d'ordine. Vale la pena scrivere qualche riga sul perché quest'ennesimo episodio di sudditanza nei confronti della sinistra (intesa lato sensu) sia estremamente negativo: in realtà, si avrebbero tutti gli argomenti per smentire questo cumulo di sciocchezze e slogan urlati.

    Innanzitutto, la nozione stessa di "femminicidio" andrebbe contestata: se il femminicidio è l'omicidio di donne in quanto tali, risulta davvero difficile individuare un caso di uomo che abbia ucciso una donna solo perché tale e non per altri motivi, per quanto esecrabili e gravi. Se questo non è ciò che si vuole intendere per femminicidio, allora non esiste alcuna ragione per coniare ed usare un termine simile: sarà sufficiente parlare di "delitto passionale". Cosa che, peraltro, come noto, nel nostro ordinamento non diminuisce minimamente l'imputabilità dell'eventuale reo: giusto precisarlo per chi volesse obiettare che la categoria del "delitto passionale" sminuisca la gravità di certi delitti.

    In secondo luogo, il patriarcato con quanto accaduto e con episodi analoghi non c'entra nulla. Premesso che, nel corso dei secoli e dei millenni, non è esistito un unico modello patriarcale, ma diversi e, talvolta, con aspetti opposti fra loro, il tipo umano che tale sistema sociale e famigliare indicava come paradigma di riferimento era forte non solo fisicamente, ma anche moralmente. E quindi, lato sensu, stoico: capace di dominare le proprie pulsioni e controllare adeguatamente le proprie emozioni, qualsiasi esse fossero. L'uomo piegato dalle vicissitudini sentimentali e preda delle sue stesse emozioni era considerato - giustamente - un debole. Qua invece siamo di fronte ad un fenomeno tipico di una società in cui si è immersi nel narcisismo e nell'assecondamento indiscriminato delle proprie emozioni. L'incapacità di gestire un rifiuto o la fine di una relazione sentimentale sono una mancanza di autodominio, non un'espressione di forza. L'omicidio causato dalla frustrazione dell'ego o del desiderio (carnale e non) è la ripicca estrema dell'insoddisfatto, del viziato e dell'impotente.

    Si potrebbe obiettare che omicidi del genere sono l'esito amaro, tragico ed estremo dell'ipergamia femminile contemporanea: il timore di tanti uomini - resi non particolarmente appetibili dalle condizioni odierne della "competizione" sessuale - di restare da soli, a causa delle circostanze svantaggiose che si trovano a vivere, può portare a compiere atti del genere. Confesso che, dal mio punto di vista, è un tema che, in generale, si pone, ma non riguarda questo caso in particolare. Penso peraltro che reazioni simili siano comunque sintomo di una debolezza morale divenuta habitus del maschio occidentale debosciato, a cui mancano sempre di più quelle "energie" che, una volta, attingeva dalla sua stessa natura, ormai sempre più sfigurata da anni di metaforica (ma non meno reale) castrazione ed autocastrazione.

    Al netto delle considerazioni di cui sopra, ha senso - almeno nel caso della nostra nazione - parlare di una situazione emergenziale? Le statistiche lo smentiscono. Esiste poi un problema di "mascolinità tossica"? Certamente esistono modi sbagliati vivere la propria mascolinità, così come esistono modi sbagliati di vivere la propria femminilità. Puntare i riflettori solo sui primi, ignorando i secondi, è pura e semplice faziosità ideologica, premesso che una società che ha ormai smarrito, nei più, la distinzione fra bene e male non è propriamente nella posizione per discernere quali siano i modi appropriati per vivere la propria mascolinità o femminilità e quali no.
    Gli uomini sono più violenti? Certamente, essendo più forte fisicamente, è "normale", ancorché sbagliato, che l'uomo sfrutti questo suo vantaggio pure quando non dovrebbe, come nei casi di omicidi del genere. Ma questo non deve far trascurare che esiste una violenza psicologica, più sottile e subdola, ma non meno sbagliata e dannosa, a cui ricorrono molte donne nei confronti dei propri uomini, fermo restando che nemmeno in ambito femminile manchi il ricorso alla forza fisica. Anche in tal caso voler puntare i riflettori solo su un aspetto è indice di faziosità ideologica e svela gli intenti di chi orchestra direttamente o indirettamente certe campagne mediatiche.

    Queste righe che ho scritto di getto non sono esaustive e ci sarebbe molto altro da dire. Vedo poi che il forum attraversa un periodo di scarsa attività. In ogni caso, ve le lascio qui come spunto di riflessione da cogliere per chi lo saprà o lo vorrà fare.
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    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  2. #2
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    Predefinito Re: La nuova offensiva femminista contro il maschio bianco eterosessuale

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Il tragico ed escrabile omicidio di Giulia Cecchettin da parte di Filippo Turetta ha scatenato una nuova offensiva femminista contro la figura - già vituperata ed attaccata - del "maschio bianco eterosessuale". La circolazione di certe idiozie non è nuova, così come il risalto che hanno. Ma questo episodio ha dato occasione per una forte intensificazione di campagne ideologiche in corso da tempo che, a memoria, non avevano ancora raggiunto una veemenza così forte. È vero che ormai viviamo in un vortice mediatico continuo, in cui gli eventi che si susseguono portano giornali, tv, radio e social network a martellare intensamente su un singolo argomento per poi metterlo del tutto in secondo o terzo piano appena accade qualcosa che nuovamente cattura o spontaneamente o in modo pilotato l'attenzione del pubblico. Lo si è visto nel caso del Covid-19, della guerra russo-ucraina e del rinfocolarsi del conflitto israelo-palestinese. È quindi possibilissimo che fra qualche giorno ci si dimentichi di Giulia Cecchettin e che tutto il clamore mediatico venga improvvisamente meno a favore di qualcos'altro. Tuttavia, non va sottovalutata la pericolosità dell'offensiva in corso: nei talk show, nei giornali, nelle radio, nelle scuole, negli uffici, ecc. si insiste su una tesi sola o quasi, con qualche variazione sul tema che però, nei fatti, risulta essere lo stesso. Il maschio in quanto tale avrebbe una propensione al cd. "femminicidio", che andrebbe neutralizzata a suon di corsi sull'affettività e sull'educazione all'inclusione e al rispetto delle differenze. Tradotto: le solite stronzate. Da quello che dovrebbe essere il controaltare alla sinistra non arrivano significative voci dissenzienti. Anzi, sembra che ci sia un'ampia condivisione delle medesime parole d'ordine. Vale la pena scrivere qualche riga sul perché quest'ennesimo episodio di sudditanza nei confronti della sinistra (intesa lato sensu) sia estremamente negativo: in realtà, si avrebbero tutti gli argomenti per smentire questo cumulo di sciocchezze e slogan urlati.

    Innanzitutto, la nozione stessa di "femminicidio" andrebbe contestata: se il femminicidio è l'omicidio di donne in quanto tali, risulta davvero difficile individuare un caso di uomo che abbia ucciso una donna solo perché tale e non per altri motivi, per quanto esecrabili e gravi. Se questo non è ciò che si vuole intendere per femminicidio, allora non esiste alcuna ragione per coniare ed usare un termine simile: sarà sufficiente parlare di "delitto passionale". Cosa che, peraltro, come noto, nel nostro ordinamento non diminuisce minimamente l'imputabilità dell'eventuale reo: giusto precisarlo per chi volesse obiettare che la categoria del "delitto passionale" sminuisca la gravità di certi delitti.

    In secondo luogo, il patriarcato con quanto accaduto e con episodi analoghi non c'entra nulla. Premesso che, nel corso dei secoli e dei millenni, non è esistito un unico modello patriarcale, ma diversi e, talvolta, con aspetti opposti fra loro, il tipo umano che tale sistema sociale e famigliare indicava come paradigma di riferimento era forte non solo fisicamente, ma anche moralmente. E quindi, lato sensu, stoico: capace di dominare le proprie pulsioni e controllare adeguatamente le proprie emozioni, qualsiasi esse fossero. L'uomo piegato dalle vicissitudini sentimentali e preda delle sue stesse emozioni era considerato - giustamente - un debole. Qua invece siamo di fronte ad un fenomeno tipico di una società in cui si è immersi nel narcisismo e nell'assecondamento indiscriminato delle proprie emozioni. L'incapacità di gestire un rifiuto o la fine di una relazione sentimentale sono una mancanza di autodominio, non un'espressione di forza. L'omicidio causato dalla frustrazione dell'ego o del desiderio (carnale e non) è la ripicca estrema dell'insoddisfatto, del viziato e dell'impotente.

    Si potrebbe obiettare che omicidi del genere sono l'esito amaro, tragico ed estremo dell'ipergamia femminile contemporanea: il timore di tanti uomini - resi non particolarmente appetibili dalle condizioni odierne della "competizione" sessuale - di restare da soli, a causa delle circostanze svantaggiose che si trovano a vivere, può portare a compiere atti del genere. Confesso che, dal mio punto di vista, è un tema che, in generale, si pone, ma non riguarda questo caso in particolare. Penso peraltro che reazioni simili siano comunque sintomo di una debolezza morale divenuta habitus del maschio occidentale debosciato, a cui mancano sempre di più quelle "energie" che, una volta, attingeva dalla sua stessa natura, ormai sempre più sfigurata da anni di metaforica (ma non meno reale) castrazione ed autocastrazione.

    Al netto delle considerazioni di cui sopra, ha senso - almeno nel caso della nostra nazione - parlare di una situazione emergenziale? Le statistiche lo smentiscono. Esiste poi un problema di "mascolinità tossica"? Certamente esistono modi sbagliati vivere la propria mascolinità, così come esistono modi sbagliati di vivere la propria femminilità. Puntare i riflettori solo sui primi, ignorando i secondi, è pura e semplice faziosità ideologica, premesso che una società che ha ormai smarrito, nei più, la distinzione fra bene e male non è propriamente nella posizione per discernere quali siano i modi appropriati per vivere la propria mascolinità o femminilità e quali no.
    Gli uomini sono più violenti? Certamente, essendo più forte fisicamente, è "normale", ancorché sbagliato, che l'uomo sfrutti questo suo vantaggio pure quando non dovrebbe, come nei casi di omicidi del genere. Ma questo non deve far trascurare che esiste una violenza psicologica, più sottile e subdola, ma non meno sbagliata e dannosa, a cui ricorrono molte donne nei confronti dei propri uomini, fermo restando che nemmeno in ambito femminile manchi il ricorso alla forza fisica. Anche in tal caso voler puntare i riflettori solo su un aspetto è indice di faziosità ideologica e svela gli intenti di chi orchestra direttamente o indirettamente certe campagne mediatiche.

    Queste righe che ho scritto di getto non sono esaustive e ci sarebbe molto altro da dire. Vedo poi che il forum attraversa un periodo di scarsa attività. In ogni caso, ve le lascio qui come spunto di riflessione da cogliere per chi lo saprà o lo vorrà fare.
    Nonostante le ovvie differenze, devo dire di trovarmi sostanzialmente d'accordo con te. E' anche probabile, come hai scritto, che questa ondata "transfemminista" si sciolga come neve al sole al pari di emergenze quali il Covid o la guerra in Ucraina.
    Potere a chi lavora. No Nato. No Ue. No immigrazione di massa. No politically correct.

  3. #3
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    Predefinito Re: La nuova offensiva femminista contro il maschio bianco eterosessuale

    Tutto il discorso, come hai detto, si basa su fraintendimenti semantici tipici di un'epoca confusionaria e confusa come la attuale.

    1) I femminicidii attuali sono uxoricidii. Quasi nessuno uccide una donna in quanto donna. A noi la figa piace. Di solito le ammazziamo per gelosia, perché rompono i coglioni et similia.
    2) Non esiste proprio alcun patriarcato. La famiglia "tradizionale e patriarcale" è venuta meno negli anni '60. Questi uxoricidii non sono maggiori in numero di quelli degli anni '60. Il maschilismo esiste ancora, non credo sia più forte, ma ha cambiato vento, nel senso che ora la donna è molto più considerata un pezzo di carne rispetto a prima. Questa è conseguenza della sua perdita di valore come madre. La donna smette di essere madre quando il patriarcato muore, non quando il patriarcato trionfa, appunto, e diventa pezzo di carne. Quindi le femministe ritardate dovrebbero al massimo lamentarsi della morte del patriarcato e di non aver costruito nulla dopo.

    Più oggettivamente siamo ancora e forse per ancora un bel po' in un mondo di mezzo. Le femministe stupide potrebbero citare Gramsci ("la crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati"), ma non lo hanno mai letto, quindi non sanno analizzare la realtà. Al momento siamo nel mondo di mezzo post-patriarcale, post-democratico, post-industriale, post-proletario e post-borghese. Rimane un mondo maschilista e gino-centrico a livello sessuale, su questo non c'è dubbio, anche e soprattutto grazie al tardo-femminismo che ha spinto verso la sessualizzazione e l'edonismo, mezzi semplici per ottenere potere sociale ed economico da parte delle vagine. La conseguenza è che per noi le donne sono sempre più solo ritardati pezzi di carne (- e anche per loro stesse!).


    Travaglio, che morto Berlusconi parla di qualsiasi cosa e scrive anche libri su Israele, dice una cosa sensata essendo intelligente:

    Religione per noi significa la dottrina (...) dell'allevamento che renda possibili le anime superiori a spese di quelle inferiori.
    Religion bedeutet uns die Lehre von (...) der Züchtung und Ermöglichung der höheren Seelen auf Unkosten der niederen.

  4. #4
    SMF
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    Predefinito Re: La nuova offensiva femminista contro il maschio bianco eterosessuale

    D'accordo (almeno nella sostanza) su quanto scritto da @Pestis nigra. Il paradosso da sottolineare, in effetti, è che, venendo meno il patriarcato (quello vero, s'intende), è venuta meno una rete di protezione che, nonostante alcune innegabili storture (peraltro, pressoché inevitabili, stante la natura umana), garantiva alle donne una certa sicurezza ed importanza. Oggi la donna gode di una libertà licenziosa, che le consente di "puttaneggiare" liberamente (o comunque più liberamente di quanto avveniva uno o due secoli fa), ma col risultato di essere sempre più ridotta a mero pezzo di carne.
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  5. #5
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    Predefinito Re: La nuova offensiva femminista contro il maschio bianco eterosessuale

    Io non vedo il patriarcato come un mezzo di protezione della donna come dici tu. Effettivamente era un complicato sistema millenario di assoggettamento della donna. Da nietzschiano non do una considerazione di valore sul patriarcato e non mi interessa né difenderlo né attaccarlo. La donna era tutelata perché aveva un ruolo (minoritario), così come erano tutelati gli schiavi a modo loro finché si poteva averli.

    Rimane il punto, però, che ora il patriarcato è morto e che i mostri contemporanei di cui le femministe si lamentano sono i figli del cadavere del patriarcato, non del patriarcato. Cioè, è un punto importante. Se non sanno manco chi è il loro nemico non possono vincere nessuna battaglia (ed infatti stanno ferme alle stesse stronzate sessantottine da 60 anni che ogni tanto riciclano con un nome nuovo o tramite un VIP nuovo).
    Religione per noi significa la dottrina (...) dell'allevamento che renda possibili le anime superiori a spese di quelle inferiori.
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  6. #6
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    Predefinito Re: La nuova offensiva femminista contro il maschio bianco eterosessuale

    Citazione Originariamente Scritto da Pestis nigra Visualizza Messaggio
    Io non vedo il patriarcato come un mezzo di protezione della donna come dici tu. Effettivamente era un complicato sistema millenario di assoggettamento della donna. Da nietzschiano non do una considerazione di valore sul patriarcato e non mi interessa né difenderlo né attaccarlo. La donna era tutelata perché aveva un ruolo (minoritario), così come erano tutelati gli schiavi a modo loro finché si poteva averli.
    Come dicevo nel post d'apertura, il patriarcato nel corso della storia delle civiltà è stato tante cose diverse fra loro, accomunate dal fatto che era la figura maschile ad essere preminente nella famiglia e, generalmente, nella società. Quindi sicuramente c'erano forme di assoggettamento della donna più forti di altre ed in quei casi, effettivamente, se la donna non era nella stessa identica condizione degli schiavi, qualche analogia poteva esserci. Ma in altri casi, invece, la donna, pur restando subordinata all'uomo (non solo nei fatti, ma anche in termini giuridico-legali: si pensi alla permanenza della potestà maritale nel diritto italiano fino a tempi relativamente recenti), godeva di una maggiore autonomia. Quello che però intendevo con l'espressione "mezzo di protezione" è una cosa simile a ciò che hai scritto tu quando hai sostenuto che la donna era tutelata perché, nonostante fosse subordinato a quello maschile, aveva comunque un ruolo ed è in quel senso che lo intendevo.

    Citazione Originariamente Scritto da Pestis nigra Visualizza Messaggio
    Rimane il punto, però, che ora il patriarcato è morto e che i mostri contemporanei di cui le femministe si lamentano sono i figli del cadavere del patriarcato, non del patriarcato. Cioè, è un punto importante. Se non sanno manco chi è il loro nemico non possono vincere nessuna battaglia (ed infatti stanno ferme alle stesse stronzate sessantottine da 60 anni che ogni tanto riciclano con un nome nuovo o tramite un VIP nuovo).
    Concordo, ma con una precisazione: in apparenza stanno vincendo, ma la loro sconfitta è insita nella loro stessa vittoria perché il modello che loro vorrebbero è, fondamentalmente, un "non-modello" o comunque è qualcosa che viola quei pilastri che, anche in termini meramente empirici, hanno consentito ad ogni società di andare avanti. Per usare un'espressione di Augusto Del Noce: è il suicidio della rivoluzione.
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  7. #7
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    Predefinito Re: La nuova offensiva femminista contro il maschio bianco eterosessuale

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Come dicevo nel post d'apertura, il patriarcato nel corso della storia delle civiltà è stato tante cose diverse fra loro, accomunate dal fatto che era la figura maschile ad essere preminente nella famiglia e, generalmente, nella società. Quindi sicuramente c'erano forme di assoggettamento della donna più forti di altre ed in quei casi, effettivamente, se la donna non era nella stessa identica condizione degli schiavi, qualche analogia poteva esserci. Ma in altri casi, invece, la donna, pur restando subordinata all'uomo (non solo nei fatti, ma anche in termini giuridico-legali: si pensi alla permanenza della potestà maritale nel diritto italiano fino a tempi relativamente recenti), godeva di una maggiore autonomia. Quello che però intendevo con l'espressione "mezzo di protezione" è una cosa simile a ciò che hai scritto tu quando hai sostenuto che la donna era tutelata perché, nonostante fosse subordinato a quello maschile, aveva comunque un ruolo ed è in quel senso che lo intendevo.



    Concordo, ma con una precisazione: in apparenza stanno vincendo, ma la loro sconfitta è insita nella loro stessa vittoria perché il modello che loro vorrebbero è, fondamentalmente, un "non-modello" o comunque è qualcosa che viola quei pilastri che, anche in termini meramente empirici, hanno consentito ad ogni società di andare avanti. Per usare un'espressione di Augusto Del Noce: è il suicidio della rivoluzione.
    Ed io concordo al 100%, soprattutto su questa seconda parte del tuo post.
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
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  8. #8
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    Predefinito Re: La nuova offensiva femminista contro il maschio bianco eterosessuale

    Concordo con la quasi totalità delle considerazioni fin qui esposte.
    È ormai abituale che i media mainstream pieghino ogni fatto di cronaca che possa fornire un minimo appiglio, alla narrazione mondialista - femminista. Il caso di Giulia Cecchettin è stato particolarmente virulento, a tratti ai limiti del delirante, ma di certo non sarà l'ultimo. Il dato davvero sconfortante però, a mio avviso, è la totale acquiescenza da parte di chi dovrebbe, almeno in teoria, contrastare questa deriva. La prima preoccupazione della Meloni sembra ormai quella di mostrare che è anche più femminista della sinistra e il suo governo si è totalmente adeguato ai proclami sul patriarcato (mai peraltro così platealmente farlocchi come in questo caso, visto il profilo dell'assassino, emerso fin da subito).
    Basta farsi un giro sui social per constatare come spazi di consenso per chi volesse, sul serio, contestare questo profluvio di propaganda, ci sarebbero eccome, ma tant'è... al di là di qualche timido distinguo, nessuno, nel panorama politico, ha il coraggio di andare.

  9. #9
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    Predefinito Re: La nuova offensiva femminista contro il maschio bianco eterosessuale

    A me sorprende che una mentalità che categorizza le persone in termini di determinismo antropologico e genetico e che tradizionalmente apparteneva alla destra suprematista e ai nazifascismi sia stata rovesciata e fatta propria da questa femmosinistra

    una cosa stranissima ed imprevedibile

    comunque se un soggetto decide che il suo nemico non è il padrone, il ricco, lo speculatore, il latifondista ma il "maschio bianco etero cristiano" c'è puzza di 3braismo suprematista anti-gentile, non può essere una coincidenza
    PATRIMONIALE PROGRESSIVA SU IMMOBILI, DEPOSITI, PRODOTTI FINANZIARI, RENDITE E SUCCESSIONI!

  10. #10
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    Predefinito Re: La nuova offensiva femminista contro il maschio bianco eterosessuale

    Sono pienamente d'accordo:la donna è stata ingannata,mediante il martellamento mediatico (come al solito!!) che l'ha convinta a doversi "liberare" (sì,da tutto ciò che aveva di + bello:la protezione dell'uomo,il rispetto,la possibilità di crescersi i figli) e a vivere la propria vita privata a modalità di bestia (non so se ve ne siete accorti,ma c'è un'epidemia di donne sole e disperate,che va lamentandosi su TikTok per essere stata usate come un pezzo di carne).
    Ovviamente,per poter raggiungere lo scopo,era necessario rappresentare l'uomo come un nemico,come il cattivo che ti vuole ammazzare,come quello su cui non poter contare e anche famiglia/bambini erano da mostrare come fardelli che ostacolano la loro vita (che ora si riduce ad aperitivi con le amiche,durante i quali ci si lamenta degli uomini).
    Un bel disegnino riuscito bene,un ingranaggio in cui le donne si sono fatte incastrare per benino.
    Questo Turetta,poi,io a stento credo che esista.... lo avete sentito parlare? Ci sono immagini,filmati? E che dire della dolce nonnina che aveva nel cassetto un libro appena finito proprio riguardante patriarcato e cavolate simili? Bella coincidenza....
    E quella sorella? Già apparsa su una copertina.... ma guarda un po'.
    Io non credo neanche ad una sola coincidenza.
    Questa gente non fa niente per caso.

 

 
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