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  1. #1
    ik manèbimus òptime
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    Predefinito Autonomia differenziata la fine di un paese..?

    https://www.questionegiustizia.it/ar...pacca-il-paese


    L'autonomia differenziata spacca il Paese
    di Beniamino Deidda
    già Procuratore generale della Repubblica di Firenze e componente del comitato scientifico di Questione Giustizia
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    1. Il progetto di regionalismo differenziato portato avanti dalla Lega, e soprattutto dal dinamismo del Ministro Calderoli, ha già provocato molte e significative opposizioni da parte di qualche commentatore, ma finora non ha avuto considerevoli reazioni da parte delle forze politiche. Se si aggiunge che la materia è un po' ostica e non facilmente comprensibile da larghi strati della popolazione, si vedrà quanto sia facile che il progetto vada avanti per la sua strada nel disinteresse generale.

    Tuttavia non si può dubitare che gli effetti provocati all’approvazione del progetto Calderoli sarebbero davvero rilevanti per i cittadini: l’incidenza sui loro diritti sociali sarebbe decisiva, soprattutto se si considerano le ricadute che l’approvazione del disegno di legge avrebbe per materie delicatissime come la salute e la scuola.

    Finora le critiche al disegno Calderoli si sono appuntate sulle conseguenze sociali ed economiche che la sua approvazione comporterebbe. Conseguenze assai rilevanti tanto da far temere una spaccatura insanabile tra regioni povere e regioni ricche. Non è un caso che Gianfranco Viesti abbia definito il regionalismo differenziato come «la secessione dei ricchi».

    Sono state invece relativamente poche le osservazioni dei commentatori sulla compatibilità del disegno Calderoli con le norme della Costituzione. Con questo breve scritto vorrei esaminare il contrasto di alcuni specifici punti del progetto con il testo della Costituzione italiana.



    2. Occorre innanzitutto sistemare la questione del regionalismo differenziato nella cornice della Costituzione. Tra i principi fondamentali troviamo l’art. 5: «La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento». Come quasi tutte le norme fondamentali della Costituzione, l’art. 5 contiene il rifiuto netto dei valori del passato regime fascista, che aveva realizzato un sistema politico e amministrativo fortemente accentrato, e stabilisce il decentramento di competenze e funzioni a livello locale, come tratto distintivo dello Stato democratico, capace cioè di sollecitare l’esercizio della democrazia in ogni ambito locale. Questo decentramento, tuttavia, viene previsto dopo avere sottolineato che «la Repubblica è una e indivisibile». L’unità e l’indivisibilità della Repubblica costituiscono un richiamo agl’ideali del Risorgimento: non significano solo un’integrazione normativa tra i vari livelli di governo centrale e locali, ma significano soprattutto una unità di valori e di principi condivisi, capace di evitare le derive autonomiste. Quindi non solo un paese unito per territorio, ma anche coeso dal punto di vista dei valori politici, in un processo che vede tutto il popolo italiano unito da vincoli di solidarietà e dal rispetto dei doveri fondamentali previsti nella Costituzione. Ancora, l’espressione “Repubblica indivisibile” significa che la Repubblica è inscindibile, non può cioè essere frazionata o smembrata in tanti staterelli regionali, separati territorialmente. Dunque l’esplicita affermazione dell’unità e indivisibilità della Repubblica significa il rifiuto di ogni separazione territoriale e di ogni indipendentismo o federalismo regionale.



    3. Ma l’onorevole Calderoli l’articolo 5 non lo legge così. Intervistato da un giornalista sui dubbi di costituzionalità del suo progetto di legge, ha risposto: «ma è proprio la Costituzione che promuove le autonomie locali e consente l’autonomia differenziata». Proviamo a chiarire. Ho già illustrato quale fosse l’intenzione dei Costituenti quando scrissero l’articolo 5. Anzi, durante i lavori dell’Assemblea ci fu chi propose che l’espressione «una e indivisibile» comparisse nell’articolo 1 insieme al principio democratico e al fondamento sul lavoro. Quindi certamente per i costituenti l’unità della Repubblica rappresentava il confine invalicabile di ogni decentramento di poteri e di competenze regionali. Ne consegue che la Costituzione favorisce le autonomie e il decentramento amministrativo, purché venga salvaguardata l’unità politica e amministrativa del nostro Paese.

    E’ dunque chiaro che l’onorevole Calderoli e molti altri giocano su una formulazione dell’articolo 5 che solo apparentemente è contraddittoria, perché prevede varie articolazioni territoriali all’interno di una Repubblica una e indivisibile.

    Ma bisogna aggiungere che l’onorevole Calderoli non ha tutti i torti. E’ vero che la Costituzione votata nel 1947 non prevedeva nessuna forma di autonomia differenziata, ma nel 2001 la maggioranza di centro sinistra pensò bene di modificare il titolo V della Costituzione introducendo negli artt. 116 e 117 la previsione di ulteriori forme di autonomia regionale di cui ora si avvale il disegno di legge Calderoli.

    Non solo, il Governo Gentiloni nel febbraio 2018, a tre giorni dalle elezioni politiche, firmò una prima intesa di competenze più larghe con le regioni Veneto, Lombardia e Emilia Romagna. Un anno dopo, nel febbraio e poi nel maggio 2019, il Governo Conte I ha stipulato separatamente con le stesse regioni una bozza d’intesa riguardante il dettaglio delle competenze che sarebbero state trasferite. Infine nel febbraio dell’anno 2020 il governo Conte II ha integrato con nuove materie l’intesa raggiunta con le medesime Regioni.

    Mi pare doveroso ricordate queste circostanze perché lo scempio che si prepara con l’autonomia differenziata ha molti padri e non si identificano tutti con i cattivi secessionisti della Lega o con l’estrema destra ora al Governo.
    Ultima modifica di Sheldon Cooper; 25-01-24 alle 23:45
    Mao Tse-tung "sono convinto che tutti gli uomini nascano buoni, e che pure l'ex Imperatore della Cina possa essere un buon comunista"[/B] @Scomunista Reloaded più incazzoso di prima!!

  2. #2
    ik manèbimus òptime
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    Predefinito Re: Autonomia differenziata la fine di un paese..

    L'Italia è nata su modello del Regno di Sardegna, un'entità forte e centralizzata, e così i Savoia non hanno fatto che applicare lo Statuto Albertino al resto del paese, dal 1860 al 1924 tennero il paese con pugno duro, sopprimendo ogni tentativo separatista, poi abdicando de facto consegnando i paese a Mussolini. La riforma di Calderoli crea de facto 20 entità praticamente autonome, svuotando Roma, e rendendo il governo centrale un mero controfirmante di azioni che non sono più sue..

    I pddini strillano e imprecano, ma sono stati proprio loro a modificare la costituzione che ha introdotto nuovi articoli che consentono a Calderoli di proporre un autonomia differenziate di ben 23 materie, manca solo la difesa

    A me da Lombardo non mi dispiacerebbe che la Lombardia abbia tutte queste competenze e possa trattenersi tutte le risorse necessarie, ma lo stesso tempo temo che si mettano in moto fughe centrifughe di antica data che alla fine porterebbero di fatto alla fine dell'Unità del paese, Calderoli è una volpe e ha confezionato ben bene la polpetta avvelenata, io ritengo che alla fine regioni come la Lombardia non verrà concesso di attribuirsi ben 23 materie, ma parte di esse. Ora i pdioti maledicono la destra e imprecano contro il destino amaro e corrono come topolini impazziti, onde proporre un referendum abrogativo, la riforma costituzionale da loro voluta lo impedisce, oppure voglio modificare l'art 116 117 voluto proprio da loro...

    I Savoia hanno fatto l'Italia, i pdioti la disfano..., messo nel cassetto il risorgimento, Custozza, Vittorio Veneto, il falso mito della resistenza sta avvelenando i paese..., ciò non toglie che venti entità autonome potrebbero essere un boccone ghiotto, la Francia sul Piemonte e parte della Liguria, la Lombardia attratta in un orbita elvetica come nuovo cantone ecc ecc ecc...
    Mao Tse-tung "sono convinto che tutti gli uomini nascano buoni, e che pure l'ex Imperatore della Cina possa essere un buon comunista"[/B] @Scomunista Reloaded più incazzoso di prima!!

  3. #3
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    Predefinito Re: Autonomia differenziata la fine di un paese..?

    c'è da aggiungere che 14 regioni a statuto speciale su 15, quindi comprese le regioni governate dal centrosinistra, sono favorevoli a questa riforma

    La Spagna pur non essendo federale di fatto lo è molto piu' dell'Italia pero' nessuno dice nulla

  4. #4
    ik manèbimus òptime
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    Predefinito Re: Autonomia differenziata la fine di un paese..?

    Citazione Originariamente Scritto da FrancoAntonio Visualizza Messaggio
    c'è da aggiungere che 14 regioni a statuto speciale su 15, quindi comprese le regioni governate dal centrosinistra, sono favorevoli a questa riforma
    Appunto...... che fa Roma e il sud ci manda l'esercito... ? Io sono italiano non voglio la fine dell'unità del paese, ma questo può anche sopravvivere a livello federale come la Confederazione Elvetica.
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  5. #5
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    Predefinito Re: Autonomia differenziata la fine di un paese..?

    non condivido neanche le virgole, lo decide la consulta ciò che è costituzionale e ciò che non lo è
    sinistri, siete dei luridi da vomito, fatevene una ragione

  6. #6
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    Predefinito Re: Autonomia differenziata la fine di un paese..?

    In questa autonomia diffrenziata, le Regioni potrebbero adottare una politica diversa verso i migranti e chi fa richiesta di asilo?
    proverbi popolari:
    Il medico pietoso fa la piaga puzzolente
    Chi vuole, va; chi non vuole, manda
    Chi sa, fa; chi non sa, insegna
    Chi ha argomenti, spiega; chi non c'ha una mazza, insulta

  7. #7
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    Predefinito Re: Autonomia differenziata la fine di un paese..?

    Citazione Originariamente Scritto da Roberto il Guiscardo Visualizza Messaggio
    In questa autonomia diffrenziata, le Regioni potrebbero adottare una politica diversa verso i migranti e chi fa richiesta di asilo?
    ci sono 23 punti, bisognerebbe fare un ricerca di che si tratta

  8. #8
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    Predefinito Re: Autonomia differenziata la fine di un paese..?

    rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni;
    commercio con l’estero;
    tutela e sicurezza del lavoro;
    istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale;
    professioni;
    ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi;
    tutela della salute;
    alimentazione;
    ordinamento sportivo;
    protezione civile;
    Governo del territorio;
    porti e aeroporti civili;
    grandi reti di trasporto e di navigazione;
    ordinamento della comunicazione;
    produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia;
    previdenza complementare e integrativa;
    coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario;
    valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali;
    casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale;
    Enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale;
    organizzazione della giustizia di pace;
    norme generali sull’istruzione;
    tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.

  9. #9
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    Predefinito Re: Autonomia differenziata la fine di un paese..?

    "governo del territorio" potrebbe avere a che fare coi migranti
    "in questa regione non ci vengono..."

  10. #10
    ascpe' mo' vengo!
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    Predefinito Re: Autonomia differenziata la fine di un paese..?

    Citazione Originariamente Scritto da FrancoAntonio Visualizza Messaggio
    "governo del territorio" potrebbe avere a che fare coi migranti
    "in questa regione non ci vengono..."
    Anche il punto "organizzazione della giustizia di pace" è interessante.
    proverbi popolari:
    Il medico pietoso fa la piaga puzzolente
    Chi vuole, va; chi non vuole, manda
    Chi sa, fa; chi non sa, insegna
    Chi ha argomenti, spiega; chi non c'ha una mazza, insulta

 

 
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