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  1. #1
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    Predefinito Ma sulla famiglia, Fini ha solo parlato di "accoglienza"

    Dopo la critica di "Avvenire", ripercorriamo il discorso di Perugia
    Ma sulla famiglia, Fini
    ha solo parlato di "accoglienza"
    di Antonio Rapisarda «Rispettare la persona vuol dire che non si possono distinguere bianchi e neri, cristiani, musulmani ed ebrei, uomini e donne, eterosessuali e omosessuali, cittadini italiani e stranieri». Per questo motivo occorre coniugare «legalità, nazione e il valore del rispetto della persona umana con il corollario della tutela dei diritti civili di ognuno». Così Gianfranco Fini dal palco di Perugia ha inteso tracciare il profilo di Futuro e libertà per ciò che riguarda il tema dei diritti individuali. Passaggio oggettivamente morbido, in linea con un dibattito che è presente trasversalmente nella società così come in tutto il panorama politico occidentale.

    Eppure, proprio da queste parole, è giunta la dura sortita del direttore di Avvenire Marco Tarquinio che, rispondendo a un lettore, ha replicato così alle parole del presidente della Camera: «Spiace constatare – si legge - che il primo a fare le spese lessicali e programmatiche del riproporsi di un Fini-pensiero purtroppo già noto sia stato l'istituto della famiglia costituzionalmente definita (articolo 29), cioè quella unita regolarmente in matrimonio e composta da un uomo e una donna e dai figli che hanno messo al mondo o accolto in adozione». Una replica aspra che vede nelle parole di Fini, assieme al ritorno di un relativismo “piacione”, la riduzione della famiglia tradizionale a mera “ipotesi” all’interno di un minestrone che viene declinato come «calderone dei desideri».

    A questa accusa la risposta la potrebbe dare lo stesso Fini che sempre a Perugia ha spiegato così come intende il ruolo della famiglia: «E la centralità della famiglia, intesa come cellula primaria della società, come principale agenzia educativa: in molti casi ognuno di noi è quello che impara a essere dai suoi insegnanti, dalla madre, dal padre, la famiglia è un fattore di coesione sociale. Se in Italia non ci fosse la famiglia, al di là che sia legale o di fatto, perché nel secondo caso è innegabile che dobbiamo colmare un divario e allinearci a standard europei, dicevo, se la famiglia non fosse nella condizione attuale, se non svolgesse quel ruolo così centrale, il disagio sociale sarebbe ancora peggiore». Come si può notare è difficile scorgere traccia di deriva laicista nel discorso di Fini sulla famiglia. Né tantomeno una volontà di parificazione. Si potrebbe dire, al contrario, che tutto il discorso di Fini sia stato incentrato al tema – tanto laico quanto cristiano – dell’accoglienza.

    Accoglienza non solo verso le richieste di una società complessa che sta mutando. Ma, come si è potuto vedere, accoglienza anche rispetto alle richieste di chi chiede un rilancio e un supporto alla famiglia “tradizionale”. Quella che viene ogni giorno ostacolata non da chi chiede un ampliamento dei diritti ma da chi non mette in piedi politiche di sostegno di questo istituto: dal tema della maternità a quello del diritto alla casa, solo per fare un esempio. E che dire poi del tema della precarietà, il cui superamento come ha auspicato il leader di Fli è la precondizione per dar vita a un nucleo famigliare?

    Come se non bastasse. al di là del fatto che lo stesso Fini ha significativamente citato nel suo discorso le parole di papa Benedetto XVI a proposito di etica pubblica, è nelle azioni che è possibile giudicare se la laicità positiva di Fini sia coerente o meno: che dire, ad esempio, del tema dei respingimenti (dove Futuro e libertà ha votato contro il Pdl e secondo invece i dettami della Chiesa) o quello sull’integrazione degli immigrati (altro tema molto caro alla Santa Sede)? Al netto di tutto questo, e in ragione poi di un partito che si candida a rappresentare il collante del centrodestra che verrà, Fini sui diritti civili ha posto insomma una discussione di larga gettata su un fenomeno che esiste e che proprio per questo non può che essere dibattuto. Perché al centro di questi problemi ci sta sempre e solo la persona. La cui difesa è quel principio che unisce davvero credenti e non.

    10 novembre 2010
    Ffwebmagazine - Ma sulla famiglia, Fini ha solo parlato di "accoglienza"
    Ultima modifica di famedoro; 13-11-10 alle 18:06
    Matsudaira Izu no Kami disse al Maestro Mizuno Kenmotsu: "Voi siete un uomo di grande valore, peccato siate così basso".

    Kenmotsu gli rispose: "E' vero. A volte in questo mondo non tutto va come si desidera. Ora, se io vi tagliassi la testa e l'attaccassi sotto i miei piedi, sarei più alto. Ma è qualcosa che non si potrebbe fare".

  2. #2
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    Predefinito Rif: Ma sulla famiglia, Fini ha solo parlato di "accoglienza"

    Accoglienza, è una parola che potrebbe dire chiunque e infatti nessuno nega il rispetto di tutte le persone e del modo di vita che scelgono.
    Ma appunto c'è il legittimo sospetto che Fini possa essere aperto, anche per posizioni prese tempo fa, oltre che per certe parole di questo stesso articolo che confermano il sospetto, ad un riconoscimento giurisico d economico delle coppie di fatto. E bene intesi, è una posizione legittima, così come è legittimo contrastarla, senza crociate e grida all'arretratezza o all'arrivo dei senza Dio.
    Idem sulla questione della fecondazione. Sappiamo quali furono le posiioni di Fini, allora di minoranza in AN, ora non credo in FLI. E' altrettanto legittimo ce chi non le condivide le faccia notare.
    Against all odds

  3. #3
    fiamma verde
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    Predefinito Rif: Ma sulla famiglia, Fini ha solo parlato di "accoglienza"

    virgolettare -famiglia tradizionale- basta e avanza per capire il pensiero finisteo.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Ma sulla famiglia, Fini ha solo parlato di "accoglienza"

    Citazione Originariamente Scritto da trilex Visualizza Messaggio
    virgolettare -famiglia tradizionale- basta e avanza per capire il pensiero finisteo.
    Nel forum della "Libertà" il 99% dei miei post viene cancellato anche se scrivo cose normalissime. Se chiamassi Berlusconi nano o voi berlusconoidi, figurati, invece tu ci chiami finistei ed io non ti cancello per provocazioni.
    Qui c'è la vera Libertà.
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  5. #5
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    Predefinito Rif: Ma sulla famiglia, Fini ha solo parlato di "accoglienza"

    Non voglio parificare matrimoni a unioni, ma far incontrare le diverse etiche
    di Gianfranco Fini

    Caro Direttore,
    ho letto con attenzione la risposta con cui Lei ha condiviso, dalle pagine del suo giornale, il contenuto di una breve lettera, a firma di Fabio Russo, che (lo dico senza alcuna vena polemica) denota la mancanza di una piena conoscenza di quanto da me affermato domenica scorsa a Bastia Umbra, a proposito della necessità di tutelare la dignità di qualsiasi persona, prescindendo da distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche e di condizioni personali e sociali.
    Mi dispiace, pertanto, che non si sia voluto cogliere nel mio intervento tutto lo sforzo, che da molto tempo compio, per far maturare nell’opinione pubblica quel sentimento di umana disponibilità nei confronti di tutti coloro, italiani e stranieri, che versano in situazioni di forte disagio causato dall’assenza di adeguate politiche di integrazione e di difesa dei diritti.
    Al riguardo, sono convinto che il rapido mutamento della struttura delle nostre società, e più in generale delle società occidentali, accelerato da fenomeni epocali, quali soprattutto la globalizzazione e l’immigrazione, deve indurre tutti ad una profonda riflessione sui valori fondanti e sullo stesso sistema di relazioni che collega tra loro i cittadini e i gruppi sociali.
    E’ in questo contesto che si colloca peraltro il tema democratico, e centrale nel dibattito politico, dell’inclusione dei nuovi diritti che scaturiscono da reali situazioni di fatto e che non possono essere disconosciuti a priori se si mantengono aperti i luoghi del dialogo e del confronto.
    Da uomo politico e delle istituzioni ho sempre riconosciuto il valore fondante della famiglia, così come garantita dall’articolo 29 della Costituzione, e mi sono sempre opposto ad ogni ipotesi di parificazione di trattamento tra matrimonio e unioni di fatto, specie di quelle omosessuali. Ma non per questo ritengo giusto, di fronte all’insufficienza di forme ed istituti giuridici, ignorare alcune legittime esigenze che meritano di essere prese in considerazione dal nostro ordinamento in virtù di quella idea di “laicità positiva” intesa come punto di incontro tra diverse concezioni etiche presenti nella società.
    Del resto, compito dello Stato di diritto è quello di favorire approdi normativi lungimiranti basati sull’unico criterio possibile da adottare, vale a dire quello della “ragionevolezza” delle leggi e della tutela dei diritti dei cittadini.
    Questo, a mio avviso, è l’unico antidoto per debellare ogni pericolosa e strisciante forma di indifferenza umana e sociale che tende a minare la convivenza civile.
    Da questo punto di vista, sono profondamente convinto che il nostro Paese sia molto più avanti, in termini di scelte e di orientamenti culturali, di quanto, talvolta, non lo sia la classe politica italiana troppo spesso dilaniata da odiose ed improduttive contrapposizioni di “schmittiana” memoria.
    Non credo, quindi, che un invito alla riflessione sulla necessità di impedire l’emarginazione delle differenze possa essere liquidato come un qualcosa di strutturalmente ed ideologicamente vecchio.
    Al contrario, ritengo che l’idea di giungere ad una nuova “dimensione etica e morale” della società possa essere perseguita con il contributo fattivo ed intelligente di tutti i grandi “attori” che operano nel nostro territorio, a cominciare dalla Chiesa cattolica che, per ragioni storiche e per la sua forte e radicata presenza, rappresenta un autentico caposaldo nella cultura della solidarietà e della giustizia sociale.

    Non voglio parificare matrimoni a unioni, ma far incontrare le diverse etiche | Generazione Italia
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  6. #6
    fiamma verde
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    Predefinito Rif: Ma sulla famiglia, Fini ha solo parlato di "accoglienza"

    Citazione Originariamente Scritto da apibroker Visualizza Messaggio
    Nel forum della "Libertà" il 99% dei miei post viene cancellato anche se scrivo cose normalissime. Se chiamassi Berlusconi nano o voi berlusconoidi, figurati, invece tu ci chiami finistei ed io non ti cancello per provocazioni.
    Qui c'è la vera Libertà.
    mah! finisteo perche' sarebbe da cancellare?

    e' una definizione direi buonista, parlando seriamente invece avrei usato definizioni quali:
    venduti
    traditori
    giuda
    lacche' dei comunisti

    ed affini.

    saluti.


    posso anticipare che in campagna elettorale sara' tema centrale e martellante.
    Ultima modifica di trilex; 13-11-10 alle 17:02

  7. #7
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    Predefinito Rif: Ma sulla famiglia, Fini ha solo parlato di "accoglienza"

    Citazione Originariamente Scritto da trilex Visualizza Messaggio
    mah! finisteo perche' sarebbe da cancellare?

    e' una definizione direi buonista, parlando seriamente invece avrei usato definizioni quali:
    venduti
    traditori
    giuda
    lacche' dei comunisti

    ed affini.

    saluti.


    posso anticipare che in campagna elettorale sara' tema centrale e martellante.

    E tu qui troverai sempre spazio per scriverlo. Anzi vienici a trovare più spesso. I vostri contenuti debbono essere pubblicizzati.
    Ultima modifica di apibroker; 13-11-10 alle 17:21
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  8. #8
    fiamma verde
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    Predefinito Rif: Ma sulla famiglia, Fini ha solo parlato di "accoglienza"

    Citazione Originariamente Scritto da apibroker Visualizza Messaggio
    E tu qui troverai sempre spazio per scriverlo. Anzi vienici a trovare più spesso. I vostri contenuti debbono essere pubblicizzati.
    non ti preoccupare, lo faccio ogni dove mi e' possibile,

    saluti al vs. יהודה איש־קריות

  9. #9
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    Predefinito Rif: Ma sulla famiglia, Fini ha solo parlato di "accoglienza"

    fosse per me invece avrei applicato i metodi che mi era stato detto di applicare quando moderavo nel forum PDL... ovverosia la cancellazione... ma rispetto la moderazione di api e il post resta...
    Matsudaira Izu no Kami disse al Maestro Mizuno Kenmotsu: "Voi siete un uomo di grande valore, peccato siate così basso".

    Kenmotsu gli rispose: "E' vero. A volte in questo mondo non tutto va come si desidera. Ora, se io vi tagliassi la testa e l'attaccassi sotto i miei piedi, sarei più alto. Ma è qualcosa che non si potrebbe fare".

  10. #10
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    Predefinito Rif: Ma sulla famiglia, Fini ha solo parlato di "accoglienza"

    Citazione Originariamente Scritto da apibroker Visualizza Messaggio
    Non voglio parificare matrimoni a unioni, ma far incontrare le diverse etiche
    di Gianfranco Fini

    Caro Direttore,
    ho letto con attenzione la risposta con cui Lei ha condiviso, dalle pagine del suo giornale, il contenuto di una breve lettera, a firma di Fabio Russo, che (lo dico senza alcuna vena polemica) denota la mancanza di una piena conoscenza di quanto da me affermato domenica scorsa a Bastia Umbra, a proposito della necessità di tutelare la dignità di qualsiasi persona, prescindendo da distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche e di condizioni personali e sociali.
    Mi dispiace, pertanto, che non si sia voluto cogliere nel mio intervento tutto lo sforzo, che da molto tempo compio, per far maturare nell’opinione pubblica quel sentimento di umana disponibilità nei confronti di tutti coloro, italiani e stranieri, che versano in situazioni di forte disagio causato dall’assenza di adeguate politiche di integrazione e di difesa dei diritti.
    Al riguardo, sono convinto che il rapido mutamento della struttura delle nostre società, e più in generale delle società occidentali, accelerato da fenomeni epocali, quali soprattutto la globalizzazione e l’immigrazione, deve indurre tutti ad una profonda riflessione sui valori fondanti e sullo stesso sistema di relazioni che collega tra loro i cittadini e i gruppi sociali.
    E’ in questo contesto che si colloca peraltro il tema democratico, e centrale nel dibattito politico, dell’inclusione dei nuovi diritti che scaturiscono da reali situazioni di fatto e che non possono essere disconosciuti a priori se si mantengono aperti i luoghi del dialogo e del confronto.
    Da uomo politico e delle istituzioni ho sempre riconosciuto il valore fondante della famiglia, così come garantita dall’articolo 29 della Costituzione, e mi sono sempre opposto ad ogni ipotesi di parificazione di trattamento tra matrimonio e unioni di fatto, specie di quelle omosessuali. Ma non per questo ritengo giusto, di fronte all’insufficienza di forme ed istituti giuridici, ignorare alcune legittime esigenze che meritano di essere prese in considerazione dal nostro ordinamento in virtù di quella idea di “laicità positiva” intesa come punto di incontro tra diverse concezioni etiche presenti nella società.
    Del resto, compito dello Stato di diritto è quello di favorire approdi normativi lungimiranti basati sull’unico criterio possibile da adottare, vale a dire quello della “ragionevolezza” delle leggi e della tutela dei diritti dei cittadini.
    Questo, a mio avviso, è l’unico antidoto per debellare ogni pericolosa e strisciante forma di indifferenza umana e sociale che tende a minare la convivenza civile.
    Da questo punto di vista, sono profondamente convinto che il nostro Paese sia molto più avanti, in termini di scelte e di orientamenti culturali, di quanto, talvolta, non lo sia la classe politica italiana troppo spesso dilaniata da odiose ed improduttive contrapposizioni di “schmittiana” memoria.
    Non credo, quindi, che un invito alla riflessione sulla necessità di impedire l’emarginazione delle differenze possa essere liquidato come un qualcosa di strutturalmente ed ideologicamente vecchio.
    Al contrario, ritengo che l’idea di giungere ad una nuova “dimensione etica e morale” della società possa essere perseguita con il contributo fattivo ed intelligente di tutti i grandi “attori” che operano nel nostro territorio, a cominciare dalla Chiesa cattolica che, per ragioni storiche e per la sua forte e radicata presenza, rappresenta un autentico caposaldo nella cultura della solidarietà e della giustizia sociale.

    Non voglio parificare matrimoni a unioni, ma far incontrare le diverse etiche | Generazione Italia
    Sono parole che potrebbe pronunciare chiunque, il vero discrimine è: Fini è a favore di un riconoscimento formale delle coppie di fatto, sì o no? Tutte le altre forze politche lo hanno detto con estrema chiarezza. Manca solo FLI.
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