User Tag List

Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    Sinistra atlantista
    Data Registrazione
    16 Nov 2022
    Località
    Pozzi Neri, Macroverso
    Messaggi
    1,635
     Likes dati
    409
     Like avuti
    141
    Mentioned
    32 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito La decadenza della Nobiltà nel Regno d'Italia

    Sembra incredibile dirlo, ma nell'Italia dell'Ottocento, soprattutto ad unificazione compiuta, restava ben poco di questo universo nobiliare a cui siamo abituati a pensare, vedere nei film o a leggere nei romanzi: tra il 1861 e il 1869 si compì un ciclo normativo apertosi alla fine del Settecento e già gran parte realizzato in tutta la penisola negli anni napoleonici. Lo Statuto Albertino, che diventerà poi la carta fondamentale del Regno d'Italia, fece delle titolature nobiliari una materia costituzionale e assegnando al re d'Italia il potere di conferirne di nuove. Ma qual era il loro valore giuridico? Lo Statuto sabaudo era contraddittorio poiché queste distinzioni sociali di rango venivano poi negate dall'art. 24, secondo il quale tutti i "regnicoli" (ossia gli abitanti del Regno), quali che fossero i loro titoli o gradi, erano uguali davanti alla legge. Tutti godevano di eguali diritti civili e politici a priori. Il rilievo pubblicistico dei titoli nobiliari all'inizio della vita dell'Italia post-unitaria fu quasi inesistente. L'art. 80 dello Statuto impose una revisione nel campo degli ordini cavallereschi: vennero aboliti tutti gli ordini nobiliari degli ex Stati preunitari, confermando solo quelli sanciti da Casa Savoia (ad esempio, l'Ordine civile dei Savoia, l'Ordine militare dei Savoia, l'Ordine supremo dell'Annunziata, l'Ordine della Corona d'Italia, ecc.). Significava quindi non riconoscere meriti e titoli conferiti da sovrani destituiti dalla nuova casa regnante dell'Italia unita (ad esempio, venne abolito l'Ordine Costantiniano, presente nell'ex Sud borbonico ma anche nell'ex Ducato di Parma). Questo riordinamento non poté altro che diminuire di numero i nobili di sangue in tutto il paese, poiché tra l'altro gli ordini cavallereschi sabaudi erano personali e non ereditari. Non fu più neanche un prerequisito per partecipare alla vita di corte essere nobile o di discendenza nobile: era semplicemente qualcosa di anacronistico e superato per i Savoia stessi. In Italia i titoli nobiliari dall'Unità in poi non ebbero più rilievo nel campo del diritto pubblico né in quello privato. L'adozione del nuovo Codice civile nel 1865 abolì le norme successorie d'Antico Regime e ripristinò quelle francesi.

    Lo storico italiano Alberto Maria Banti parla di "ceto-non ceto": si dava riconoscimento giuridico ai titoli nobiliari, ma questi titoli erano svuotati di privilegi di qualunque natura, riempiti occasionalmente di tronfie strategie sociali, dalla soddisfazione di esibire i propri titoli nei salotti mondani e i i propri stemmi araldici delle proprie residenze ereditate. Nella I° Legislatura del Regno d'Italia la percentuale di nobili in Parlamento era del 29,4%, nel 1876 si abbassò a 22,7% e nel 1896 la percentuale risalì al 25,3%. Solo nel periodo della Destra storica, in questo raggruppamento politico i nobili erano quasi la metà di tale classe dirigente (43%), che crollò comunque vistosamente, arrivando nel 1903 ad essere solo il 16%, tornando sul 20,3% nel 1913. Il peso nobiliare nell'esercito italiano era ancora più ridotto: gli ufficiali aristocratici erano solo l'8,3% nel 1872, il 3,1% nel 1887; i generali aristocratici erano il 39,7% nel 1863, ridottisi poi al 33,6% nel 1887. Solo nel corpo diplomatico la presenza nobile fu apprezzabile: nel periodo 1861-1915 i diplomatici nobili furono il 43,2%, con una punta del 65% per quelli operanti all'estero.

    Dal punto di vista patrimoniale le rendite e i possedimenti nobiliari in Italia dopo l'Unità subirono drastici ridimensionamenti in tutte le città e province, probabilmente questo fenomeno di deprezzamento e di svendita fu dovuto anche all'ascesa della borghesia come classe sociale dominante e all'entrata della nazione nell'epoca capitalistica industriale. Ad una svalutazione giuridico-istituzionale dei titoli nobiliari, corrispose un peso politico-economico quantitativamente ridotto e progressivamente decrescente delle nobiltà italiane. Nonostante l'evidente declino del titolo, l'accesso a queste distinzioni esercitò una straordinaria attrazione sul mondo borghese. Quando, nel 1869, venne costituita la Consulta araldica per la verifica e la conferma dei titoli nobiliari negli Stati preunitari, le domande di riconoscimento si affollarono, e furono furibonde le lotte per la determinazione dei criteri da seguire per il conseguimento di queste operazioni. Dal canto loro i Savoia seguirono una politica di nobilitazione molto cauta: ma il fascino del titolo tra l'alta borghesia imprenditoriale e i grandi industriali era davvero forte. Non c'è guida commerciale di una grande città italiana che dall'unificazione alla fine del secolo non pretenda di figurare tra le famiglie nobili locali. Anche lo storico britannico Eric Hobsbawm parlò della borghesia europea ottocentesca come affamata di "nobilitazioni", che rappresentavano uno status symbol irrinunciabile, ma del tutto onorifico in molti casi e come adesione borghese all'ordine dominante.

    Soprattutto nell'Italia centro-settentrionale (a Milano, a Torino, o in Toscana) si creò spesso una frattura tra coloro che scelsero queste soluzioni e altri che trovarono delle iniziative imprenditoriali in campo agricolo o un intenso protagonismo di area liberale. Furono proprio questi nobili "adottivi" e imprenditori a dare la spinta politica alla nuova classe dirigente liberale, a differenza degli aristocratici di vero "sangue blu". A Napoli, ad esempio, persistette a lungo una nobiltà assenteista che era esclusivamente interessata alla vita di corte con strategie endogamiche; l'altra delle province meridionali diede vita al secolare notabilato del Mezzogiorno.

    Insomma, nella Germania imperiale e nel Regno Unito le nobiltà ottocentesche si muovevano tra le contee e il Parlamento, o tra i distretti provinciali e la corte, costituendo un'élite socialmente omogenea, concorde sui fondamenti costituzionali del potere.

    Nel caso italiano post-unitario, invece, la nobiltà non fu in grado di proporsi come nucleo centrale, di rilievo nazionale, delle élite del nuovo Stato, né dal punto di vista istituzionale, né dal punto di vista materiale. D'altronde, diverse erano le tradizioni alle quali le varie nobiltà regionali si richiamavano; erano tanto varie da determinare sensibilità e fedeltà politiche contrapposte. Diverse poi erano le società civili regionali nelle quali si riconoscevano. Nonostante tendenze e sentimenti legittimisti anti-unitari manifeste nelle ex nobiltà dei Ducati di Parma e di Modena, in quelle filo-borboniche del Mezzogiorno o nell'aristocrazia "nera" di Roma e del Lazio fedele all'ex Papato, il politico e giornalista Leone Carpi nel 1878 scriveva che non ci fosse francamente alcun pericolo di revanchismo nobiliare legittimista e che "sarebbe follia il credere ch'essa osasse scongiurare in danno delle nuove istituzioni per far trionfare un passato che è spento per sempre". Il processo di unificazione nazionale piuttosto tardo non consentì una ricomposizione unitaria della nobiltà italiana che ne sancì il declino definitivo a livello socio-materiale e la emarginò progressivamente da ogni decisionismo e influenza politici.

  2. #2
    Sinistra atlantista
    Data Registrazione
    16 Nov 2022
    Località
    Pozzi Neri, Macroverso
    Messaggi
    1,635
     Likes dati
    409
     Like avuti
    141
    Mentioned
    32 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: La decadenza della Nobiltà nel Regno d'Italia


  3. #3
    Leggenda
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    abroad
    Messaggi
    104,030
     Likes dati
    13,248
     Like avuti
    19,545
    Mentioned
    2113 Post(s)
    Tagged
    44 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    1

    Predefinito Re: La decadenza della Nobiltà nel Regno d'Italia

    bè che dire, peccato
    Meglio un nobile con tutta una serie di obblighi e regole da non trasgredire
    che un palazzinaro mafioso, corrotto, senza nessuna educazione e senza scrupoli
    il fascismo uso' molto i nobili e molti gerarchi del fascismo vennero creati conti, duchi o marchesi dal re

  4. #4
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    02 Apr 2023
    Messaggi
    9,528
     Likes dati
    19
     Like avuti
    1,424
    Mentioned
    99 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: La decadenza della Nobiltà nel Regno d'Italia

    Citazione Originariamente Scritto da FrancoAntonio Visualizza Messaggio
    bè che dire, peccato
    Meglio un nobile con tutta una serie di obblighi e regole da non trasgredire
    che un palazzinaro mafioso, corrotto, senza nessuna educazione e senza scrupoli
    il fascismo uso' molto i nobili e molti gerarchi del fascismo vennero creati conti, duchi o marchesi dal re
    A Dongo avevano l'oro rubato tanto erano nobili. Per fortuna venne fatto sparire.

  5. #5
    duca di rivoli
    Data Registrazione
    27 May 2009
    Località
    LOMBARDIA - Alpi
    Messaggi
    30,758
     Likes dati
    2,911
     Like avuti
    8,722
    Mentioned
    405 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito Re: La decadenza della Nobiltà nel Regno d'Italia

    qualche mese fa ho letto il celebre "il cappello del prete" di emilio de marchi, anno 1888. il primo "giallo" italiano.
    il protagonista è il barone Carlo Coriolano di Santafusca, nobile spiantato napoletano pieno di debiti.
    la borghesia italiana vedeva così i nobili italici...

  6. #6
    Moderatore
    Data Registrazione
    19 Nov 2007
    Località
    Milano
    Messaggi
    58,571
     Likes dati
    2,725
     Like avuti
    9,774
    Mentioned
    1541 Post(s)
    Tagged
    11 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    8

    Predefinito Re: La decadenza della Nobiltà nel Regno d'Italia

    Citazione Originariamente Scritto da FrancoAntonio Visualizza Messaggio
    bè che dire, peccato
    Meglio un nobile con tutta una serie di obblighi e regole da non trasgredire
    che un palazzinaro mafioso, corrotto, senza nessuna educazione e senza scrupoli
    il fascismo uso' molto i nobili e molti gerarchi del fascismo vennero creati conti, duchi o marchesi dal re
    marchesi non è possibile, marchese non è un itolo nobiliare qualsiasi, do po il e il principe ereditario il marche è il pù alto nella scala della nobiltà
    I partiti politici non sono più in grado di rappresentare le nuove esigenze che emergono dalla popolazione.

  7. #7
    Leggenda
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    abroad
    Messaggi
    104,030
     Likes dati
    13,248
     Like avuti
    19,545
    Mentioned
    2113 Post(s)
    Tagged
    44 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    1

    Predefinito Re: La decadenza della Nobiltà nel Regno d'Italia

    Citazione Originariamente Scritto da mixkey3 Visualizza Messaggio
    A Dongo avevano l'oro rubato tanto erano nobili. Per fortuna venne fatto sparire.
    a Dongo non c'erano certo i nobili, quelli avevano scaricato il fascismo il 25 luglio del 1943 e si erano messi con i cari adorati antifascisti
    a beata ignoranza

  8. #8
    Leggenda
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    abroad
    Messaggi
    104,030
     Likes dati
    13,248
     Like avuti
    19,545
    Mentioned
    2113 Post(s)
    Tagged
    44 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    1

    Predefinito Re: La decadenza della Nobiltà nel Regno d'Italia

    Citazione Originariamente Scritto da cireno Visualizza Messaggio
    marchesi non è possibile, marchese non è un itolo nobiliare qualsiasi, do po il e il principe ereditario il marche è il pù alto nella scala della nobiltà
    eppure Badoglio fu fatto Marchese del Sabotino, oltre a Duca di Addis Abeba, è il primo nome che mi viene in mente

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 40
    Ultimo Messaggio: 24-02-20, 19:12
  2. Italia: Regno della mediocrità
    Di screening nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 28-03-14, 14:53
  3. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 03-12-13, 03:10
  4. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 21-09-09, 17:15
  5. Essenza della nobiltà
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 24-11-06, 14:15

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito