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  1. #1
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito Elezioni “regionali” sarde 2024

    Avrei potuto aprire l’argomento oltre due anni fa, considerando i primi approcci alla scadenza elettorale del prossimo 25 febbraio da parte di esponenti indipendentisti.
    Tuttavia, nell’assistere alla deprimente evoluzione nelle trattative preelettorali delle formazioni che si richiamano all’indipendentismo, in questi ultimi mesi, ho preferito aspettare l’ultima scadenza relativa alla presentazione dei candidati alla presidenza della RAS e delle liste a sostegno con i rispettivi programmi, per valutare schieramenti e proposte.

    Avevo già accennato, nella discussione “Non voto”, in occasione delle elezioni del Parlamento italiano nel settembre del 2022, alla responsabilità delle sigle indipendentiste per le contradditorie o discutibili prese di posizione su avvenimenti quali la pandemia e la guerra mossa dalla Russia all’Ucraina, passando per l’ostentazione della appartenenza religiosa; tanto da scoperchiare il “Vaso di Pandora” dell’indipendentismo sardo.
    In ordine cronologico, mi riferisco ad esempio alle posizioni no vax di esponenti dai quali non mi sarei aspettato tale atteggiamento.
    Dopodiché la giustificazione dell’aggressione militare mossa dalla Russia all’Ucraina e la denigrazione della resistenza di quest’ultima all’occupazione dei suoi territori, spesso tacendo gli attacchi alla popolazione civile.
    Per finire con l’alzata di scudi, da parte di alcuni, quando si mettono in discussione argomenti attinenti la sfera religiosa.
    Se aggiungiamo le differenze in merito alla tutela della lingua sarda, tra chi sostiene la famigerata LSC (Limba Sarda Comuna) e chi propone il doppio standard, nonché la contrapposizione nello schieramento politico classico, era chiara l’impossibilità di un qualche accordo in vista delle elezioni.

    A questo punto, l’alternativa poteva essere quella di non partecipare alla competizione elettorale o scendere a compromessi con i partiti o movimenti italiani.
    In tal senso ho provato a immaginare le motivazioni che hanno portato la maggior parte delle sigle indipendentiste a far parte di coalizioni con all’interno simboli “made in Italy”.
    Sicuramente al primo posto c’è la vergognosa e antidemocratica legge elettorale che di fatto elimina o limita fortemente la rappresentanza delle minoranze politiche, l’opposto di una qualche forma di proporzionalità, considerata la soglia percentuale da raggiungere per singoli partiti o coalizioni.
    Una seconda motivazione potrebbe essere la legittima aspirazione ad entrare “nel palazzo”, per cercare di portare in Consiglio regionale le proprie istanze politico-programmatiche sia in posizione di minoranza che a maggior ragione al governo.
    In entrambe le circostanze, un eventuale accesso nei luoghi decisionali della più importante istituzione in Sardegna, consentirebbe di prendere “confidenza” con l’apparato amministrativo, in attesa di tempi migliori per certi obiettivi; ma temo si possa trasformare presto in una pia illusione.
    Proverò, nei post successivi, a condividere qualche considerazione su come si è arrivati agli schieramenti che tra una settimana conosceranno il loro esito, e i Sardi il loro destino politico per i prossimi cinque anni.
    Intanto, riporto un primo link sui candidati alla presidenza, le rispettive liste a sostegno e i candidati al Consiglio regionale.
    Il sito è quello ufficiale della Regione Autonoma della Sardegna, che però non ha ancora pubblicato i programmi elettorali proposti dai quattro candidati, pur dovendo essere contestuali.
    Questo il sito principale:
    https://elezioni.regione.sardegna.it/regionali/2024/
    Dalla pagina generale si accede alle specifiche informazioni.
    Il successivo link invia alle candidature e liste:
    https://elezioni.regione.sardegna.it...dature-e-liste

  2. #2
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito Re: Elezioni “regionali” sarde 2024

    Inizio i post sui quattro schieramenti, dedicando poche parole alla coalizione di destra-centro, la più lontana rispetto ai valori e ideali espressi in questo forum, che dopo un tira e molla tra la Lega e Fd’I ha optato per l’attuale Sindaco di Cagliari Paolo Truzzu quale candidato Presidente, anche a seguito dell’inchiesta per corruzione, con il sequestro di beni e immobili deciso dalla Procura di Cagliari nei confronti del “Governatore” uscente Christian Solinas, costretto almeno in questa tornata a farsi da parte.

    L’ormai ex Presidente non è candidato nelle liste del Partito Sardo d’Azione e, probabilmente, potrebbe essere esautorato dalla carica di Segretario del partito, a seguito del ricorso presentato in Tribunale a Cagliari per inadempienze e irregolarità rispetto allo statuto.

    Ma la sorte del Partito Sardo d’Azione merita una discussione a parte, perché presumo che qualsiasi risultato consegua, sarà comunque il funerale politico di questo storico Partito, a cui in passato ho dedicato decenni di impegno ed energie.

    Non ho avuto il piacere (si fa per dire) di trovare un programma organico scritto della coalizione, affidato a tematiche disarticolate tra loro, che sembra seguire una politica a compartimenti stagni, almeno per quanto ho potuto attingere in rete.
    Ma sicuramente destinato ad essere succube ai voleri del governo italiano.

    Chi volesse trovarne traccia potrebbe visitare il profilo facebook del candidato presidente.
    https://www.facebook.com/truzzupaolo

  3. #3
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    Predefinito Re: Elezioni “regionali” sarde 2024

    Passando alla coalizione del cosiddetto Campo largo, la sua composizione si è caratterizzata da una lunga ed estenuante diatriba tra chi sosteneva l’opportunità delle primarie per la scelta del candidato presidente e, come già deciso dai vertici romani di PD e M5S, di adeguarsi al nome di Alessandra Todde.

    In questa disputa, il cui protagonista in dissenso è stato Renato Soru, c’è da sottolineare il sostegno di LibeRU, forse il partito politico indipendentista attualmente più strutturato, ma che ha suscitato parecchi malumori per aver deciso di partecipare alle consultazioni “trattando” con partiti non sardi.

    L’esito è noto, avendo Renato Soru abbandonato il PD per costituire una nuova coalizione.

    Lo slogan, poco originale: Sardegna, è ora!

    Il programma è accessibile al seguente link:
    https://www.alessandratodde.com/wp-c...a_digitale.pdf

    A mio parere un programma insipido, sulla scia di un autonomismo più o meno da aggiornare, sostanzialmente per il mantenimento dello status quo.

    Tra le tredici sigle (superstizione a parte) e rispettive liste che compongono la coalizione, è presente quella di Fortza Paris, partito autoctono di centro facente parte della precedente maggioranza di centro destra al governo della RAS.

    Ma vorrei soffermarmi sulla lista del Movimento 5 stelle, sotto il cui ombrello ha scelto di ripararsi A innantis!, simpatica associazione politico-culturale, inizialmente a conduzione familiare, una sorta di “almanacco del giorno dopo” che propone pillole di storia sarda, in salsa indipendentista.

    Nelle sue liste è candidato il leader, noto “Re Mida” (a su travessu) dell’indipendentismo sardo, che dopo aver co-fondato IRS lo ha affossato per costituire ProgReS, abbandonato per creare il “Partito dei sardi” col sodale Maninchedda, lasciato dopo le vicende dell’Operazione Ippocrate.

    Noto per aver cercato di infangare padri del Sardismo come Emilio Lussu e Camillo Bellieni, rei di non essere indipendentisti e, nel caso di Lussu, rimproverandogli di essersi firmato Lusso e non Lussu, rinnegando così la sua “sardità”; ma dimostrando di non conoscere la biografia scritta da Giuseppe Fiori “Il Cavaliere dei Rossomori”, in cui viene ricordato che Lussu vantava una ipotetica discendenza dal pittore manierista sardo Andreas Lusso, ogliastrino, attivo tra il ‘500 e ‘600, il quale accanto alla firma dei suoi quadri sottolineava la propria nazionalità sarda, per distinguersi dai pittori forestieri.

    La coerenza, nel panorama politico sardo anche in ambito indipendentista, è merce rara.

  4. #4
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    Predefinito Re: Elezioni “regionali” sarde 2024

    Rispetto, per la candidata alla presidenza Lucia Chessa e la lista Sardegna R-esiste.

    Segretaria nazionale dei Rossomori, già Sindaca di Austis, molto difficilmente avrà i numeri per entrare in Consiglio regionale; dimostra coraggio nell’affrontare in solitudine la campagna elettorale per sostenere le proprie idee.

    Se non altro potrà usufruire di una qualche visibilità da utilizzare come investimento politico.

    Avendo contribuito nel mio piccolo alla nascita di Rossomori ed essendone poi uscito, posso affermare che il partito non è mai stato indipendentista, per quanto avesse mantenuto in un primo tempo qualche ambiguità.

    Adesso, per quanto lo statuto non sia stato modificato più di tanto, risulta tendente ad un “autonomismo di fatto”, auspicando una vaga autodeterminazione per il popolo sardo.

    Qui il link al programma:

    https://www.sardignaresiste.it/wp-co...-esiste_A5.pdf

  5. #5
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    Predefinito Re: Elezioni “regionali” sarde 2024

    Ed eccoci alla Coalizione sarda della “Rivoluzione gentile”.

    In un sussulto di dignità, magari forzata dal rifiuto del PD sulle primarie, perché è risaputo che c’è chi propone e chi dispone, Renato Soru ha catalizzato diverse anime dell’indipendentismo sardo, portandosi dietro anche parte dello stesso PD.

    Vale la pena osservare la composizione della coalizione che vede riesumato il simbolo di Progetto Sardegna, formazione tutto sommato identitaria creata da Soru e che lo portò alla presidenza della RAS;

    seguita da Vota Sardigna, nelle cui liste sono candidati rappresentanti di IRS, ProgReS, ed altri esponenti conosciuti gravitanti nell’area indipendentista;

    continuando con LibeRU che ha avuto un ruolo determinante avendo da subito sostenuto la candidatura di Soru alla presidenza;

    passando poi a Rifondazione Partito Comunista;

    terminando col simbolo che comprende +Europa, Azione e UPC (il cui acronimo mi sfugge).

    Da specificare che in un primo tempo, mentre si svolgevano le consultazioni sulle eventuali primarie, IRS, ProgReS, Rossomori, Rifondazione, Potere al popolo e Partito Comunista pensavano ad un polo alternativo, a mio avviso senza alcuna speranza.

    Da aggiungere il sostegno esterno di Claudia Zuncheddu, leader indipendentista.

    L’unica presenza a mio parere inquietante, che in questa circostanza agisce dietro le quinte, è del noto affabulatore abituato alle mani-in-pasta della politica.

    Fatta questa fugace presentazione, diventa interessante visionare il programma della coalizione:
    https://renatosoru.it/wp-content/upl..._1febbraio.pdf

    Sicuramente contiene molti spunti importanti e condivisibili, ma vorrei soffermarmi sul primo capitolo degli otto proposti, intitolato “La seconda autonomia”.

    Soprattutto su questo tema, che attiene ai rapporti tra Regione Autonoma e Stato, si gioca il ruolo delle liste indipendentiste nella coalizione, ma già dal titolo, direi sia prevalso un compromesso che difficilmente potrà modificare la sudditanza istituzionale.

    Si parla di “Consulta Statutaria” per un aggiornamento dello Statuto sardo da far approvare al Parlamento italiano: niente di più illusorio.

    Ci si dimentica che la Corte Costituzionale respinse la dicitura “sovranità del popolo sardo”, approvata proprio durante la legislatura soriana, se non ricordo male, impugnata dal governo Prodi su indicazione della Ministra Lanzillotta.

    Si attribuisce poi una valenza tutta da dimostrare alle norme di attuazione e alla legge Statutaria del 10 luglio 2008: sarebbe già un grande risultato modificare l’attuale legge elettorale.

    Dopodiché, non si fa alcun riferimento all’affermazione del concetto di Nazione sarda, il solo che potrebbe avere un effetto politico dirompente, ma solo coinvolgendo tutto il popolo sardo, senza intermediazioni rappresentative.

  6. #6
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    Predefinito Re: Elezioni “regionali” sarde 2024

    A conclusione di questa breve carrellata degli schieramenti, a tre giorni dalle elezioni, avevo considerato l’astensione dal voto semplicemente perché non mi sento rappresentato nel percorso verso una reale distinzione nei rapporti istituzionali con lo Stato e perché poco incline ai compromessi, così come nelle tornate elettorali precedenti.

    Tuttavia la posta in gioco in questa circostanza è troppo importante per il rischio di prolungare l’agonia sociale, economica, culturale e più generalmente politica della Sardegna.

    Pertanto andrò a votare Renato Soru come presidente e una delle due liste indipendentiste, Vota Sardigna o LibeRU.

    Pur consapevole che non tutto l’indipendentismo è presente nella Coalizione sarda, come la scelta coerente di Sardigna Natzione che per il suo statuto non può far parte di coalizioni con partiti italiani e altre sigle che hanno dichiarato l’astensione, che resterà comunque alta.

    Vedremo i risultati e, comunque vada, andrà seguito con interesse il proposito della Coalizione sarda di lavorare ad un nuovo soggetto politico.

  7. #7
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito Re: Elezioni “regionali” sarde 2024

    Giusto qualche nota per archiviare l’argomento, a risultati elettorali acquisiti dopo quasi un mese dalle elezioni , e una Giunta regionale in via di definizione.

    Qui l’ufficialità:
    BURAS | Avviso del 20/03/2024 (regione.sardegna.it)

    Da qualsiasi prospettiva si osservi l’esito del voto non si può che sottolineare, ancora una volta, la vergogna di questa legge elettorale.
    Di fatto, a causa delle soglie di sbarramento e un sistema maggioritario fagocitante, viene deformata la reale rappresentanza politica democratica, contribuendo così ad aumentare l’astensionismo e la sfiducia negli ambienti del “palazzo”.
    Non ci sono più aggettivi per denunciare delle norme coercitive che tendono a comprimere artificiosamente la rappresentanza politica, ridotta ad un bipolarismo che sacrifica la democrazia partecipativa.
    Il dato della astensione, che sfiora il 50%, conferma che metà dell’elettorato è consapevole di non poter essere rappresentato e pertanto neppure partecipa alle elezioni.
    Astensione destinata a crescere, se le regole non saranno modificate.

    Staremo a vedere se i propositi contenuti nel Programma politico della coalizione vincente, descritti in “Azione Progettuale 2: Rappresentanza e nuova Legge Elettorale” saranno mantenuti.

    Mi permetto di suggerire, poiché la Presidente Alessandra Todde proviene da un Movimento che aveva fatto della democrazia partecipativa (perlomeno digitale) una bandiera, “quelli dell’uno vale uno”, di legiferare in merito alla possibilità di raccogliere le firme digitali certificate sia per la presentazione delle liste che, soprattutto, per la raccolta delle stesse finalizzate a proposte di Referendum di iniziativa popolare, perlomeno consultivi.

    Sarebbe un segnale di apertura alla società civile.

 

 

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