Il travisamento è la condizione ordinaria del presidente dello Stato semi-libero di Berlusconistan.
A volte è fisico, ed ecco i cappelli, i capelli, il cerone e i tacchi a spillo, altre volte si estende all’intera realtà che lo circonda e, ahìnoi, ci circonda.
A volte ha la funzione di nasconderla, la realtà, altre di obbligarci a distogliere lo sguardo da essa per rivolgerlo altrove.
Scoppia il penoso caso-Noemi ed ecco un furibondo attacco al Parlamento, ai giudici, alla moglie e al composito fronte della «stampa comunista»: da Famiglia Cristiana al Financial Times.
La crisi economica divampa ed eccolo - il giorno in cui il governatore della Banca d’Italia nella sua relazione annuale dà le cifre di un’autentica catastrofe - tra le consuete macerie abruzzesi.
È un po’ nervoso.
Forse teme che qualcuno, tra la folla, possa gridare qualcosa di inopportuno.
Chissà.
Fatto sta che sferra un attacco preventivo alla magistratura «eversiva» che vuole «cambiare il voto popolare».
A cosa si riferisce?
Niente.
Riprende il controllo, cambia maschera.
Ed ecco il cappello da cuoco e le promesse a vanvera.
Gli allegri campeggiatori abruzzesi potranno proseguire la vacanza sul mare.
Già, andranno in crociera.
Sul Titanic.
Le cifre del naufragio parlano di una disoccupazione destinata a superare il 10 per cento.
Di due milioni di precari che a fine anno resteranno senza lavoro.
Di un milione e 600mila lavoratori che non avranno alcun sostegno se perderanno il posto.
Di altri 800mila che devono sopravvivere con 500 euro al mese.
E parlano, sia pure con molta prudenza, dell’inadeguatezza di una politica economica che ha trascurato le prime e più fragili vittime della crisi: i lavoratori precari e le piccole imprese.
Com’era naturale, il premier si è detto soddisfatto.
Ha definito il discorso del governatore «molto berlusconiano».
E subito dopo è rientrato nel camerino per preparare la prossima puntata di quello che l’organo del Partito comunista americano, il New York Times, ieri ha definito «un reality show».
l'Unità.it




Rispondi Citando
NON MIA!!)

onf: ma che fine ha fatto) e poi e arrivato abruzzo e il governo si è messo a parlare solo di quello, a dire che opposizione era disfattista la crisi non c'era
