... FA L'ENNESIMA GIRAVOLTA – ORA IL CAPITONE SI DICHIARA LIBERALE, FILO-UCRAINA, DICE CHE L’ACCORDO COL PARTITO DI PUTIN “ERA DI NATURA CULTURALE MA ORA NON ESISTE PIÙ" (“CALENDA ASPETTA LA RACCOMANDATA CON LA RICEVUTA DI RITORNO? MANDERÒ UNA PEC A PUTIN”) FA LE FUSA ALLA MELONI (“CI FREQUENTIAMO NON SOLO A PALAZZO CHIGI”) E SPARA COME LA SORA GIORGIA SU STELLANTIS, “UN’AZIENDA CHE AGLI ITALIANI È COSTATA MILIARDI”. POI BACCHETTA VANNACCI SUI GAY E SCIOGLIE UN PEANA PER BOSSI…
Mario Sechi per “Libero quotidiano”
In Parlamento si vota la mozione di sfiducia, lui, Matteo Salvini, ministro, leader di partito, nemico pubblico della sinistra, sfodera buon umore. Ha accettato di parlare a tutto campo, senza rete, di questi tempi è un buon segno per un politico di lungo corso.
Davvero il ministro Matteo Salvini è tranquillo?
«Assolutamente, è una giornata piena. Quella di oggi è la rappresentazione plastica della sinistra che vive sulla luna. Stanno cercando quello che non c’è, un processo su un accordo - peraltro negli organismi internazionali da cui i russi erano stati espulsi, dunque avrei collaborato solo con me stesso - che fin dall’inizio della guerra in Ucraina abbiamo detto che era stato annullato.
Avevo stima di Putin come uomo di governo fino all’invasione dell’Ucraina? Sì, come ce l’avevano Berlusconi, Renzi, Prodi, come tutti i capi di governo che si sono succeduti. Io Putin l’ho visto una volta nella vita, mentre altri ci hanno fatto accordi commerciali, economici, ripeto, giustamente. Il problema non è il popolo russo, il problema è aver scatenato una guerra senza senso di cui il mondo avrebbe fatto volentieri a meno.
Quindi è chiaro che se fino al giorno prima tutti avevano una certa opinione di Putin - e ripeto, altri ci hanno fatto accordi commerciali da miliardi, io ci avevo fatto un accordo culturale - nel momento in cui scateni una guerra passi dalla parte del torto, punto. Non c’è niente da disdire, perché non c’è niente in essere. Altro paio di maniche è, come anche oggi ha ricordato il Santo Padre, lavorare per la fine di questa guerra. Spero che il 2024 in questo senso sia per il bene di tutti l’anno della pace e non dell’inasprimento».
La preoccupano le voci sulle difficoltà crescenti dell’esercito ucraino?
«Organizzo il primo G7 la settimana prossima a Milano, dall’11 al 13 aprile, con americani, britannici, giapponesi e l’invitato esterno è il ministro ucraino delle Infrastrutture, perché il primo punto del dossier sarà la ricostruzione dell’Ucraina. Mentre si discute di mozioni di sfiducia surreali in Parlamento, il pericoloso russofilo Salvini ha invitato il collega ucraino al tavolo con i potenti del mondo per parlare di ricostruzione. E quindi la ricostruzione prevede la cessazione delle ostilità.
Spero che arrivi prima e in ogni caso attendo con ansia le elezioni americane di novembre, perché la svolta repubblicana significa un ritorno all’equilibrio, alla moderazione e alla pace. Spero in notizie positive, senza tracolli militari prima di novembre».
Lei è d’accordo con Marine Le Pen che qualche giorno fa ha elogiato la resistenza del popolo ucraino?
«Assolutamente sì, sono d’accordo con Le Pen. Chi viene aggredito ha il diritto e il dovere di difendersi. E a maggior ragione inorridisco quando Macron, per recuperare terreno in Francia (con scarsi risultati), ipotizza l’invio di truppe europee a combattere e morire in Ucraina. Su questo il governo italiano si è espresso chiaramente, penso che agli italiani faccia più piacere l’atteggiamento di Le Pen e non quello di Macron».
Sente il suo partito più vicino all’Ucraina rispetto al Pd e ai Cinque Stelle?
(Ride). «Non faccio la morale ad altri. La Lega ha sempre votato tutti i provvedimenti in difesa dell’Ucraina aggredita. Senza però additare l’intero popolo russo come un nemico da abbattere. Un conto sono le gerarchie e i governi, non condivido l’estremismo di quelli che per combattere Putin vietano i balletti, i concerti, boicottano gli sportivi, questo è assurdo».
Dunque l’accordo con il partito di Putin non c’è più.
«Assolutamente. Calenda aspetta la raccomandata con la ricevuta di ritorno, manderò una pec a Putin. E’ chiaro che è malafede, come quella di chi ha cercato per anni fondi russi, mai chiesti, né visti né dati».
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https://www.dagospia.com/rubrica-3/p...ato-390389.htm
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