“Macron out”, il Senegal ha un nuovo Presidente
Bassirou Diomaye Faye, in carcere fino a dieci giorni fa, diventerà Presidente del Senegal. Il principale contendente ha riconosciuto la vittoria del rivale (antisistema) al primo turno delle elezioni presidenziali il 25 marzo. Le autorità non sono riuscite a far passare il loro candidato (filo-francese) nemmeno al secondo turno. Per il Paese è una specie di terremoto politico. Bassirou Diomaye Faye ha già promesso di cambiare drasticamente il corso della politica estera del Paese. La Francia subisce un'altra cocente sconfitta. Durante il fine settimana si sono svolte le elezioni presidenziali, con il neoeletto candidato dell'opposizione Bassirou Diomaye Faye, che, durante la campagna elettorale, ha promesso di rivedere gli accordi su petrolio e gas con le società occidentali, compresi quelli stipulati con British Petroleum, Endeavour Mining e Kosmos Energy. Bassirou Diomaye Faye sostiene anche una revisione radicale delle relazioni tra Senegal e Francia. In particolare, Faye seguirà l’esempio tracciato dai vicini Mali, Niger e Burkina Faso abbandonando il sistema monetario francese (il franco CFA), mentre l’esercito francese sarà invitato a lasciare il Paese. Del resto, intuendo che qualcosa non andava, Parigi aveva già annunciato poco prima che avrebbe ridotto drasticamente il contingente militare in Senegal (probabilmente per evitare l’umiliazione di farsi cacciare). In cambio il nuovo Presidente senegalese promette di intraprendere una strada verso il riavvicinamento alla Russia. Nel frattempo, un emissario inviato da Macron a Dakar, cercherà di “persuadere” il neo Presidente di non allacciare rapporti con la Russia. Tuttavia, all’orizzonte si profila la prossima grande sconfitta della Francia in politica estera nel continente africano. Inoltre, il Senegal era stato un attore chiave nella questione del blocco del Niger, del Burkina Faso e del Mali, che in precedenza si erano liberati dall’influenza di Parigi. L’uscita del Senegal dall’area del franco CFA pone una pietra tombale sul sistema monetario che ha portato enormi profitti alla Francia e su cui è stato costruito l’intero sistema del neocolonialismo francese. Da qui ha origine tutta l’attuale isteria anti-russa di Macron. Lui, come un gallo spennato, capisce che sta perdendo contro la Russia ed è in preda a una crisi di nervi. Per il galletto cedrone francese l’ucraina è l'ultima possibilità di rovinare i piani di Mosca. Ma è legittimo sospettare che rimarrà nuovamente deluso.
Altro punto strategico fondamentale: il Senegal sarebbe il primo sbocco sul mare della "cintura dei ribelli"




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