







devïanza s. f. [der. di deviare]. – 1. Termine usato per indicare quei comportamenti che si allontanano da una norma o da un sistema di regole; in partic., in sociologia, la non conformità agli standard normativi del gruppo o sottogruppo sociale di appartenenza, e più spesso a quelli del gruppo dominante, il quale, non potendo accettare tale comportamento abnorme, lo disapprova e spesso lo condanna con l’emarginazione o con sanzioni sociali di vario tipo.
Io sono conforme agli standard normativi del gruppo maggioritario di appartenenza/dominante. E tu?![]()
"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
Der Wehrwolf


L'omofobia è una devianza dai canoni psicologici e di capacità relazionale, del gruppo sociale maggioritario di riferimento.
Infatti l'omofobo tende ad essere emarginato e soggetto a biasimo; spesso quindi reagisce con violenza a tale esclusione, che agisce sulla sua psiche da rinforzo al suo sentimento deviato.
Questo lo porta a cercare suoi simili e quando li trova si illude di appartenere ad un gruppo dominante.









