Il cardine del liberalismo è la self-ownership ("proprietà di sé stessi"), ovvero la sovranità del cittadino per quanto riguarda le decisioni che riguardano il proprio corpo e la propria vita.
Vediamo che cosa implica e che cosa NON implica la self-ownership. Capiremo perché, partendo all'etica liberale, si può arrivare sia al comunismo che al liberismo, così come pure alle vie di mezzo (socialdemocrazia).
Ebbene, la self-ownership implica le seguenti cose:
- Ognuno è libero di scegliere con chi scopare e quanto scopare: nessuno può imporgli altro al di fuori delle sue scelte personali. Questo è il principio per il quale lo stupro è un crimine, ma anche quello per cui è un crimine mettere in galera qualcuno per atti omosessuali.
- Ognuno è libero di scegliere se vivere o morire (cosa che implica non solo che l'omicidio è un crimine, essendo un'imposizione di morte a una persona che vuole vivere, ma anche che l'eutanasia deve essere legale)
- Ognuno è libero di scegliere quanto curarsi della propria salute. Lo stato può dare indicazioni scientifiche sui comportamenti da seguire per non rovinarsi la salute, ma poi spetta a noi decidere se seguirle o no. Quindi noi siamo liberi di fumare, di drogarci, di mangiare male e di fare tutto quello che vogliamo.
- Ognuno è libero di scegliere cosa fare del proprio corpo. Se ad esempio vuoi cambiare sesso, lo puoi fare. Non ci sono leggi che dicono che non puoi farlo, ma nemmeno che devi farlo.
- Ognuno è libero di scegliere che lavoro fare. Nessuno può obbligarti a fare un lavoro che non vuoi fare. Questo è l'elemento della self-ownership per il quale la schiavitù è un crimine.
- Ognuno è libero di scegliere a quale religione/credo/filosofia afferire, perché siamo proprietari del nostro cervello e quindi del nostro pensiero. In linea di principio, tutte le filosofie e i credi sono accettabili purché non implichino il voler violare la self-ownership degli altri. Questa precisazione potrebbe mettere in discussione la legittimità di molte religioni e ideologie, ma uno è libero di credere che l'omosessualità sia un peccato, basta che non vada in giro a rompere i coglioni agli omosessuali.
Gli stati devono cercare il giusto compromesso tra la libertà di fede e la tutela della self-ownership.
- Ognuno è libero di comprare e vendere quello che vuole, purché l'oggetto della transazione non sia qualcosa che ha lo scopo di fare del male ad altre persone. Quindi, teoricamente potremmo vietare di vendere pistole, ma non di vendere erba, perché la pistola serve a fare del male agli altri, mentre l'erba fa male solo a sé stessi.
Vediamo invece cosa NON implica la self-ownership:
- Poter cantare a squarciagola alle 4 del mattino: seppur sia vero che le corde vocali siano tue, è anche vero che le orecchie delle persone che vengono svegliate sono loro. Questo è un caso in cui differenti self-ownership entrano in conflitto e bisogna tagliare la testa al toro con delle regole.
- La proprietà privata dello spazio: vedremo in seguito che sebbene la self-ownership non implichi la proprietà privata degli oggetti (perché gli oggetti esterni al proprio corpo non c'entrano, per definizione, con la self-ownership) si può arrivare ad essa con ulteriori passaggi logici, ma comunque la self-ownership non implica la proprietà privata dello spazio né direttamente né indirettamente.
- La libertà economica: salvo fatto per la libertà di vendere e di acquistare quello che si vuole, la self-ownership non implica una libertà economica assoluta e a 360 gradi, perché il mercato è una cosa collettiva, e quando le azioni individuali hanno ricadute collettive non c'entrano più con la self-ownership.
- La libertà di abortire: l'aborto non può essere giustificato con la self-ownership perché la scelta di abortire ricade su un altro individuo. Occorre quindi tagliare la testa al toro e decidere se si predilige la libertà della madre di interrompere la gravidanza o la libertà del feto di venire al mondo.
Come già anticipato, la self-ownership implica indirettamente la proprietà privata degli oggetti. In che modo? Se tu crei un oggetto con il tuo corpo, allora ne sei il proprietario NATURALE per estensione della self-ownership. In altre parole, quell'oggetto non esisterebbe senza i tuoi sforzi.
Comunque, non esiste la proprietà NATURALE dello spazio perché lo spazio non l'hai creato tu, è preesistente rispetto all'uomo. La stessa cosa si può dire delle materie prime: nessuno può prendersi il merito di averle create, quindi non possono essere proprietà NATURALE di qualcuno.
Ora, va notato che quanto ho appena osservato mette in seria difficoltà i liberisti, smentendo l'idea che l'etica liberale implichi automaticamente il liberismo. In realtà, coloro che sono minimamente svegli e imparziali, capiscono che l'etica liberale può portare sia al comunismo che al liberismo.
Vediamo come.
Se è vero che in base all'etica liberale non esiste la proprietà NATURALE dello spazio e della materie prime, allora significa che queste cose sono di tutti. Questo cosa significa? Che si deve decidere democraticamente cosa farne.
Ora, il popolo, che è proprietario NATURALE dello spazio e delle materie prime, può decidere di tenerle tutte per sé (e in questo caso il liberalismo porta al comunismo), ma può anche decidere di venderle, cedendo la proprietà ad altri.
Se il popolo decide di vendere determinati pezzi di terra a un privato, si viene a creare la proprietà privata LEGALE dello spazio.
La trasformazione da proprietà collettiva naturale in proprietà PRIVATA legale è perfettamente accettabile dal punto di vista liberale, basta che venga fatto in maniera democratica. Più si privatizza e più si va verso il liberismo.
Tornando alla questione della proprietà naturale degli oggetti, è vero che se costruisci una zattera quella è tua per NATURA (non per motivi legali, ma per NATURA)... ma il problema è: la legna che hai utilizzato per costruirla è anche tua? È a monte della questione che c'è spazio per l'interpretazione. Quello che possiamo dire è, molto banalmente, che se hai acquisito la proprietà privata della legna seguendo le leggi democraticamente stabilite, allora la zattera è sicuramente tua.
Quello che non piacerà ai liberisti è sapere che noi tecnicamente, in base all'etica liberale, potremo anche dire: "Ok, Tizio, le legna è tua, ma solo se condividi con noi i frutti del tuo lavoro. Altrimenti niente legna!".
Ecco perché sostengo fermamente che un liberale può essere sia liberista che comunista che socialdemocratico (una via di mezzo): perché non è vero che la self-ownership implica automaticamente una determinata visione economica. È proprio qui che il liberalismo lascia spazio all'interpretazione individuale.




Rispondi Citando
