Già da qualche anno osservo questa particolare sindrome un po' bipartisan, i cui sintomi però si sono molto accentuati da quando esponenti del centro destra, che non sono fascisti ma giocano sul filo dell'amarcord, occupano posizione di potere.
Ecco che la festività in cui si celebra la liberazione dal fascismo e soprattutto la fine di una guerra fratricida, è ancora un elemento diviso che genera stress e agitazione tra gli schieramenti politici e le rispettive tifoserie, quando dovrebbe unire tutti.
Da una parte la sinistra, orfana della sinistra stessa, che incalza i leader del centro destra a dichiararsi antifascisti, dall'altra i suddetti che prendono una posizione antifascista ma senza prenderla davvero.
In questo scenario lo stress fa da padrone el'ennesimo 25 Aprile di divisione e chiacchiere inutili si avvicina.




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