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re: Tennis
pazzesca prova di carattere di sinner.
2-5 0-30 al terzo.
annulla 5 o 6 match point e va a vincere 7-5 :eek:
e adesso se la gioca con quel fuori di cranio che è kyrgios che si è mangiato rublev e fognini. prima volta che si incontrano, sono curioso, anzi vorrei proprio che l'australogreco tornasse sui suoi standard e prendesse a male parole tutto lo stadio buttando la partita :D
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re: Tennis
Citazione:
Originariamente Scritto da
Gonfu
pazzesca prova di carattere di sinner.
2-5 0-30 al terzo.
annulla 5 o 6 match point e va a vincere 7-5 :eek:
e adesso se la gioca con quel fuori di cranio che è kyrgios che si è mangiato rublev e fognini. prima volta che si incontrano, sono curioso, anzi vorrei proprio che l'australogreco tornasse sui suoi standard e prendesse a male parole tutto lo stadio buttando la partita :D
E come era facile prevedere l’australiano ha dato fuori di matto :D
Bravo sinner a non farsi condizionare e portare a casa il match.
Ora i quarti di finale!
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re: Tennis
https://www.leggo.it/alimentazione/n...o-6607179.html
Carlos Alcaraz ha soli 18 anni ma ha appena segnato l'inizio della sua era nel mondo del tennis: il giovanissimo spagnolo si è aggiudicato la vittoria al Master 1000 di Miami. E per rendere il traguardo ancor più dolce ha scelto di festeggiare nel miglior ristorante della città, il Forte dei Marmi, che - neanche a dirlo - è italiano. Dopo la vittoria contro Casper Ruud, che lo ha portato all'11° posto della classifica mondiale ATP, il campione ha raggiunto il regno di Andrea Reitano, patron del Forte dei Marmi, e si è concesso la specialità della casa: uno spettacolare gelato al pistacchio capace di ritemprare anche dalle fatiche dell'Open di Miami. Alcaraz è a un passo dalla top ten dell'Olimpo del tennis. Il più giovane re di Miami è considerato l'erede di Nadal e vanta una stagione brillanre con 18 vittorie e 2 sconfitte (con Berrettini a Melbourne, poi battuto a Rio, e Nadal a Indian Wells), ha vinto 22 degli ultimi 24 incontri giocati.
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re: Tennis
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re: Tennis
Noi abbiamo Sinner che farà una grande carriera. Ma Alcaraz non vorrei esagerare, mi sembra parecchio più forte.
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re: Tennis
Citazione:
Originariamente Scritto da
Baboden
Noi abbiamo Sinner che farà una grande carriera. Ma Alcaraz non vorrei esagerare, mi sembra parecchio più forte.
Lo penso anch'io :snob:
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re: Tennis
Citazione:
Originariamente Scritto da
Baboden
Noi abbiamo Sinner che farà una grande carriera. Ma Alcaraz non vorrei esagerare, mi sembra parecchio più forte.
Senza dubbio.
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re: Tennis
https://www.agi.it/sport/tennis/news...adal-16253472/
AGI - Cos’ha in comune con Nadal? Il passaporto spagnolo e il tifo per il Real Madrid, club che quando Carlos, l’anno scorso, raggiunse i quarti di New York gli inviò prontamente un messaggio: siamo orgogliosi di te. Ma per il resto Alcaraz, fresco trionfatore del torneo di Miami, il suo primo Master 1000 e neo undicesimo giocatore del pianeta è un’altra cosa rispetto a Rafa.
Spagna a parte, i due sono sicuramente accomunati da una rara capacità di gestire le emozioni del tennis nel migliore dei modi, senza mai esagerare nell’entusiasmo per il presente e il futuro e elaborando in fretta le sconfitte. Ma Carlos, 19 anni a maggio, 3,8 milioni di dollari già sul suo conto corrente e pronto “a vincere uno Slam quest’anno”, come ha dichiarato dopo la vittoria a Miami in campo è un giocatore diverso da Rafa, soprattutto se lo si paragona al Nadal che a 18 anni chiuse la stagione al n.2 della classifica Atp con davanti solo Roger Federer. Vediamo perché.
Dice Juan Carlos Ferrero, il coach che ha iniziato a seguirlo da bambino: “Carlos dà il meglio quando è aggressivo. Gli chiedo di esserlo di continuo, non deve mai assumere una posizione passiva. A sedici anni, quando si allenava con giocatori già formati, si adattava in un lampo al livello di chi aveva di fronte. In quel caso ho capito che lo step successivo sarebbe stato quello di issarsi sopra quel livello”. Rafa per una buona metà della sua straordinaria carriera ha impedito agli avversari di essere aggressivi. Li ha portati alla soglia della pazzia rimandando nel loro campo le palle che rimbalzavano in alto come mai si era visto nella storia del tennis.
Ha opposto alla creatività altrui, quando c’era, una condizione atletica superiore, un agonismo da extraterrestre, e un’intelligenza tattica da uomo adulto. Ma l’aggressività strategica se l’è costruita intorno ai trent’anni, quando corpo e cervello gli hanno passato un messaggio chiaro: per restare in alto devi evolverti.
Perché la fatica lascia più di un segno anche quando i segni non si vedono, e il crac da stress alle costole lo ha appena dimostrato. Diverso anche il terreno sociale: l’uno (Rafa) di natali borghesi con papà imprenditore, l’altro di famiglia dai mezzi economici assai più limitati.
Alcaraz che vive da autorecluso a Villena nell’accademia-monastero Equelite di Juan Carlos Ferrero, dove si allena sei ore al giorno, vive in uno spartano bungalow di legno e per svagarsi e allenare la mente gioca a scacchi. È nato nella Murcia ed è figlio di Carlos senior, che si è adattato al ruolo di direttore di una scuola tennis dopo aver lasciato, per mancanza di mezzi economici, la carriera da professionista. Il nonno, Carlos pure lui, a 88 anni è uno dei soci più anziani del club de Campo di El Palmar.
Carlos terzo, che ha cominciato a giocare a quattro anni, darà alla famiglia Alcaraz i successi che aspettano da trent’anni. E su tutte le superfici: ha iniziato ad allenarsi su quelle dure soltanto da un anno. E si è accorto, nel corso di questi mesi, che su queste superfici i suoi colpi esplosivi e la su innata predisposizione a giocare vicino alla rete fruttavano un sacco di punti. Il connubio spagnoli-terra rossa con lui è definitivamente tramontato. In Italia s’è compiuta la stessa parabola grazie a Berrettini e Sinner: due giocatori che nel loro dna non hanno niente del terraiolo d’antan. Nadal è nato uomo di terra e solo più avanti ha preso ad amare (o almeno ad accettare) sintetici ed erba.
È perlomeno molto probabile che Alcaraz costruirà la sua ascesa verso la poltrona di primo giocatore del mondo proprio sul veloce (dove si disputano oltre il 70 per cento dei tornei del circus). Per primeggiare sull’erba (soprattutto su quella della prima settimana dei Championships) Carlos probabilmente dovrà aspettare di più.
La stagione sulla terra è partita in queste ore da Marrakech e Houston e decollerà a partire da domenica con Montecarlo. È facile prevedere che a Roland Garros (fratture alle costole del maiorchino permettendo) potrebbe andare in scena una sorta di passaggio di consegne fra i due caudilli spagnoli.
L’uomo nuovo che la sorte ha messo nelle mani di Ferrero e del tennis spagnolo ha una strada aperta davanti a sé. Una strada verso una leadership destinata, al netto di eventi imprevedibili, a durare nel tempo. E senza che all’orizzonte si profili un Federer capace di opporglisi nello stile e nei risultati.
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re: Tennis
A quanto pare avremmo Wimbledon senza Medvedev e Rublev, e senza la Sabalenka. Che dire della pessima decisione degli inglesi?
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re: Tennis
https://www.vanityfair.it/article/ma...ova-sara-mamma
Torta per due. La foto postata su Instagram nel giorno del suo compleanno, il 19 aprile. Foto rivelatrice: Maria Sharapova in riva al mare, in bikini, i cappelli al vento, le mani adagiate sulla pancia. La ex numero 1 al mondo - ritiratasi dalle gare ormai due anni fa - posta la sua felicità. È incinta. Aspetta un figlio dal suo compagno, l’imprenditore britannico Alexander Gilkes. Didascalia alla foto: «Mangiare una doppia razione di torta di compleanno è sempre stato il mio sogno...». E festa sia per i suoi 35 anni e per la novità di famiglia.
Masha, la campionessa robotica che scivolava da una parte all’altro del campo come una modella sfila da una passerella ad un’altra, la miglior imprenditrice di se stessa abile a far fruttare tutte le occasioni dello star-system sportivo, «Femme Fatal» con la gonnellina bianca e la racchetta in mano, bellissima e feroce, 5 titoli dello Slam, più tre Internazionali di Roma in bacheca, comincia così una seconda vita, da mamma. Nel 2018 aveva ufficializzato il suo fidanzamento con Gilkes, che già da tempo era diventato una presenza frequente nelle tribune dei campi dove Maria gareggiava. Oggi arriva quest’altra bella notizia, per una campionessa che - da quando ha smesso - si è buttata a capofitto nel lavoro, seguendo la sua azienda - la Sugarpova - e continuando a fare da testimonial per marchi sportivi e prodotti di lusso.
Nata a Njagan, una cittadina degli Urali siberiani, l’infanzia a Gomel, in Bielorussia, per poi emigrare a Sochi, notata poco più che bambina da Martina Navratilova che convinse il padre Yuri a trasferirsi con lei negli Stati Uniti e ad iscriverla alla IMG Academy, la stessa di Andre Agassi. Diventata rapidamente una stella - a 17 anni vinceva a Wimbledon contro Serena Williams, a 18 era la numero 1 al mondo - un marchio, un’icona dispensatrice di sorrisi e volée, lungimirante nel trasformare ogni vittoria in un evento, una donna ammirata e invidiata da mezzo mondo, di più: per qualche anno persino la donna-atleta più pagata del mondo, impennata di una vita cominciata con pochi soldi in tasca e tanti sogni. Unstoppable – my life so far, il titolo della sua autobiografia e il mantra di tutta una vita.
Prima di Gilkes, Sharapova aveva avuto due love-story importanti: con il cestista Sasha Vujacic e con il tennista Grigor Dimitrov. Dal 2018 ha trovato l’amore con il 42enne uomo d’affari inglese, co-fondatore di «Squared Circles». Maria e Alexader vivono a Bradenton, in Florida, ma di frequente si spostano nella residenza californiana di Manhattan Beach. Oggi la «Venere Bionda» è una futura mamma felice: l’arrivo del bebè è previsto per l’autunno.