Pagina 1 di 4 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 31
  1. #1
    Forumista senior
    Data Registrazione
    19 May 2022
    Messaggi
    4,445
     Likes dati
    1,215
     Like avuti
    1,462
    Mentioned
    171 Post(s)
    Tagged
    16 Thread(s)

    Predefinito È davvero una questione di genere?

    In questo periodo si fa un gran parlare di “gender” sia in termini espliciti, ad esempio riguardo la
    transizione di genere, la carriera alias (in particolare nelle scuole), i bloccanti della pubertà e sia,
    in modo molto più subdolo, con l’introduzione nelle scuole di ogni ordine e grado, di iniziative e di
    pubblicazioni che presentano la tematica anche ai più piccini, sotto le mentite spoglie
    dell’educazione affettiva e sessuale, dell’inclusione e della parità di genere. Questi ultimi
    argomenti sono presenti nelle scuole come oggetto di insegnamento da molti anni, senza che mai
    si sia avuto nulla da dire, ma oggi qualcosa è cambiato e occorre pronunciarsi, perché non si tratta
    più del contributo educativo della scuola, complementare a quello principale, svolto dalla famiglia
    e utile a sensibilizzare i giovani su tematiche di interesse collettivo e sociale. Le direttive dell’ OMS
    (Standard per l’educazione sessuale in Europa, 2010) considerano i bambini come esseri sessuali
    fin dalla nascita e prevedono, con belle parole il cui significato risulta però stravolto, diverse fasi
    “educative” scolastiche che, a partire da 0 – 4 anni, insegnino al bambino tutto quello che c’è da
    sapere riguardo alla masturbazione, alla consapevolezza della propria identità di genere e dei
    propri diritti sessuali, a come nascono i bambini, al coito, all’accettazione delle diverse
    provenienze dei figli (adottati, o naturali), al rispetto della parità di genere, ecc. Ci sarebbe da
    chiedersi da quale pianeta provengano i bambini da 0 a 4 anni a cui l’OMS si riferisce, dato che sul
    pianeta Terra, i bambini di quell’età non hanno ancora sviluppato competenze cognitive che
    consentano loro di assimilare queste informazioni e, nel caso in cui si interessino a oggetti
    caratteristici del sesso opposto al loro, per esempio indossando accessori di un genitore, non
    stanno necessariamente manifestando una “incongruenza” di genere, anche se la cosa si ripete
    più volte nell’arco di sei mesi. E’ ormai risaputo che ogni bambino vive le fasi di sviluppo secondo
    ritmi e modi propri e che, a sua tutela, lo stimolo deve essere adeguato all’età. Anche per questo
    una diagnosi di disforia di genere in questa fascia di età sembra esprimere più una proiezione del
    l’ipersessualizzazione degli adulti, che una reale problematica infantile.
    Si tratta di una palese forzatura che precocizza le fasi di sviluppo del bambino, violandole con la
    scusa di prepararlo per tempo. Se ne anticipano curiosità sensoriali e scoperte di sé e dell’altro
    che, se vissute secondo i ritmi naturali, costituiscono aspetti essenziali della sua maturazione
    complessiva e gli si attribuisce un concetto adulto di sessualità che, a quell’età, gli è del tutto
    estraneo.
    Nel contempo, sfruttando il bisogno di appartenenza al gruppo di pari che accompagna la fase
    adolescenziale, e interferendo nella ricerca di identità che la caratterizza e che può contemplare
    anche una possibile e temporanea oscillazione fra i generi, si indirizzano le nuove generazioni
    verso uno specifico modello culturale, creando confusione fra il genere, determinato dalla
    biologia e l’orientamento sessuale, che è frutto di una inclinazione individuale, a cui
    contribuiscono fattori ambientali, sociali e culturali. Tutto questo non fa che alimentare gli
    stereotipi di genere: caricature che abbiamo imparato a conoscere attraverso la pubblicità e che
    sono incarnati nella moda e nella musica dagli esponenti di questi mondi, come pure nei canoni
    estetici realizzati attraverso la chirurgia e che allontanano sempre più l’umanità dagli archetipi del
    maschile e del femminile, ricchi di bellezza e mistero e proprio per questo forieri di ricerca
    individuale, di sperimentazione collettiva e di avvicinamento spirituale.
    Il fatto che tematiche quali la polarità e l’unione, l’inclusività e la separazione, la sessualità, la
    coppia e la parità di genere, la genitorialità, la nascita e la morte, stiano conquistando spazio nella
    quotidianità, sembra segnalare la presenza di una spinta che invita l’essere umano a confrontarsi
    con nuove esigenze evolutive della coscienza.
    L’evoluzione è nell’ordine naturale delle cose e da sempre ci si è trovati a confronto con la
    necessità di progredire di fronte alla comparsa di nuove visioni ed esigenze, che solitamente sono
    proprio le giovani generazioni a manifestare. Attualmente, in un tempo in cui l’umanità viene
    sollecitata a grandi cambiamenti non solo sul piano concreto, ma anche su quello culturale e,
    soprattutto, di risveglio delle coscienze, sono invece forze che a vario titolo detengono il potere,
    a indirizzare i giovani verso cambiamenti solo apparentemente evolutivi ed inclusivi, come accade
    ad esempio anche per l’ecologia, oltre che per la sessualità. Gli interventi palesi di tali forze si
    avvalgono di argomenti accattivanti e ampiamente condivisibili che fanno presa sulla popolazione,
    mentre simultaneamente operano in modo occulto, per deviare le potenzialità della spinta
    evolutiva in direzione opposta, attraverso un riduzionismo sempre più marcato.
    Il tema gender sembra essere un esempio calzante di questo meccanismo. Il solo parlarne suscita
    reazioni fortemente divisive, che ostacolano il dialogo e rendono difficile comprendere davvero
    quali siano le istanze alla sua origine e dunque occorre accantonare qualunque approccio
    ideologico e interrogarsi in modo approfondito su quanto stia accadendo ai più giovani e alla
    società in generale, riguardo alla sessualità. Essa è una potente energia presente negli esseri
    viventi, che nell’ umanità si caratterizza non solo come forza riproduttiva, come è per altre specie,
    ma anche e soprattutto come forza creativa. Di certo non è un caso che la vita si manifesti in
    seguito all’unione delle polarità maschile e femminile. E, ogni volta che accade, siamo di fronte al
    mistero del trascendente e alla meraviglia che esso suscita. E’ forse per questo che in tempi antichi
    spettava a sacerdoti e sacerdotesse istruire i giovani sul sesso, sottolineandone così l’aspetto di
    sacralità. In tal modo, benché l’incontro sessuale avvenisse attraverso la parte fisica, era chiaro
    che riguardava tutti i piani dell’essere, compreso quello spirituale.
    Da allora molte cose sono cambiate: in particolare nel corso dell’ultimo secolo, gli esseri umani
    hanno sperimentato un benessere economico fatto spesso di superfluo reso necessario e il
    progresso ha consentito a molti di essi condizioni di vita migliori e più facili, benché non gratuite.
    L’ accesso all’istruzione si è esteso anche alle classi che prima ne erano escluse e, per chiudere il
    cerchio, e’ cambiata la qualità del lavoro e, insieme, quella delle relazioni: non più lavoro quale
    espressione delle proprie capacità e nel contempo contributo al bene comune, ma vendita del
    proprio tempo, della propria formazione e delle proprie risorse al miglior offerente, per poter
    acquistare anche quello che in precedenza ciascuno produceva da sé, o magari scambiava.
    Vendere il proprio tempo ha comportato conseguenze di cui forse ancora non c’è piena
    consapevolezza, ma dobbiamo riflettere sul fatto che per noi il tempo è l’ unità di misura della vita
    e venderlo ha di fatto contribuito molto a renderci ricattabili, oltre che a trasformarci da esseri
    umani in consumatori. Ad esempio, è diventato automatico delegare ad altri la gestione di molti
    aspetti della quotidianità, tra i quali la salute e l’educazione dei propri figli; o perdere la
    connessione con la Natura e con i suoi ritmi perché divenuti ormai incompatibili con la frenesia
    della vita moderna che, per la maggior parte della giornata, ci vede impegnati fra lavoro e
    scadenze sempre più pressanti. E’ diventato normale cercare le soluzioni più rapide ad ogni
    problema, anziché quelle più efficaci o più etiche ed ha preso piede una crescente propensione a
    privilegiare tutto ciò che riguarda la tecnica, la parcellizzazione, la concretezza e la materia, a
    scapito di quello che richiede lentezza, riflessione, visione olistica, introspezione. Questa tendenza
    ha pervaso ogni fibra della cultura generale, determinando un nuovo stile di vita in cui per molta
    parte di umanità e soprattutto in occidente, è venuto a mancare lo spazio per il Sacro e di
    conseguenza viene meno anche la ricerca dell’Uno, della bellezza e della divinità presenti in
    ognuno e ovunque. In questo modo il livello di coscienza di molti esseri umani rischia di tornare
    agli stadi primitivi precedenti lo sviluppo delle grandi culture, di quei nostri lontani antenati che
    ancora erano focalizzati esclusivamente sullo sviluppo del corpo fisico, impegnati ad armonizzarne
    funzioni e consapevolezza. “Nell’affermazione del particolare si cerca l’appartenenza perché si è
    smarrita l’origine. Nella differenziazione estrema non vi è complementarietà, ma ci si arrocca in
    categorie, vedendo gli altri allo stesso modo, come categorie e perciò come possibili, probabili,
    nemici”. (G. Capellani, marzo 2024)
    La reale sofferenza di chi non si riconosce nel genere con cui è nato richiede e merita massima
    delicatezza, comprensione, ascolto e rispetto; né può esserci preclusione alcuna verso i differenti
    orientamenti sessuali, quando essi siano rispettosi di sé e dell’altro. Per non parlare della tutela di
    ogni minoranza, assolutamente dovuta, come previsto anche dagli artt 2, 3 e 29 della Costituzione.
    Ma non è tollerabile che questi disagi e scelte vengano strumentalizzati e si pretenda di
    estenderli all’intera popolazione, con particolare accanimento verso i bambini e gli adolescenti. In
    nome dell’ inclusione, si vuole modificare il linguaggio e censurare il pensiero che esprime,
    adattandoli unicamente alla sensibilità di una minoranza. In quale altro caso la tutela di una
    minoranza si è spinta così oltre e cosa differenzia questa da tutte le altre? Per quale ragione, in
    nome dello spirito inclusivo si dovrebbe mortificare, o perfino rinnegare, la tradizione che
    rappresenta le radici di un popolo? Si può veramente parlare di inclusione in termini così assoluti,
    quando per includere qualcuno si escludono palesemente molti altri?
    D’altro canto, può il disagio derivante dall’incongruenza di genere essere davvero risolto con un
    cambio di sesso sul piano fisico? Davvero c’è chi crede che siano sufficienti operazioni di
    addizione o di sottrazione di parti ed organi, per trasformare qualcuno in qualcun altro di genere
    opposto?
    O che interventi come la somministrazione di terapie ormonali, o di bloccanti della pubertà, siano
    delle semplici “sospensioni” e che all’occorrenza lo sviluppo di quell’individuo possa ripartire da
    dove si è interrotto?
    Non dovrebbe la Psicologia indagare anche il retroterra ambientale, la biografia, le motivazioni che
    spingono quell’individuo a non sentirsi bene nel suo corpo, per accertare se la soluzione sia
    effettivamente nel processo di transizione, o comunque per integrarlo? Non dovrebbero le
    rappresentanze istituzionali degli psicologi richiamare l’attenzione della popolazione sul rischio
    che corrono bambini e adolescenti sottoposti a pressioni? E, qualora si affermasse il diritto del
    bambino, o dell’adolescente all’autodeterminazione riguardo alla transizione di genere, cosa
    impedirebbe che tale supposta maturità consentisse anche di considerarli in grado di “scegliere” di
    avere rapporti sessuali con adulti? Non sarebbe dunque questa l’anticamera allo sdoganamento
    della pedofilia?
    Se la risposta è sì, risulta evidente che l’approccio affermativo è quanto meno insufficiente, come
    testimoniato dall’esaustivo rapporto della professoressa Hillary Cass (https://cass.independent-
    review.uk/home/publications/final-report/).
    “… L’approccio affermativo non indaga e non affronta le tematiche che stanno alla base del
    disagio, esso privilegia i bisogni specifici delle persone LGBTQ e si occupa di tutelarle di fronte al
    peso delle eventuali ingiustizie sociali, contribuendo a creare una rete sociale di appartenenza e a
    ridurre le barriere socio-culturali che limitano il benessere psico-fisico.” (Perez, 2007, Johnson,
    2012, Singh & Dickey, 2016)
    In questo modo, come è prassi ormai per ogni aspetto della vita, si procede a parcellizzare,
    riducendo la sessualità ad una questione di genitalità, l’incongruenza ad una faccenda puramente
    biologica che trova soluzione nel cambio (!) di sesso indotto da farmaci, o prodotto da interventi
    chirurgici. Nel contempo si nega la naturalezza della polarità maschile/femminile sulla quale si
    basa il rinnovarsi della vita, introducendo molteplici altri generi di fatto inesistenti e la sofferenza
    si eleva magicamente a “diritto” non solo per l’individuo ad essere ciò che vuole, quando vuole,
    per il tempo che vuole, ma anche a che l’intera società lo assecondi e gli si adegui, mentre le
    istituzioni occidentali modificano il linguaggio dei popoli per promuovere l’inclusività di genere,
    volontariamente incuranti di discriminare nel frattempo tutti coloro che non patiscono quel
    disagio.


    Luisa Benedetti – Comitato Nazionale Psicologi EDSU

    https://www.comitatonazionalepsicolo...one-di-genere/

  2. #2
    AUT CONSILIO AUT ENSE
    Data Registrazione
    30 Oct 2009
    Località
    Granducato di Toscana
    Messaggi
    154,505
     Likes dati
    24,562
     Like avuti
    49,866
    Mentioned
    3003 Post(s)
    Tagged
    77 Thread(s)

    Predefinito Re: È davvero una questione di genere?

    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  3. #3
    Disilluso cronico
    Data Registrazione
    25 Nov 2009
    Località
    All your base are belong to us
    Messaggi
    28,607
     Likes dati
    3,609
     Like avuti
    11,556
    Mentioned
    2142 Post(s)
    Tagged
    97 Thread(s)

    Predefinito Re: È davvero una questione di genere?

    Dire certe cose, avvertire quando il pericolo incombe purtroppo spesso rende bersagli di chi spaccia il male per il bene.
    Combattere contro il malvagio non fa di te per forza il buono; combattere per una causa che ritieni giusta non rende giusto tutto quello che fai

    Non basta negare le idee degli altri per avere il diritto di dire "Io ho un'idea". (G. Guareschi)

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Sep 2013
    Messaggi
    91,328
     Likes dati
    8,025
     Like avuti
    12,802
    Mentioned
    1787 Post(s)
    Tagged
    20 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    1

    Predefinito Re: È davvero una questione di genere?

    ... notevole che questa angoscia per i gravissimi problemi e l'insidia per il benessere della nosta società dovuti a qualche essere umano che vorrebbe (letteralmente) farsi i cazzi suoi siano condivisi da un gregge di benaltristri che di fronte a banalità come i rigurgiti della.feccia fascista, o l'antropizzazione del clima ha appunto sempre problemi più gravi a cui pensare.
    Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.

    I I = Inutili Idiozie.

  5. #5
    Forumista stoico
    Data Registrazione
    20 Jul 2019
    Località
    Non in Italia
    Messaggi
    41,320
     Likes dati
    1,936
     Like avuti
    5,855
    Mentioned
    1327 Post(s)
    Tagged
    9 Thread(s)

    Predefinito Re: È davvero una questione di genere?

    Ancora non mi è chiaro chi ci sia dietro questo comitato nazionale dell'ordine degli psicologi ma ciò che è certo è che non si tratta di un'organizzazione ufficiale, bensì un'associazione privata fondata da un gruppo di psicologi.

    Parlano delle direttive dell''OMS senza però mettere in risalto ciò che effettivamente sostiene l'organizzazione.

    Come, per esempio, questo documento.

    https://www.fissonline.it/pdf/STANDARDOMS.pdf

    L'articolo mi sembra l'ennesimo attacco senza quartiere al fine di gettare discredito sull'educazione alla sessualità nelle scuole, argomento tornato molto in voga in Italia con l'avvento del governo Meloni. Forse sperano che questa coalizione politica possa dare man forte a gruppi oscurantisti che da anni collezionano solo sconfitte nel tentativo di limitare i progetti sociali e culturali che con tanta fatica vengono portati avanti da persone serie e competenti.

  6. #6
    AUT CONSILIO AUT ENSE
    Data Registrazione
    30 Oct 2009
    Località
    Granducato di Toscana
    Messaggi
    154,505
     Likes dati
    24,562
     Like avuti
    49,866
    Mentioned
    3003 Post(s)
    Tagged
    77 Thread(s)

    Predefinito Re: È davvero una questione di genere?

    Citazione Originariamente Scritto da Spike Spiegel Visualizza Messaggio
    Ancora non mi è chiaro chi ci sia dietro questo comitato nazionale dell'ordine degli psicologi ma ciò che è certo è che non si tratta di un'organizzazione ufficiale, bensì un'associazione privata fondata da un gruppo di psicologi.

    Parlano delle direttive dell''OMS senza però mettere in risalto ciò che effettivamente sostiene l'organizzazione.

    Come, per esempio, questo documento.

    https://www.fissonline.it/pdf/STANDARDOMS.pdf

    L'articolo mi sembra l'ennesimo attacco senza quartiere al fine di gettare discredito sull'educazione alla sessualità nelle scuole, argomento tornato molto in voga in Italia con l'avvento del governo Meloni. Forse sperano che questa coalizione politica possa dare man forte a gruppi oscurantisti che da anni collezionano solo sconfitte nel tentativo di limitare i progetti sociali e culturali che con tanta fatica vengono portati avanti da persone serie e competenti.
    Il solito intervento in stile Puente.
    Faccia di meglio, suvvia.
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  7. #7
    AUT CONSILIO AUT ENSE
    Data Registrazione
    30 Oct 2009
    Località
    Granducato di Toscana
    Messaggi
    154,505
     Likes dati
    24,562
     Like avuti
    49,866
    Mentioned
    3003 Post(s)
    Tagged
    77 Thread(s)

    Predefinito Re: È davvero una questione di genere?

    Persone serie e competenti che portano avanti progetti sociali e culturali.
    Frase che non significa un cazzo, per parlare chiaro.
    Qua si parla dell'altrui salute, manipolata da una banda di dementi avventuristi, che già devono fare i conti con i loro errori.

    IMHO.
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  8. #8
    AUT CONSILIO AUT ENSE
    Data Registrazione
    30 Oct 2009
    Località
    Granducato di Toscana
    Messaggi
    154,505
     Likes dati
    24,562
     Like avuti
    49,866
    Mentioned
    3003 Post(s)
    Tagged
    77 Thread(s)

    Predefinito Re: È davvero una questione di genere?

    Citazione Originariamente Scritto da Spike Spiegel Visualizza Messaggio
    Ancora non mi è chiaro chi ci sia dietro questo comitato nazionale dell'ordine degli psicologi ma ciò che è certo è che non si tratta di un'organizzazione ufficiale, bensì un'associazione privata fondata da un gruppo di psicologi.

    Parlano delle direttive dell''OMS senza però mettere in risalto ciò che effettivamente sostiene l'organizzazione.

    Come, per esempio, questo documento.

    https://www.fissonline.it/pdf/STANDARDOMS.pdf

    L'articolo mi sembra l'ennesimo attacco senza quartiere al fine di gettare discredito sull'educazione alla sessualità nelle scuole, argomento tornato molto in voga in Italia con l'avvento del governo Meloni. Forse sperano che questa coalizione politica possa dare man forte a gruppi oscurantisti che da anni collezionano solo sconfitte nel tentativo di limitare i progetti sociali e culturali che con tanta fatica vengono portati avanti da persone serie e competenti.
    Federazione Italiana Sessuologia Scientifica.
    Chi sono, chi rappresentano?
    A parte l'OMS, ovviamente.
    Come dire:sessantotto pagine di "Oste, è buono il vino?"
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  9. #9
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    75,056
     Likes dati
    2,841
     Like avuti
    10,473
    Mentioned
    218 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: È davvero una questione di genere?

    Il sesso - genere è determinato si base genetica.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  10. #10
    Forumista stoico
    Data Registrazione
    20 Jul 2019
    Località
    Non in Italia
    Messaggi
    41,320
     Likes dati
    1,936
     Like avuti
    5,855
    Mentioned
    1327 Post(s)
    Tagged
    9 Thread(s)

    Predefinito Re: È davvero una questione di genere?

    Citazione Originariamente Scritto da occidentale Visualizza Messaggio
    Persone serie e competenti che portano avanti progetti sociali e culturali.
    Frase che non significa un cazzo, per parlare chiaro.
    Qua si parla dell'altrui salute, manipolata da una banda di dementi avventuristi, che già devono fare i conti con i loro errori.

    IMHO.
    Qui si parla di un'ipotesi di questo comitato, non supportata da alcuna documentazione verificabile.

 

 
Pagina 1 di 4 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 36
    Ultimo Messaggio: 26-01-18, 20:27
  2. Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 20-02-14, 01:02
  3. questione di genere e movimenti femminili / femministi
    Di assata nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 09-06-06, 14:13
  4. No....dico, ma c'è davvero della gente del genere?
    Di pensiero nel forum Fondoscala
    Risposte: 118
    Ultimo Messaggio: 06-01-05, 19:55
  5. Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 11-08-03, 14:45

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito