Re: capitalisti per i poveri
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ciddo
Detta cosi non vuole dire nulla. Se la parti decidono che gli sta bene, estranei non hanno titolo per dire che e' un abuso.
E se è un abuso dal punto di vista di chi lo subisce come la mettiamo?
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Deprecabile sul piano etico, ma legittimo. In ogni caso il pompino migliora la situazione di entrambi.
È un ottimo esempio di situazione in cui sarebbe la persona che subisce l'abuso, per prima, a considerarlo abuso. In assenza dello stato, in effetti, è probabile che la persona, una volta liberata dalla cella, spari in testa all'abusatore. @ciddo
Re: capitalisti per i poveri
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anton
perchè ormai l'industria produce senza dipendenti,.
:lol
Re: capitalisti per i poveri
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Gian_Maria
Serve a diffondere idee politiche fino a diventare una maggioranza con tali idee.
Auguri
Re: capitalisti per i poveri
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Querion
Il capitalismo ha l'obiettivo di concentrare la ricchezza nelle mani di pochi alla fine dei conti, in fondo la concorrenza porta naturalmente al monopolio.
Ma cosa dici? :facepalmi:
Storicamente è stato lo stato a creare monopoli.
Dove c'è libero mercato c'è concorrenza, e dove si vengono a creare dei quasi monopoli in un settore in cui c'è un mercato libero è perché la standardizzazione (avere tutti lo stesso prodotto) è vantaggioso. @Querion
Re: capitalisti per i poveri
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gian_maria
:lol
ti ridi..nell'azienda dove lavoravo io eravamo 200 ora sono 50 e producono il doppio.,,, CON L'AI E I ROBOT
Re: capitalisti per i poveri
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anton
ti ridi..nell'azienda dove lavoravo io eravamo 200 ora sono 50 e producono il doppio.,,, CON L'AI E I ROBOT
Ma i dipendenti ci sono ancora e i robot chi pensi che li produca?
Re: capitalisti per i poveri
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Querion
Il capitalismo non garantisce la libertà, ma solo la libertà di impresa che viene però affondata con la creazione di monopoli che, di fatto, impedisce la libera impresa a favore di grandi conglomerati economici.
Tu evidentemente non sai che la maggior parte dell'economia è in mano alle PMI. I tuoi discorsi dovrebbero allacciarsi alle statistiche, nonché al mondo reale.
Le grandi aziende hanno in mano, da sole, grosse fette del mercato, ma il dato che controllino tutta l'economia è pura invenzione. @Querion
Re: capitalisti per i poveri
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Querion
Quando sento dire che le "lotte" non sono servite a nulla vorrei ricordarti come erano trattati i lavoratori anche solo 100 anni fa. Solo un buffone può credere che la durissima lotta (osteggiata sempre dai padroni) non abbia garantito realmente la libertà e il benessere che dai invece al Capitalismo.
Bisognerebbe però ricordare che gli stati occidentali, in generale, hanno lasciato gestire queste cose ai sindacati, che hanno negoziato con gli imprenditori in favore degli interessi delle masse lavoratrici. In questo modo, i salari si sono bene o male adeguati al livello di salute delle aziende nel corso del tempo.
Lo stato giustamente ha fatto leggi per la sicurezza sul lavoro, ma in quanto ai salari minimi legali, dove vengono fissati, sono in genere piuttosto bassi. Servono ad evitare palesi situazioni di sfruttamento, non tanto a migliorare le condizioni economiche generali delle masse. In genere, le persone che hanno uno stipendio nella media non traggono benefici dai salari minimi legali, ma solo i lavoratori precari.
Più che altro, il tipo di intervento statale che ha aiutato e ancora oggi aiuta le masse è la socializzazione di determinate spese e la fiscalità ridistributiva (il cosiddetto "principio di solidarietà"), in particolare quelle per l'istruzione e quelle sanitarie (che sono quelle che peserebbero molto sulle tasche delle persone se fossero spese out-of-pocket). @Querion
Re: capitalisti per i poveri
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Querion
Peccato che tutte le crisi recenti sono state create da speculazioni fallimentari.
Peccato però che per esempio per quanto riguarda la crisi finanziaria del 2008 il governo americano è stato corresponsabile.
Un riassunto di Open AI qui sotto. @Querion
La crisi finanziaria del 2008 è stata un evento complesso con molteplici cause e attori coinvolti. Tra questi, le politiche e le azioni dello Stato americano, attraverso varie agenzie governative e regolamentari, hanno giocato un ruolo significativo. Ecco alcuni punti chiave in cui lo Stato americano è stato implicato:
Politiche di Promozione della Proprietà Immobiliare
Leggi e Politiche per l'Accesso alla Casa: Il governo americano ha promosso l'accesso alla proprietà immobiliare attraverso enti come Fannie Mae e Freddie Mac, che avevano il compito di sostenere il mercato dei mutui ipotecari. Questi enti hanno acquistato e garantito una grande quantità di mutui, inclusi quelli subprime, contribuendo all'espansione del credito immobiliare.
Community Reinvestment Act (CRA): Questa legge, modificata negli anni '90, ha incoraggiato le banche a concedere mutui ai mutuatari a basso reddito. Sebbene ci siano dibattiti sull'effettivo impatto del CRA, esso ha contribuito a creare un ambiente in cui venivano concessi più mutui rischiosi.
Regolamentazione e Supervisione Finanziaria
Allentamento della Regolamentazione: Negli anni precedenti la crisi, ci fu un allentamento delle regolamentazioni finanziarie, permettendo alle banche di assumere rischi maggiori. La deregolamentazione, iniziata negli anni '80 e '90, ha permesso la crescita di strumenti finanziari complessi come i derivati sui mutui.
Mancanza di Supervisione Efficace: Agenzie regolamentari come la Securities and Exchange Commission (SEC) e la Federal Reserve non sono riuscite a riconoscere e mitigare i rischi crescenti associati ai mutui subprime e ai prodotti finanziari strutturati.
Politiche Monetarie
Tassi di Interesse Bassi: Dopo lo scoppio della bolla dot-com e gli attacchi dell'11 settembre, la Federal Reserve mantenne tassi di interesse estremamente bassi per stimolare l'economia. Questo ha incentivato l'indebitamento e l'assunzione di rischi eccessivi sia da parte delle istituzioni finanziarie che dei consumatori.
Ruolo dei GSE (Government-Sponsored Enterprises)
Fannie Mae e Freddie Mac: Questi enti sponsorizzati dal governo hanno acquistato e garantito una quantità significativa di mutui, inclusi quelli subprime. Quando il mercato immobiliare crollò, i problemi di insolvenza di questi enti aggravarono la crisi.
Reazioni alla Crisi
Interventi Governativi: Durante e dopo la crisi, il governo americano ha implementato vari pacchetti di salvataggio, tra cui il Troubled Asset Relief Program (TARP), per stabilizzare le istituzioni finanziarie e il mercato immobiliare.
Sintesi
Sebbene la responsabilità principale della crisi finanziaria del 2008 ricada su vari attori privati, tra cui banche, istituzioni finanziarie, e agenzie di rating, lo Stato americano ha contribuito in modo significativo attraverso le sue politiche di promozione della proprietà immobiliare, la deregolamentazione finanziaria, la mancanza di supervisione efficace, e le politiche monetarie espansive. La combinazione di questi fattori ha creato un ambiente favorevole alla creazione di una bolla immobiliare e alla proliferazione di mutui ad alto rischio, portando infine al crollo del mercato finanziario.
Re: capitalisti per i poveri
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Guy Fawkes
Nessun sistema è perfetto, e giusto non è qualcosa che sia programmato per essere, dato che il capitalismo è amorale, non si ponme neppure la questione sulla giustizia del sistema e dei risultati. Tocca alla società, alla cultura, alla politica fornire risposte e valori etici e di giustizia.
Lo stato dovrebbe limitarsi a intervenire nelle aree a fallimento di mercato, non mettere il becco ovunque nell'economia, ostacolando la concorrenza e i meccanismi di mercato. @Guy Fawkes