questa asserzione ribalta tutte le teorie sul capitalismo egoista . Marx lo mettiamo tra i poveri pirla
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Scelta su cui purtroppo persa il grave condizionamento dei tempi elefantiaci del pubblico contro i costi non rimborsati del privato.
Su quest'ultimo punto, specie in certe materie, ci sarebbero dei grossi caveat.
Se non ci fosse il salario minimo vedresti le aziende pagare molto meno i lavorati.
Questo si è visto anche con l'introduzione (malfatta e tutto) del reddito di cittadinanza, avversato da ogni imprenditore perché impediva di schiavizzare come prima i lavoratori.
Ovviamente invece che renderlo funzionante si è preferito toglierlo.
Certo, che anche quello aiuta, ma anche controlli e regolamentazioni proprio per evitare i tanti problemi creati e che sono sotto gli occhi di tutti.Citazione:
Più che altro, il tipo di intervento statale che ha aiutato e ancora oggi aiuta le masse è la socializzazione di determinate spese e la fiscalità ridistributiva (il cosiddetto "principio di solidarietà"), in particolare quelle per l'istruzione e quelle sanitarie (che sono quelle che peserebbero molto sulle tasche delle persone se fossero spese out-of-pocket). @Querion
L'imprenditore "lavora" per ottenere profitti e per fare ciò deve offrire prodotti a prezzi concorrenziali minimizzando il più possibile i suoi costi tra cui i salari/stipendi e i costi di smaltimento dei residui della produzione (ecco perché molti preferiscono riversarli di nascosto in natura inquinando molto).
Le statistiche a cui alludi, quelle che fotografano la distribuzione della ricchezza, non descrivono la dinamicita' dei processi economici, e non mostrano come la ricchezza aumenti... e si diffonda in tutte le fasce delle popolazione, grazie al capitalismo.
Parlare di "potere" non signficia nulla ... il potere consiste nella possibilita' di coartare il prossimo al proprio volere, e questo potere non ce l'hanno i capitalisti, ce l'hanno solo i politici !!
Come dimostra il messaggio di apertura i capitalisti, se vogliono fare soldi, devono offrire alla societa' qualcosa di vantaggioso. Se non lo fanno finiscono come la Blackberry... con il 50% di quota di mercato nel 2008... per finire a zero pochi anni dopo.
Ma va la. La produttivita' aumenta con gli investimenti capitalisti ... e solo quelli. La formazione e' anch'essa una forma di investimento, ma deve essere libera... cioe' sostanzialmente, capitalista.Citazione:
La produttività l'aumenti con le politiche sociali che garantiscono maggiore istruzione e la formazione di lavoratori specializzati con tutto il sistema a supporto.
Attribuire alle lotte sindacali tali meriti e' mitologia. Le migliori condizioni di lavoro si ottengono solo grazie alla competizione tra le imprese per assumere lavoratori, ed in ogni caso alla base devono esserci aumenti di produttivita'.Citazione:
Quando sento dire che le "lotte" non sono servite a nulla vorrei ricordarti come erano trattati i lavoratori anche solo 100 anni fa. Solo un buffone può credere che la durissima lotta (osteggiata sempre dai padroni) non abbia garantito realmente la libertà e il benessere che dai invece al Capitalismo.
Se fosse come dici, si potrebbe andare in India, ed imporre alle imprese indiane di pagare i lavoratori come quelli europei... con tutti gli ammenicoli tipo ferie, malattia, maternita', trediscesima, contributi, 104, etc. Che succederebbe... che gli indiani mircolosamente inzierebbero a vivere come gli europei ?? ... o che le imprese indiane fallirebbero in massa ?? prova a pensarci.
E' tutto il contrario. La piu grave crisi recente (quella dei sub-prime) e' stata creata esattamente dalla manipolazione dirigistica della moneta, iniettata in quantita' dopo l'11/9... che ha prodotto malinvestiment nel settore immobiliare, distorcendo artificiosamente i prezzi degli immobili...
Il tutto aggravato dal fatto che lo stato americano ha anche abbassato la percezione del rischio acquistando i mutui cosiddetti "sub-prime" dalla banche private... Un disastro annunciato, altro che speculazione.
Le speculazioni fallimentari (cioe' quelli che investono sulle previsioni, che poi non si avverano) arricchiscono i non-speculatori. Credo che tu non sappia di che parli.Citazione:
Il sistema si inceppa per questioni spesso interne, come le speculazioni fallimentari che generano crisi che colpiscono anche chi non ha speculato,
Il problema dei monopoli e cartelli non esiste... e' mitologia. Se esistesse veramente un problema di prezzi alti, e relativi extraprofitti, allora il cartello si scioglie come neve al sole, sul mercato. Neppure quello delle 7 sorelle duro' piu di 3 mesi.Citazione:
i Cartelli che alterano i prezzi e i Monopoli che gestiscono il prezzo che vogliono dalla loro posizione di vantaggio. Tutte cose perfettamente interne al sistema capitalistico e che hanno bisogno dello Stato per essere risolte, controllate e regolamentate.
Lo stato non e' onniscente, non puo' sapere il numero ottimale di attori per ogni produzione, quindi se regolamenta, fa danni.
1. Si questa constatazione (non asserzione) falsifica le teorie contro il capitalismo.
2. È proprio dell'attività economica che tutti siano egoisti: imprenditori, lavoratori e compratori; poi esiste anche l'altruismo, la solidarietà e l'amore in altri momenti.
3. Marx non era un pirla ma interpretava il mondo di 150 anni fa; sarebbe un pirla se continuasse a dire le stesse cose in un mondo così diverso da quello del suo tempo. È come se dicessimo che Aristotele era un pirla perché sosteneva il geocentrismo
1 Ma il problema della sanità, come quello delle pensioni, è che si è rovesciata la piramide delle età e non si riesce più a farvi fronte: non è questione di pubblico o privato.
2 È vero, ci sono molti caveat; però gli insegnanti pubblici non vengono scelti in base all’orientamento ideologico come avviene nella scuola privata. Se nel paese prevale un certo orientamento, prevarrà nella scuola statale: pare inevitabile, se non addirittura opportuno
Si parlava della produttivita', non della produzione in se. E la produttivita' non ha alcun limite... poiche si basa sulla creativita' umana nel riusciere a fare di piu con meno.
E' esattamente cosi: le persone si impegnano per star meglio, finche' lo faranno, continueranno a conseguire miglioramenti, quindi si, il mercato puo' crescere indefinitamente.Citazione:
Il grosso problema è stato appunto pensare che il mercato potesse espandersi all'infinito, che ad ogni ostacolo sarebbe intervenuto un progresso produttivo, una nuova scoperta, un differente paradigma.
Un conto sono le crisi aziendali: quelle sono sempre possibili, i capitalisti non sono onniscenti, sbagliare previsioni e' tipico dell'attivita' imprenditoriale.Citazione:
Ma quando questo non è successo abbiamo avuto crisi di saturazione dei mercati, di sovraproduzione, di sovraesposizione...
Crisi risolte (più o meno) dall'intervento della politica e non dei mercati.
Un conto sono le "crisi sistemiche"... che sono mitologia. Con questo non dico che le crisi non possano esserci, ma al limite sono causate da disastri naturali, guerre... o piu' recentemente, da interventi regolatori dello stato. In assenza di eventi, il capitalismo non ha alcun problema endogeno (la roba della sovrapproduzione e' spazzatura marxiana)