Re: capitalisti per i poveri
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CapitanFracassa
Beh no. Ci sono 4 milioni di poveri lavoratori quindi lavorare non fa uscire dalla povertà. I disoccupati e i poveri sono frutto del neoliberismo e delle aziende che fanno profitto tagliando il lavoro. Uno stato civile non asseconda tale tendenza privata facendo lavorare gratis ma la limita con sussidi, in modo da obbligare le aziende a dare un salario decente.
Se le aziende non danno un salario decente possono anche chiudere e fallire, così creano meno danni alla società. Prenderanno il loro posto aziende più civili.
Be no. Gente che ha lavorato una vita e che io conosco e`uscita dalla poverta`, con sacrifici ( magari avevano pure un secondo lavoro)ma c`e`riuscita. Ha comprato casa o uno o piu`appartamenti ecc.; oggi alcuni sono anche benestanti, ed erano partiti da niente.
Re: capitalisti per i poveri
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Robert Owen
Si e sono degli schiocchi francamente, perché se produci un telefono con componenti riciclabili offri un vantaggio rispetto alla concorrenza e quindi vendi di più, e puoi comunque continuare a fare profitti vendendo pezzi di ricambio.
Fanno molti più profitti come fanno ora con la gente che li ricompra nuovi spesso.
Re: capitalisti per i poveri
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Robert Owen
Spetta alle persone non sprecare. Lo stato e le aziende non è che possano regolare ogni aspetto della vita dei cittadini per evitare gli sprechi.
Le persone possono fare la loro parte, ma se è il sistema nel complesso nel modo in cui produce (per il profitto di pochi) che spreca molte risorse inquinando molto, il comportamento individuale non può fare la differenza, bisogna per forza cambiare sistema.
Re: capitalisti per i poveri
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massimo
Non mi pare: nel linguaggio comune intendiamo per speculatori quelli che, con la loro azione, alterano a loro vantaggio i prezzi, non quelli che semplicemente scommettono sull’andamento dei prezzi, che come dicevo, possono guadagnare o perdere come per ogni scommessa.
Riconosco però di aver errato, perché la speculazione nel senso comune non è reato.
Poi ogni parola può essere usata in tanti sensi diversi.
Comunque mi pare contraddittorio che tu dica prima che lo speculatore non altera i prezzi e poi che li calmiera.
Tuttavia penso che questi siano dettagli: io ho seguito con molto interesse la discussione non banale che molto bene proponi.
Tuttavia credo che i nostri ragionamenti siano alla fine inconcludenti: nel prossimo spiego in che senso.
Giusto per precisare, l'accezione comune di speculatore e' negativa, ma e' sbagliata, perche' sostanzialmente fondata su una generale misconoscenza dei meccanismi attraverso i quali domanda e offerta determinano i prezzi.
Una volta conosciuti tali meccanismi si capisce che:
- lo speculatore puo' alterare i prezzi, e di fatto lo fa' (mi scuso se ho lasciato intendere il contrario), ma non puo' auto-alterarli a suo beneficio.
- lo speculatore compie un'azione benefica, cioe' ha anch'esso una sua utilita' (se e' bravo a fare previsioni), poiche la sua azione di alterazione tende ad anticipare le variazioni dei prezzi che avverrebbero comunque, in tal modo calmierandole.
Re: capitalisti per i poveri
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massimo
Il discorso che noi stiamo portando avanti verte sul rapporto fra liberta economica e intervento dello stato ( meglio: della collettivita)
Tuttavia ambedue sono necessari: quello che è in discussione è il rapporto, l’equilibrio , il compromesso ( diciamo come volete) fra l uno e l altro e questo dipende dal contesto, dalla situazione concreta e specifica
In certi casi sara opportuno che la collettivita intervenga nel gestire i mezzi pubblci, la concorrenza, i monopoli, i prezzi, i salari e cosi via e in altri invece dannoso : non se ne puo parlare cosi in astratto
Tutte le attivita umane sono in parte libere e in parte controllate dalla collettivita perche noi non siamo come le api che seguono istinti fissi e immutabili ma creaiamo noi stessi le nostre regole- Infatti le liberta hanno dei limiti: sarebbe ben strano che invece quelle economiche non le avessero e magicamente producessero sempre il bene della collettivita
Bisogna cioe tener conto che l uomo agisce per il porprio interesse personale ma segue pure limiti stabiliti dalal collettività, e le piu importanti di esse spesso non sono nemmeno codificate
I collettivismi economici sono tutti falliti nella storia dalla repubblica di Platone alle eresie pauperistiche medioevali al comunismo del secolo scorso perche si basa , come diceva Marx che l ‘uomo liberato dalle cateme dell’egoismo da per quanto puo e riceve per quanto ha bisogno
NON E COSI. l uomo per natura fa i propri interessi
Ma anche il capitalismo dei tempi di Marx è sparito sostituito dallo stato sociale che gestisce piu del 40% del PIl e sancisce una pletora di norme (forse troppe)
Noi possiamo avere una maggiore propensione per l’intervento collettivo e per la liberta imprenditoriale ma negare una delle due è fuori della realtà
Non so se siete d’accordo: mi piacerebbe avere il vostro parere
Stai parlando con la persona sbagliata. Io penso che tutto potrebbe essere gestito dalla libera iniziativa, e dall'auto-organizzazione, senza alcun bisogno di autorita' coartino le persone . Lo stato in due parole e' inutile e dannoso.
Re: capitalisti per i poveri
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Robert Owen
No, è che i costi non sono comprimibili all'infinito.
Certo che lo sono. La produttivita' ha a che fare con la fantasia umana, che non mi risulta abbia limiti. Pensa a quanto avrebbe dovuto spendere il re sole per poter giocare con la playstation: neppure vendendo tutta Versailles avrebbe potuto ottenere lo sviluppo di tali tecnologie ... eppure oggi ci giocano anche i "poveri".
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Istruzione e sanità non sono settori dove si può applicare la logica industriale. Sono settori dove servono "artigiani", cioè persone che seguono il singolo utente.
L'artigianato è una cosa che ha dei costi elevati perché la persona che dedica il suo tempo a te giustamente vuole essere pagata.
Non puoi pensare che un medico ti segua per 2 dollari. Più il tuo caso diventa critico, più il medico deve seguirti e più i costi diventano alti. Ci tengo a precisare che i medici non è che debbano soltanto guadagnare soldi per loro stessi, ma devono riuscire a ripagare affitti di costosi macchinari e tante altre cose, motivo per cui nessuno ti regalerà mai il servizio sanitario. Forse quando la sanità sarà robotizzata costerà 2 dollari, ma siamo ben lontani da quello.
La stessa cosa si può dire sull'insegnamento. A meno di non voler ridurre l'insegnamento a una biblioteca, bisogna pagare un insegnante, cioè un artigiano che segue gli allievi, li aiuta singolarmente e risponde alle loro domande. @
ciddo
Stai invadendo il campo dell'imprenditoria. Tu non sai cosa arrivera' ad offrire il mercato... e non puoi partire dal presupposto che il mercato "non possa fornire" tali beni. Anzi, se guardi indietro, scopri che non e' vero. Oggi nella sanita' e nell'istruzione l'innovazione avviene nel settore privatistico (medicamenti innovativi, nuove tecnologie, corsi on line).
Re: capitalisti per i poveri
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Robert Owen
Te lo spiego nella maniera più semplice possibile.
Quando un bene o un servizio diventa accessibile per le masse, si ha un successo del mercato. Le vacanze sono diventate un bene accessibile, quindi è un successo del mercato.
Come al solito le tue affermazioni sono una versione personale del liberalesimo che non ha alcun senso. Infatti se seguo la tua "spiegazione" si dovrebbe affermare che siccome gli yacht, le ville con piscina, e gli hotel a 5 stelle, non sono accessibili alle masse, saremmo di fronte ad un fallimento del mercato ? non direi... quindi ahime credo che tu debba cambiare la definizione. Aspetto.
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Nel caso di istruzione e sanità, invece, non si parla di beni accessibili per le masse e quindi sono fallimenti di mercato a cui lo stato deve dare una risposta.
Se lo stato deve dare una risposta a questi, allora lo stato deve anche comprarmi la villa.
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Ovviamente c'è anche una valutazione politica dell'importanza di beni e servizi, ed è una cosa del tutto normale. Si, sanità e istruzione sono cose che vengono giudicate come "di importanza essenziale", mentre le vacanze sono un vizietto, motivo per cui lo stato garantisce sanità e istruzione ma non altre cose. Io sono contro il relativismo, quindi non darmi argomenti relativisti. @
ciddo
L'importanza di alcuni beni e' una valutazione economica personale, non politica, e la tua opinione in merito e' del tutto arbitraria. Io per avere lo yacht potrei anche voler rinunciare ad un rene... per questo i tuoi pistolotti non sono credibili, poiche si basano sulla tua personale opinione circa l'essenzialita' dei beni per altri. Se ritieni che anche gli altri debbano avere certi beni, allora regalaglieli, ma non metterti a giustificare la mafia.
Re: capitalisti per i poveri
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Gian_Maria
Balle, la domanda la creano loro con la loro offerta.
E anche fosse ? Se non mi offrivano la playstation io non la domandavo, ma giocarci adesso e' divertente...
Re: capitalisti per i poveri
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Gian_Maria
Probabilmente oggi non sono pochi quelli che per esempio vorrebbero uno smartphone progettato per durare molti anni facilmente aggiornabile sia nel software che nell'hardware, con componenti riciclabili, ma le industrie non lo producono, perché con quelli odierni fanno molti più profitti.
In che senso ? in famiglia abbiamo 3 smartphone, tutti datati... il mio, un S7 del 2015, va che e' una meraviglia, e gli ho anche aggiornato il SO.
Re: capitalisti per i poveri
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Niemand
Da un lato le migliorie possono servire,non a te ma ad altri e chi e`la prima volta che compra non interessa le migliorie ma il pacchetto nintero.. Mail sistema funziona cosi quindi consumo di risorse in continuazione.
E nel tempo le piccole migliorie si accumulano, e alla lunga fanno una grande differenza, cosi i prodotti di oggi sono molto piu' utili/efficienti/pratici/sicuri/confortevoli di quelli di 50 anni fa (basti guardare alle automobili)