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Re: Fede o scienza?
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Narel Jarvi
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Narel Jarvi
Le cinque vie vanno viste alla luce di questo, tenendo pure conto che per quanto paradossale possa sembrare, la Somma Teologica fra le opere di Tommaso è quella per principianti.
@Giò @emv
A tal proposito nei video Berti rileva che Tommaso nella prima via ricalca più la dimostrazione di Aristotele nella Fisica che in Metafisica XII, perché quest'ultima è più problematica a livello di compatibilità con la fede cattolica (quindi nella Summa era meglio evitarla).
Ma Tommaso ha commentato anche Metafisica XII, commento che non ho a disposizione, ma che sottolinea come a livello strettamente filosofico la questione è più ampia di quanto possa risultare alla semplice lettura della Summa.
Secondo poi accenna pure alla diatriba fra Peter Geach e Anthony Kenny (filosofi analitici) riguardo alla questione della regressione infinita in termini logico-matematici.
Tutta roba che secondo Aladar si supera con un paio di pennellate della sua scienza delle mongolfiere.
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Re: Fede o scienza?
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Narel Jarvi
@
Giò @
emv
A tal proposito nei video Berti rileva che Tommaso nella prima via ricalca più la dimostrazione di Aristotele nella Fisica che in Metafisica XII, perché quest'ultima è più problematica a livello di compatibilità con la fede cattolica (quindi nella Summa era meglio evitarla).
Ma Tommaso ha commentato anche Metafisica XII, commento che non ho a disposizione, ma che sottolinea come a livello strettamente filosofico la questione è più ampia di quanto possa risultare alla semplice lettura della Summa.
Secondo poi accenna pure alla diatriba fra Peter Geach e Anthony Kenny (filosofi analitici) riguardo alla questione della regressione infinita in termini logico-matematici.
Tutta roba che secondo Aladar si supera con un paio di pennellate della sua scienza delle mongolfiere.
D'altronde se fossero risolutive in senso assoluto, non sarebbero vie e non sarebbero cinque.
Come da stessa premessa del santo, tutto dipende dal livello d'ostilità del negante.
In particolare la via apparentemente più debole cioè la quarta (debole per i motivi citati da Berti nel video) è quella preferita da molti tomisti come Fabro o Gilson perché si ricollega meglio all'impianto complessivo di Tommaso riguardo ad essenza e atto d'essere, si ricollega meglio al concetto di platonico di partecipazione e oserei dire anche alla dimostrazione del libro dodicesimo della Metafisica in senso cristiano (cioè senza ammettere l'eternità del mondo).
Impianto complessivo che nella sua versione ascendente (cioè dall'esperienza sensibile verso Dio), viene ben riassunto da Mondin in questo documento:
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Narel Jarvi
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Re: Fede o scienza?
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emv
Il fatto che la Luce sia una grandezza insuperabile, per quanto finita, gli conferisce dei caratteri "divini", infatti alla velocità della luce la massa diverrebbe infinita e ci vorrebbe un'energia infinita per spingerla. Quindi quello che ho detto non è una sciocchezza.
Purtroppo Aladar ha dei canoni molto rigidi.
Sul ruolo che dai alla logica e al pensiero mi pare che ci sia un certo idealismo, potresti tendere ad esaltare un segmento del discorso che non è tutto. Ma non riesco a concentrami su tutti i discorsi che si stanno facendo davvero molto interessanti.
Insuperabile non significa infinita , direi che è piuttosto banale e non rigido affermarlo.
Poi voi ,abituati alla vostra dialettica in cui le parole vengono 'interpretate', lo possiate pensarlo è solamente indicativo del vostro modo di pensare e dialogare.
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Re: Fede o scienza?
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Darwin
Insuperabile non significa infinita , direi che è piuttosto banale e non rigido affermarlo.
Poi voi ,abituati alla vostra dialettica in cui le parole vengono 'interpretate', lo possiate pensarlo è solamente indicativo del vostro modo di pensare e dialogare.
Se non la puoi raggiungere è praticamente infinita, come se cercassi di raggiungere un luogo ma finisci nelle sabbie mobiii.
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Re: Fede o scienza?
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Narel Jarvi
Secondo poi accenna pure alla diatriba fra Peter Geach e Anthony Kenny (filosofi analitici) riguardo alla questione della regressione infinita in termini logico-matematici.
A tal proposito già Leibniz ammetteva la possibilità di una regressione infinita delle cause fisiche (che la MQ nega), ma lo stesso introduceva una singola causa metafisica (quindi immateriale, sovrasensibile).
"37. E siccome ogni più minuto particolare involge altri contingenti anteriori, o più particolareggiati, ciascuno de’ quali ha eziandio bisogno d’una simigliante analisi per averne la ragione; così non siamo andati più oltre, ed è mestieri, che la ragione sufficiente, o ultima, sia fuori del seguito o della serie di questa particolarità delle contingenze, qualunque infinito ne potesse conseguitare.
38. E per tal modo la ultima ragione delle cose deve essere in una sostanza necessaria, in cui il particolare dei mutamenti non sia che eminentemente come nella sorgente, ed è ciò che noi chiamiamo Dio.
39. Ora cotal sostanza essendo una ragione sufficiente di ogni particolare, il quale è altresì legato a tutto l’universo, ne seguita, che non vi ha che un Dio, e questo Dio basta a tutto."
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Re: Fede o scienza?
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Narel Jarvi
A tal proposito già Leibniz ammetteva la possibilità di una regressione infinita delle cause fisiche (che la MQ nega), ma lo stesso introduceva una singola causa metafisica (quindi immateriale, sovrasensibile).
@TheMeroving
Anche la critica di Hume alla causalità riguarda solo la fisica, la meccanica.
Infatti anche lui si chiede la ragione di qualcosa, non rinuncia:
“1. Per quale ragione diciamo necessario che tutto ciò che ha un cominciamento debba avere anche una
causa?
2. Perché affermiamo che certe cause particolari debbano necessariamente avere certi particolari effetti?
Qual è la natura di questa inferenza, per cui passiamo dalle une agli altri, e della credenza che riponiamo
in essa?”
(T, 90).
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Re: Fede o scienza?
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Narel Jarvi
@
TheMeroving
Anche la critica di Hume alla causalità riguarda
solo la fisica, la meccanica.
Infatti anche lui si chiede la ragione di qualcosa, non rinuncia:
“1. Per quale ragione diciamo necessario che tutto ciò che ha un cominciamento debba avere anche una
causa?
2. Perché affermiamo che certe cause particolari debbano necessariamente avere certi particolari effetti?
Qual è la natura di questa inferenza, per cui passiamo dalle une agli altri, e della credenza che riponiamo
in essa?”
(T, 90).
L'abitudine rispondeva, quindi il nostro modo di pensare.
Il pensiero è sempre la causa di tutto, ma non il nostro che è limitato, ma quello di Dio che non ha limiti.
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Re: Fede o scienza?
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emv
Se non la puoi raggiungere è praticamente infinita, come se cercassi di raggiungere un luogo ma finisci nelle sabbie mobiii.
Ma il concetto di infinito è totalmente diverso da quello di irraggiungibile. Ma poi è irraggiungibile per noi, non per il fotone stesso e per l'espansione dell'universo !! Quindi siccome noi siamo limitati, allora dobbiamo considerarla universalmente infinita ?
ma io veramente....
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Re: Fede o scienza?
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emv
Se non la puoi raggiungere è praticamente infinita, come se cercassi di raggiungere un luogo ma finisci nelle sabbie mobiii.
No infinita presuppone percorrere una distanza a tempo 0 , il fatto che sia una velocità 'limite' è tutta un'altra cosa.
Continuo a dire giocate semplicemente con i concetti e le parole per piegarle ai vostri desideri.
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Re: Fede o scienza?
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Darwin
No infinita presuppone percorrere una distanza a tempo 0 , il fatto che sia una velocità 'limite' è tutta un'altra cosa.
Continuo a dire giocate semplicemente con i concetti e le parole per piegarle ai vostri desideri.
Che poi, non siamo mica noi dell'epoca moderna a sbeffeggiare un pochino i pensatori fin troppo "astratti", il buon Aristofane già nel 423 ac, mise in scena una satira contro Socrate e certi ragionamenti dei filosofi talmente distaccati dalla realtà e alla ricerca di cause "altrove", che finiscono per giocare con le parole fra le nuvole.
Ora che io non sia scambiato per un novello Strepsiade, non ho infatti nessuna intenzione di dar fuoco al pensatoio di Socrate, tuttavia ci deve essere un limite all'area semantica dei termini, altrimenti siamo davvero sulle nuvole.