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Discussione: Burlesque-oni

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    Predefinito Burlesque-oni

    Dal Times all'Economist è tutto un caleidoscopio di metafore e rimandi ad una situazione tragica, ma non seria.

    L'Economist adesso ci ricorda la nostra cultura e propone un Presidente del Consiglio nelle vesti dell'omonimo personaggio de "I pagliacci" di Leoncavallo... con quella sua fine tragica.

    Allegorie:
    Nedda --> l'Italia
    Silvio -->...onomatopeico
    Canio --> il popolo? quanto meno quella parte di chi non ne può più
    Peppe --> i topi che scappano?
    ___________________
    SCENA SECONDA

    Commedia

    La tela del teatrino si alza. La scena, mal dipinta, rappresenta una stanzetta con due porte laterali ed una finestra praticabile in fondo. Un tavolo e due sedie rozze di paglia sono sulla destra del teatrino. Nedda in costume da Colombina passeggia ansiosa.

    COLOMBINA
    Pagliaccio mio marito
    a tarda notte sol ritornerà...
    E quello scimunito di Taddeo...
    perché mai non è ancor qua?
    Ah! ah!

    Si ode un pizzicar di chitarra all'interno; Colombina corre alla finestra e dà segni d'amorosa impazienza.

    ARLECCHINO
    di dentro
    O Colombina, il tenero fido Arlecchin
    è a te vicin!
    Di te chiamando, e sospirando aspetta il poverin!
    La tua faccetta mostrami, ch'io vo' baciar
    senza tardar.
    La tua boccuccia. Amor mi cruccia!
    Amor mi cruccia e mi sta a tormentar!
    Ah! e mi sta a tormentar!

    O Colombina, schiudimi il finestrin,
    che a te vicin
    di te chiamando,
    e sospirando
    è il povero Arlecchin!
    A te vicin è Arlecchin!

    COLOMBINA
    ritornando ansiosa sul davanti
    Di fare il segno convenuto appressa l'istante,
    ed Arlecchino aspetta!

    Siede ansiosa volgendo le spalle alla porta di destra. Questa si apre e Tonio entra sotto le spoglie del servo Taddeo, con un paniere infilato al braccio sinistro. Egli si arresta a contemplare Nedda con aria esageratamente tragica, dicendo.

    TADDEO
    È dessa!
    poi levando bruscamente al cielo le mani ed il paniere
    Dei, come è bella!

    LA FOLLA
    ridendo
    Ah! ah! ah! etc.

    TADDEO
    Se a la rubella io disvelassi
    l'amor mio che commuove fino i sassi!
    Lungi è lo sposo.
    Perché non oso?
    Soli noi siamo
    e senza alcun sospetto!
    Orsù... Proviamo!
    sospirando lungo, esagerato
    Ah!

    Il pubblico ride.

    COLOMBINA
    volgendosi
    Sei tu, bestia?

    TADDEO
    immobile
    Quell'io son, sì!

    COLOMBINA
    E Pagliaccio è partito?

    TADDEO
    come sopra
    Egli parti!

    COLOMBINA
    Che fai così impalato?
    Il pollo hai tu comprato?

    TADDEO
    Eccolo, vergin divina!
    Precipitandosi in ginocchio, offrendo colle due mani il paniere a Colombina che si appressa.
    Ed anzi, eccoci entrambi ai piedi tuoi!
    Poiché l'ora è suonata, o Colombina,
    di svelarti il mio cor!
    Di', udirmi vuoi? Dal dì...

    Colombina va alla finestra la schiude e fa un segno; poi va verso Taddeo

    COLOMBINA
    strappandogli il paniere
    Quanto spendesti dal trattore?

    TADDEO
    Una e cinquanta.
    Da quel dì il mio core,
    il mio core...

    COLOMBINA
    presso alla tavola
    Non seccarmi Taddeo!

    Arlecchino scavalca la finestra, depone a terra una bottiglia che ha sotto il braccio, e poi va verso Taddeo mentre questi finge non vederlo.

    TADDEO
    a Colombina, con intenzione
    So che sei pura, so che sei pura!
    sei pura e casta al par di neve!
    Sì, casta!... al par di neve!
    E ben che dura, dura ti mostri,
    dura, ad obliarti non riesco
    no! non riesco!

    ARLECCHINO
    Lo piglia per l'orecchio dandogli un calcio e lo obbliga a levarsi.
    Va a pigliar fresco!

    Il pubblico ride.

    TADDEO
    retrocedendo comicamente verso la porta a destra
    Numi! s'aman!
    m'arrendo ai detti tuoi.
    ad Arlecchino
    Vi benedico! Là veglio su voi!

    Taddeo esce. Il pubblico ride ed applaude.

    COLOMBINA
    Arlecchin!

    ARLECCHINO
    con affetto esagerato
    Colombina!
    Alfin s'arrenda ai nostri prieghi amor!

    COLOMBINA
    Facciam merenda.

    Colombina rende dal tiretto due posate e due coltelli. Arlecchino va a prender la bottiglia, poi entrambi siedono a tavola uno in faccia all'altro.

    COLOMBINA
    Guarda, amor mio, che splendida
    cenetta preparai!

    ARLECCHINO
    Guarda, amor mio, che nettare
    divino t'apportai!

    A DUE
    L'amore ama gli effluvii
    del vin, de la cuccina!

    ARLECCHINO
    Mia ghiotta Colombina!

    COLOMBINA
    Amabile beone!

    ARLECCHINO
    prendendo un'ampolletta che ha nella tunica
    Prendi questo narcotico;
    dallo a Pagliaccio
    pria che s'addormenti,
    e poi fuggiamo insiem!

    COLOMBINA
    Sì, porgi!

    TADDEO
    spalanca la porta a destra e traversa la scena tremando esageratamente
    Attenti! Pagliaccio... è là...
    tutto stravolto... ed armi cerca!...
    Ei sa tutto... Io corro a barricarmi!

    Entra precipitoso a sinistra e chiude la porta. Il pubblico ride.

    COLOMBINA
    ad Arlecchino
    Via!

    ARLECCHINO
    scavalcando la finestra
    Versa il filtro ne la tazza sua!
    Scompare.

    Canio in costume da Pagliaccio, compare sulla porta a destra.

    COLOMBINA
    alla finestra
    A stanotte...
    E per sempre io sarò tua!

    CANIO
    porta la mano al cuore e mormora a parte
    Nome di Dio! quelle stesse parole!
    Avanzandosi per dir la sua parte.
    Coraggio!
    forte
    Un uomo era con te!

    NEDDA
    Che folle! Sei briaco?

    CANIO
    fissandola
    Briaco! sì... da un'ora!!

    NEDDA
    riprendendo la commedia
    Tornasti presto.

    CANIO
    con intenzione
    Ma in tempo!
    T'accora? T'accora!
    dolce sposina!!
    Riprende la commedia.
    Ah! sola io ti credea
    mostrando la tavola
    e due posti son là!

    NEDDA
    Con me sedea Taddeo,
    che là si chiuse per paura!
    verso la porta a sinistra
    Orsù... parla!

    TADDEO
    di dentro, fingendo tremare ma con intenzione
    Credetela! Credetela!
    Essa è pura!!
    E abborre dal mentir
    quel labbro pio!!

    LA FOLLA
    ridendo
    Ah! ah! ah! ah!

    CANIO
    rabbioso al pubblico
    Per la morte!
    poi a Nedda sordamente
    Smettiamo!
    Ho dritto anch'io d'agir come ogn'altr'uomo.
    Il nome suo...

    NEDDA
    fredda e sorridente
    Di chi?

    CANIO
    Vo' il nome de l'amante tuo,
    del drudo infame a cui ti desti in braccio,
    o turpe donna!

    NEDDA
    sempre recitando la commedia
    Pagliaccio! Pagliaccio!

    CANIO
    No! Pagliaccio non son;
    se il viso è pallido,
    è di vergogna, e smania di vendetta!
    L'uom riprende i suoi dritti,
    e'l cor che sanguina vuol sangue
    a lavar l'onta, o maledetta!
    No, Pagliaccio non son!
    Son quei che stolido
    ti raccolse orfanella in su la via
    quasi morta di fame,
    e un nome offriati,
    ed un amor ch'era febbre e follia!

    Cade come affranto sulla seggiola.

    CONTADINE
    Comare, mi fa piangere!
    Par vera questa scena!

    CONTADINI
    Zitte laggiù! Che diamine!

    SILVIO
    a parte
    Io mi ritengo appena!

    CANIO
    riprendendosi ed animandosi a poco a poco
    Sperai, tanto il delirio accecato m'aveva,
    se non amor, pietà... mercé!
    Ed ogni sacrifizio al cor lieto, imponeva,
    e fidente credeva
    più che in Dio stesso, in te!
    Ma il vizio alberga sol ne l'alma tua negletta;
    tu viscere non hai... sol legge e'l senso a te!
    Va, non merti il mio duol,
    o meretrice abbietta,
    vo' ne lo sprezzo mio
    schiacciarti sotto i piè!!

    LA FOLLA
    entusiasta
    Bravo!

    NEDDA
    fredda, ma seria
    Ebben! Se mi giudichi di te indegna,
    mi scaccia in questo istante.

    CANIO
    sogghignando
    Ah! ah!
    Di meglio chiedere non dèi
    che correr tosto al caro amante.
    Se' furba! No! per Dio!
    Tu resterai...
    e il nome del tuo ganzo mi dirai!!

    NEDDA
    cercando riprendere la commedia sorridendo forzatamente
    Suvvia, così terribile
    davver non ti credeo!
    Qui nulla v'ha di tragico.
    verso la porta a sinistra
    Vieni a dirgli o Taddeo,
    che l'uom seduto or dianzi,
    or dianzi a me vicino
    era... il pauroso ed innocuo Arlecchino!

    Risa tosta represse dall'attitudine di Canio.

    CANIO
    terribile
    Ah! tu mi sfidi!
    E ancor non l'hai capita
    ch'io non ti cedo?...
    Il nome, o la tua vita! Il nome!
    Assieme.

    NEDDA
    prorompendo
    Ah! No, per mia madre!
    Indegna esser poss'io...
    quello che vuoi, ma vil non son, per Dio!

    CONTADINI e CONTADINE
    Fanno davvero?
    Seria è la cosa?
    Zitti laggiù!
    Seria è la cosa e scura!


    SILVIO
    a parte
    Io non resisto più!
    Oh la strana commedia!


    Peppe vuoi uscire dalla porta a sinistra, ma Tonio lo ritiene.

    PEPPE
    Bisogna uscire, Tonio. Ho paura!...


    TONIO
    Taci sciocco!

    NEDDA
    Di quel tuo sdegno è l'amor mio più forte!
    Non parlerò! No! A costo de la morte!

    CANIO
    urlando dà di piglio a un coltello sul tavolo
    Il nome! il nome!

    NEDDA
    sfidandolo
    No!

    SILVIO
    snudando il pugnale
    Santo diavolo! Fa davvero...

    LA FOLLA e PEPPE
    che cerca svincolarsi da Tonio
    Che fai! Ferma! Aita!

    Le donne che indietreggiano spaventate, rovesciano i banchi ed impediscono agli uomini di avanzare, ciò che obbliga Silvio a lottare per arrivare alla scena. Intanto Canio al parossismo della collera, ha afferrata Nedda in un attimo e la colpisce per di dietro mentre essa cerca di correre verso il pubblico.

    CANIO
    A te! A te!
    a Nedda
    Di morte negli spasimi lo dirai!

    NEDDA
    cadendo agonizzando
    Soccorso! Silvio!

    SILVIO
    che e quasi arrivato alla scena
    Nedda!

    Alla voce di Silvio, Canio si volge come una belva, balza presso di lui è in un attimo lo ferisce, dicendo.

    CANIO
    Ah!... sei tu?
    Ben venga!

    Silvio cade come fulminato.

    LA FOLLA
    urlando
    Arresta! Gesummaria!

    Mentre parecchi si precipitano verso Canio per disarmarlo ed arrestarlo, egli, immobile, istupidito lascia cadere il coltello dicendo

    CANIO
    La commedia è finita!



    _________________
    ...ma il pubblico ride per tutta la commedia (farsa), solo all'ultimo istante si predispone a negare di essere mai stato plaudente sotto a quel balcone in Piazza Venezia.



    .
    Ultima modifica di grefojet; 05-11-10 alle 09:29
    Anagramma di Mariastella Gelmini:
    La galleria mi smentì (S. Bartezzaghi)

    _

 

 

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