---- Capitolo I ----
Sono le 23 di una tiepida serata di fine estate, e il signor Rossi passeggia serenamente per raggiungere la sua automobile dopo una piacevole cena nel suo ristorante preferito, quando improvvisamente viene aggredito da tre malintenzionati che lo lasciano a terra pesto e sanguinante dopo averlo derubato di ogni oggetto di valore che portava indosso.
Dopo alcuni minuti il signor Rossi si rialza faticosamente e si dirige verso l’ospedale più vicino per ricevere i primi soccorsi. All’ingresso nell’unità di pronto soccorso il personale della reception gli chiede immediatamente se è in possesso di una polizza di assicurazione.
“certamente “ risponde il signor Rossi
“potrebbe darmi un documento?” chiede l’addetto alla reception
“Guardi: sono stato aggredito da dei malviventi che mi hanno rubato tutto, compresi i documenti. Ma se guarda sul Computer troverà sicuramente la mia polizza, sono assicurato con Generali, mi chiamo Paolo Rossi, nato a Milano il 23 gennaio 1980, codice fiscale RSSPLA …”
“purtroppo ho bisogno di un documento di identità valido, altrimenti non posso inoltrare nessuna richiesta alla compagnia assicuratrice”
“ma scusi, cosa è tutta questa burocrazia? Ora viviamo in un mondo libero, non paghiamo nemmeno più le tasse ma direttamente i servizi, cosa c’entra che io devo far vedere un documento per avere riconosciuta l’assicurazione”
“guardi, signor … Rossi, che non è burocrazia, ma è la policy aziendale. Innanzitutto devo scusarmi per la terminologia usata, ma è la forza dell’abitudine: ovviamente non è corretto usare il termine “documento di identità”, ma dovremmo parlare della TIP, Tessera di Identificazione Personale rilasciata dalla SCAC (Società di Certificazione Anagrafica della Clientela), che lei ha sicuramente ottenuto dietro il pagamento del corrispettivo di 300 euro. Certo, se le persone accettassero di farsi inserire un microchip sotto pelle, non ci sarebbe questa necessità, ma al momento risulta che solo pochissimi abbiano accettato questo strumento …”
“infatti. Non vogliamo Grandi Fratelli di nessun genere, che sia lo stato o qualche multinazionale che vuole controllarci …”
“come desidera: oggi siamo liberi, però ritorniamo un attimo alla policy aziendale. Lei è sicuramente una persona onesta, ma io devo avere la certezza che lei sia veramente l’intestatario della polizza assicurativa. Perché, mettiamo il caso, anche se non è di certo il suo caso, che lei non sia veramente il signor Paolo Rossi intestatario della polizza salute delle Assicurazioni Generali, allora l’assicurazione potrebbe rifiutare di pagare le spese di pronto soccorso e in quel caso l’Azienda non solo mi licenzierebbe, ma mi chiederebbe anche di rifondere il danno procurato con la mia negligenza. Purtroppo io debbo attenermi alla policy aziendale. Inizialmente la spesa è di 500 euro: come paga, contanti o carta di credito?”
“come le ripeto, i malviventi mi hanno portato via tutto, quindi non sono in possesso né di contanti né di carta di credito”
“allora non possiamo fare niente per lei. Le suggerisco di recarsi all’ufficio della Carabinieri SpA, dove può fare una denuncia, in modo da rientrare in possesso almeno della carta di credito. Gli uffici sono sempre aperti e ce ne è uno proprio a cinquecento metri da qui”.
Il receptionist non era una cattiva persona, e concede al povero signor Rossi l’utilizzo di una toilette e di qualche disinfettante. Così il signor Rossi, dopo essersi pulito e disinfettato alla bell’e meglio esce dal Pronto Soccorso per recarsi all’ufficio della Carabinieri.




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